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DIRE sardegna

Trasferta (in mare) troppo cara, in Sardegna saltano le partite

Carloforte

CAGLIARI – Tra il dire e il… giocare, c’è di mezzo il mare; e talvolta si finisce per non giocare. Succede in Sardegna: troppo alti alcuni costi per trasferte in programma sulle isole minori; e allora ci si arrende a priori, prima di scendere in campo. “Si sta verificando sempre più spesso che molte società sportive dilettantistiche, soprattutto dei settori giovanili, preferiscano rinunciare alle trasferte nelle isole minori sarde pagando la penale, perché è conveniente per loro piuttosto che affrontare i costi del viaggio“. Lo dice chiaro e tondo il consigliere del Partito dei sardi e neo vicepresidente regionale della Figc, Roberto Desini, che oggi, in conferenza stampa in Consiglio regionale insieme ai colleghi di partito Gianfranco Congiu e Augusto Cherchi, e al consigliere dell’Upc Pierfranco Zanchetta, ha illustrato una proposta di legge, sottoscritta anche dal Pd e da Sel, per garantire il trasporto gratuito di atleti e accompagnatori verso San Pietro, Carloforte e La Maddalena. Presente anche il presidente regionale del Coni presidente regionale del Coni Gianfranco Fara.

San Pietro

La proposta prevede una modifica all’articolo 38 della legge regionale del 17 maggio 1999, che prevede il contributo annuo da parte dell’assessorato allo Sport al Coni per le sue attività: “Abbiamo chiesto al presidente Fara cosa ne pensasse se una parte di quei fondi, pari al 6% del bilancio dell’assessorato, venga destinata a questa finalità. Ci ha dato la sua completa disponibilità e quindi proponiamo un intervento normativo”. Un intervento possibile perché, come ricorda lo stesso Desini, l’articolo 29 di quella legge regionale, autorizza la Regione a concludere convenzioni con il Coni e le compagnie di trasporto per l’abbattimento dei costi delle trasferte delle società dilettantistiche all’interno del territorio regionale.

La conferenza stampa del Partito dei sardi

“Stiamo parlando di minorenni che quindi devono essere accompagnati, senza contare i diversamente abili- continua Desini- è stata fatta una stima con Coni e assessorato per tutte le discipline sportive, e servono circa 45.000 euro annuali”. A questa situazione “legata al mondo dello sport- aggiunge Zanchetta- va aggiunto il caro biglietti generale per i sardi all’interno della mobilità nell’isola. Non è un problema legato alle compagnie di navigazione, ma è responsabilità della Regione, che ha imposto queste tariffe e che non ha considerato di poter forzare la mano per poter estendere il diritto alla mobilità con costi accettabili”.

di Andrea Piana, giornalista professionista

10 gennaio 2017

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