‘I fuori sede’, gli studenti a teatro raccontano il cancro senza paura

La commedia teatrale è ispirata alla storia vera di Giacomo Perini, colpito a soli 18 anni da un osteosarcoma di alto grado

ROMA – Dieci giovanissimi studenti universitari alle prese con l’avventura della condivisione della stessa casa e con l’urgenza di affrontare insieme un evento inaspettato: il cancro di Giacomo. È la storia de ‘I fuori sede’, la commedia teatrale ispirata alla storia vera di Giacomo Perini, colpito a soli 18 anni da un osteosarcoma di alto grado, messa in scena da studenti universitari e giovani pazienti oncologici, che, dopo il successo dello scorso maggio, riparte per un tour in alcuni dei principali teatri italiani: dall’Ambra Jovinelli di Roma il 12 novembre al teatro Manzoni di Milano il 19, dal teatro Palazzo di Bari il 15 dicembre al Fraschini di Pavia il 28 febbraio, fino a toccare Napoli e di nuovo Milano, all’università Bicocca. L’iniziativa è stata presentata stamattina a Roma all’auditorium delle federazioni Coni in ‘Su il sipario sul cancro’.

‘I fuori sede’, prima opera teatrale dedicata all’esperienza del tumore in giovane età, è stata scritta da Maria Teresa Carpino con Gigi Palla e Giacomo Perini, e ideata dall’associazione ‘Pancrazio. Studenti messi alla prova’, un team di giovani studenti universitari di medicina, biologia, farmacia ed altre facoltà che hanno deciso di testimoniare la forza, il dolore, l’ironia, l’energia di una giovane vita che fa i conti con la sua malattia, ma anche la necessità di avere una rete di affetti e di amicizie per andare avanti e affrontare la cupezza della vita nel difficile percorso di accettazione della propria condizione.

L’iniziativa rientra nel più ampio progetto ‘Racconti di vita’, una campagna di sensibilizzazione sulle gravi patologie oncologiche attraverso la formula del teatro resa possibile da Roche SpA, e ha ricevuto l’apprezzamento dell’Ail e della Favo.
A calcare i palcoscenici saranno gli studenti dell’associazione Pancrazio e Giacomo Perini, chiamato ad interpretare se stesso. Arricchiranno lo spettacolo anche gli Stratos, campioni mondiali di hip hop, e Luca Valenti, voce dell’edizione 2015 di ‘X Factor’ e attore nella serie teen di Disney Channel ‘Alex&co’.

“‘I fuori sede’ parla di un gruppo di studenti universitari che vuole banalizzare e spettacolarizzare il dolore e soprattutto dare voce ai pazienti oncologici per non farli sentire soli e fargli capire che uno strumento per uscire dal tunnel del cancro c’è- spiega alla Dire Perini, che ha raccontato la sua storia nel suo libro ‘Non siamo immuni’ e nel docufilm ‘Gli anni più belli’- Ci siamo resi conto che attraverso uno spettacolo teatrale senza filtri si riesce in questo arduo compito. Soprattutto si riesce a far capire che l’amore e l’amicizia possono salvare la vita del paziente oncologico, perché sono sentimenti necessari per distinguere la vita dell’ammalato rispetto alla vera vita”.

È provato come attività quali il teatro e lo sport, affiancati ai percorsi terapeutici, “aiutino i pazienti a vivere in modo diverso e a rafforzare il carattere, lo spirito, per affrontare in modo più forte e psicologicamente più strutturato il percorso spesso lungo delle malattie oncologiche” spiega alla Dire Francesco Gesualdi, direttore generale dell’Ail, che con 82 sezioni, 52 case di accoglienza e un servizio di assistenza domiciliare aiuta i pazienti oncologici ad affrontare le difficoltà quotidiane. “Ne ‘I fuori sede’- continua Gesualdi- abbiamo visto un’importante opportunità per aiutare i pazienti in questa opera di rafforzamento perché il teatro aiuta a tirar fuori il meglio di sé, a rompere certe barriere e ad essere sempre più forti. Nel percorso di malattia questo dato caratteriale, questa forza spirituale è importante per accompagnare la parte medica”.

Dello stesso avviso anche Francesco Cognetti, direttore di Oncologia medica all’Istituto ‘Regina Elena’ di Roma, che ha sottolineato l’importanza del valore di “testimonianza” dell’opera teatrale, che agisce sulla reazione di rabbia, sconforto e auto isolamento del malato oncologico, ma anche della “vicinanza delle persone, che accompagnando il paziente nel suo percorso possono migliorare la tollerabilità dei trattamenti e la qualità dei loro effetti”.

Una malattia, il cancro, che è vita quotidiana per milioni di italiani che oggi hanno un’aspettativa di vita molto più lunga che in passato, con il 63% delle donne e il 54% degli uomini che a cinque anni dalla diagnosi sono ancora vivi. “Oggi abbiamo molti mezzi per combattere questa malattia- aggiunge Cognetti- e di incidere con terapie molecolari specifiche che agiscono su anormalità genetiche e con l’immunoterapia, determinando se non la guarigione almeno la sua cronicizzazione”.

Progressi scientifici che si affiancano ad una sempre maggiore attenzione al rapporto medico-paziente, centrale per la riuscita delle terapie: “Relazionarsi col paziente- dichiara Francesco Bugamelli, presidente dell’associazione Pancrazio– è parte importante del nostro percorso di studenti di medicina. All’inizio del nostro progetto non eravamo pienamente consapevoli di quello che volevamo realizzare, ma giorno dopo giorno abbiamo imparato molte cose nuove. Il teatro è ascolto, dialogo, empatia, emozioni e nel nostro spettacolo la forza comunicativa della finzione, unita ad un linguaggio diretto, senza freni inibitori, si combina con le storie di persone che vivono la malattia e condividono il nostro approccio”.
“Questo progetto è parte della nostra missione e si integra con altri valori per noi fondamentali- conclude Federico Pantellini, medical team leader Oncology Roche SpA- Questi ragazzi hanno avuto il coraggio di mettere in scena la malattia, di parlarne, per dare a tutti la possibilità di raggiungere un maggior grado di consapevolezza”.

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9 novembre 2018
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