VIDEO | Caso Manduca: pm condannati, ricorso dello Stato e una fiction

Intervista a Carmelo Calì, cugino di Marianna Manduca, la trentaduenne di Palagonia, uccisa 11 anni fa dall'uomo che aveva lasciato dopo averlo denunciato per ben 12 volte.

ROMA – Dodici denunce e una morte annunciata quella di Marianna Manduca, la trentaduenne di Palagonia, uccisa 11 anni fa dall’uomo che aveva lasciato. Aveva piu’ volte chiesto aiuto contro quell’ex marito violento, soprattutto per i suoi tre figli: Carmelo, Salvatore e Stefano, che oggi hanno rispettivamente 17, 16 e 14 anni. A raccontare il caso giudiziario senza precedenti e’ Carmelo Calì, cugino della vittima che ha adottato insieme alla moglie Paola i tre orfani di Marianna.

Intervistato dalla Dire ha spiegato a che punto sia la battaglia legale ancora in corso e come sia nato il contatto che ha portato alla fiction ‘I nostri figli’, andata in onda a dicembre sulla Rai, in cui Carmelo e sua moglie, interpretati da Giorgio Pasotti e da Vanessa Incontrada, sono stati raccontati al grande pubblico.

“I tre bambini quando arrivano a Senigallia, dove vivono i cugini di Marianna, non sanno che la madre e’ morta, tantomeno conoscono le circostanze della tragedia”. Inizia una vita del tutto nuova per Carmelo e sua moglie che ai tempi hanno da pochi mesi avuto un secondo figlio, Samuele, mentre il primo, Matteo, ha solo 5 anni. La loro e’ anche la storia di una battaglia legale senza precedenti in Italia.

E’ la prima volta che dei magistrati vengono condannati per inerzia e la famiglia risarcita. Una battaglia molto lunga, durata quasi 7 anni”- sottolinea Carmelo, che torna a ricordare l’impegno dei due legali, Licia D’Amico e Alfredo Galasso, che hanno seguito il caso a titolo gratuito, i quali parlano pero’ di una “vittoria a meta’” da quando “l’Avvocatura dello Stato- ricorda Carmelo Cali’nel corso dell’intervista- ha fatto appello alla sentenza. Se non bastano 12 sentenze, 12 referti medici e nemmeno la morte” si chiede amareggiato Carmelo, tenendo fede all’impegno di andare fino in fondo.

LA STORIA DI CARMELO E MARIANNA

Carmelo Cali’ e Marianna Manduca sono due cugini che come tanti si separano nel corso della vita, per gli eventi e i diversi percorsi familiari. Carmelo lascia Marianna bambina e la ritrova solo nella notizia della sua morte violenta. La conosce attraverso le testimonianze delle amiche, del resto della famiglia e del memoriale in cui Marianna si dice sicura di morire per mano di Saverio Nolfo, questo il nome dell’assassino, padre dei suoi figli. Condannato a 21 anni, tra “cinque, sei anni sara’ fuori dal carcere” dice Carmelo. Ma aggiunge:”Non ne parliamo, per ora questo non e’ un problema”.

La fiction e’ stata un successo. “Tutto e’ nato da Mauro Caporiccio, autore di diversi programmi. E’ stato lui a vedere nella nostra esperienza una storia particolare e importante da raccontare. La presidente di Rai Fiction e il produttore se ne sono innamorati”. Carmelo con queste parole spiega la trasformazione di una vicenda privata cosi delicata in una storia pubblica e racconta di come i ragazzi, i veri protagonisti, siano stati sempre ascoltati e le loro considerazioni messe al primo posto. E ricorda quel giorno in cui “scrittore e regista e produttore si precipitarono a casa, perché qualcosa del copione non convinceva i figli”.

CALÌ: PRESTO PER COMMENTI SU CODICE ROSSO

“E’ presto per fare commenti sulla legge”, dichiara Carmelo Cali’, a proposito della legge ‘Codice Rosso’ approvata a fine anno dal Consiglio dei Ministri. “Bisogna preoccuparsi di applicarla e di vedere se funziona”- e aggiunge- “dal momento in cui una donna denuncia non deve correre alcun pericolo“. 

Quanto agli orfani di femminicidio la scelta di Carmelo e di sua moglie ha permesso ai tre figli della vittima di avere una famiglia e spiega chi li abbia davvero aiutati. “Noi abbiamo avuto un Comune, Senigallia, che ci ha aiutato. Dagli psicologi, agli assistenti sociali, ma anche con aiuti economici. 10 milioni di euro per circa 2mila bambini orfani per il triennio 2018-2020- puntualizza Carmelo, riferendosi a quanto stanziato dal governo- penso sia ridicolo. Magari sono bambini che vivono con nonni pensionati, e’ impossibile che queste persone ce la facciano”.

CALÌ: A LANTERNA AZZURRA VENDUTO CONCERTO CHE NON ESISTEVA

“Dalla gioia per l’uscita del film che parla di noi, ‘I nosri figli’, all’improvviso terrore”. E’ l’atmosfera di casa Cali’ nei giorni in cui alla ‘Lanterna azzurra’ di Corinaldo, nella notte tra il 7 e l’8 dicembre, morivano 6 persone, 5 delle quali adolescenti.

 “C’era anche mio figlio, Matteo, nella folla che alla Lanterna azzurra si accalcava sull’uscita di sicurezza. C’era il suo amico di calcio che e’ morto. E’ lui che mi chiama nella notte disperato. C’era anche uno dei figli di Marianna”. 

Lo racconta alla Dire Carmelo Cali’, intervistato dalla Dire sul caso della cugina Marianna Manduca e l’adozione dei suoi tre figli dopo il femminicidio di 11 anni fa. E a proposito dei giovani e di concerti e svago, Carmelo non ha dubbi. “Hanno diritto a un concerto. E’ il loro momento. Fa male che abbiano venduto qualcosa di inesistente. C’era la festa del liceo a Senigallia- spiega Carmelo- l’appuntamento alla discoteca era quindi anche la festa per molti ragazzi dei licei. Hanno venduto un concerto che non esisteva, quello di Sfera Ebbasta, che fino all’una e mezza era a Rimini. Il concerto doveva iniziare alle dieci”. 

Matteo Cali’ e Carmelo, figlio di Marianna Manduca, sono li, in quella folla che si accalca sull’uscita di sicurezza. E sul personaggio preferisce non fare commenti. “Quella persona pero’ non si e’ mai presentata, quel concerto non e’ mai iniziato. Oltre 1000 presenze in una sala che poteva contenerne 450, tutti dopo lo spray al peperoncino si sono riversati su quell’uscita di sicurezza”- denuncia Carmelo. Anche per essere vicini ai giovani e’ nata l’associazione ‘Insieme a Marianna’.

 “Abbiamo messo a disposizione i legali dell’associazione– ricorda Carmelo- per queste famiglie, gratuitamente, e abbiamo aperto una sottoscrizione. L’Associazione e’ impegnata nelle scuole, per sensibilizzare i giovani, far capire ai ragazzi come si manifesta la violenza: dalla famiglia, al bullismo. E il 14 saremo al Campidoglio”.

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10 Gennaio 2019
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