Questione Ryanair, Fi presenta documento Ue su continuità territoriale

cappellacci

CAGLIARI –  Un documento della Commissione europea del 2011 nel quale “si autorizza la Germania a disporre l‘esenzione delle tasse aeroportuali per i passeggeri che si rechino nelle isole“. E’ il “contributo positivo e uno strumento al governo Renzi e alla Giunta per superare il ‘problema’ Ryanair” presentato stamane alla stampa- convocata all’aeroporto di Elmas- dal coordinatore di Forza Italia Ugo Cappellacci e dal consigliere azzurro Stefano Tunis.

Cappellacci e Tunis ritengono così di “smascherare l’alibi della giunta Pigliaru e del governo Renzi, il ‘ce lo chiede l’Europa’” sulla questione dei voli low cost e della continuità territoriale, scoppiata dopo la decisione del governo di aumentare le tasse aeroportuali di 2,5 euro a cui la compagnia irlandese ha reagito annunciando l’abbandono delle rotte su Alghero. Le ragioni di questa autorizzazione, “e del fatto che tutto ciò non venga considerato aiuto di Stato, sono le solite che presidiano i principi europei- spiega Cappellacci- ovvero che si tratti di territori svantaggiatati e senza trasporti alternativi”. In base al documento presentato alla stampa dai due consiglieri di Forza Italia bastano 100 chilometri per poter individuare la deroga, “e sulla base di questa decisione l’Italia può tranquillamente prevedere l’esenzione per la Sardegna ed essere tranquillamente autorizzata dall’Europa- sottolinea Cappellacci-. È evidente che con un precedente di questo tipo credo che nel giro di 10 giorni si possa istruire la pratica dell’Italia ed eliminare uno dei problemi principali che sta causando l’allontanamento delle low cost“.

Cappellacci ha anche commentato l’iniziativa degli imprenditori sardi di creare un fondo “salva rotte”: “È nata in una contingenza disperata ed è giustificabile, ma non si doveva arrivare a quel punto. Mi fa sorridere Pigliaru che giudica positivamente questa iniziativa e nello stesso tempo dice di volerla implementare perché ha la fortuna di avere un ‘tesoretto’ a disposizione. È clamoroso perché quei soldi erano destinati per esempio alla Ct2 e non son stati spesi: in pubblica amministrazione questo si chiama fallimento”.

Di Andrea Piana, giornalista

10 Febbraio 2016
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