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Venezia, le navi da crociera fuori dalla laguna di San Marco


Le grandi navi da crociera in visita a Venezia non transiteranno più dal canale della Giudecca e dal bacino di San Marco, ma dalla porta di servizio via Marghera e Malamocco. L’annuncio del ministro dei Trasporti Graziano Delrio è giunto al termine della riunione del ‘Comitatone’ per Venezia, termine con cui si definisce il Comitato interministeriale per la salvaguardia di Venezia istituito nel 1984.

IL COMITATONE

Il ‘Comitatone’ dipende dalla Presidenza del consiglio e unisce il dicastero di Infrastrutture e trasporti, Ambiente, Beni culturali, Università e ricerca, istituzioni regionali e cittadine. All’incontro di ieri, il primo dopo oltre tre anni hanno partecipato in molti: il Ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini; il sottosegretario Economia e Finanze Pier Paolo Baretta; il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro; il sindaco di Chioggia Alessandro Ferro; il sindaco di Cavallino Roberta Nesto; il sindaco di Mira Marco Dori; il sindaco di Jesolo Valerio Zoggia; il presidente del Sistema portuale del mare Adriatico Settentrionale Pino Musolino, il provveditore interregionale Roberto Linetti, il segretario del Comitato, membri dei Ministeri dell’Ambiente, del Miur, della Presidenza del Consiglio e del Mit.

COME SARA’ LA NUOVA NAVIGAZIONE IN LAGUNA

Nell’arco di tre-quattro anni le navi oltre le 55mila tonnellate non passeranno più davanti a San Marco, ma approderanno a Porto Marghera attraverso il canale di Malamocco. Per le navi oltre le 55mila tonnellate e fino a 96mila- che corrisponde ad un segmento che sta andando fuori ordinativo, tanto che non ne costruiscono più- l’obiettivo è farle approdare passando attraverso il canale di Malamocco. Poi saranno fatte valutazioni sul canale Vittorio Emanuele: se sarà praticabile, le imbarcazioni potranno arrivare fino alla Marittima. In questo caso si valuterà la necessità di richiedere la Via.

COME SI E’ ARRIVATI ALLA DECISIONE

La proposta di cambiare la rotta delle grandi navi che arrivano in Laguna nasce da varie esigenze, su tutte la volontà di salvaguardare il paesaggio monumentale. Una seconda ‘spinta’ arrivò nel marzo 2012, sulla scia della tragedia della Costa Concordia. Nel governo Monti, i ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, Corrado Clini e Corrado Passera, firmarono un decreto contro gli ‘inchini’. Lo stop riguardò anche il bacino di San Marco ma il divieto fu dribblato da una deroga che prevedeva di proseguire con quel percorso fino all’utilizzo di una via alternativa. Via alternativa che ora è stata ufficializzata.

DELRIO: SI PUO’ COESISTERE CON TRAFFICO COMMERCIALE

“Abbiamo trovato una soluzione vera e definitiva- annuncia il ministro dei Trasporti Graziano Delrio- ci voleva una soluzione a regime. Abbiamo studiato tutte le possibili interferenze col traffico commerciale e non ve ne sono. Si puo’ coesistere. Abbiamo anche detto che in questa fase transitoria, in attesa che il terminal di Marghera sia definitivamente attrezzato, metteremo in campo una nuova determinazione della autorita’ marittima per disciplinare il transito temporaneo con nuovi criteri molto piu’ aggettivi che tengano conto di tutte le variabili architettonico paesaggistiche e ambientali per preservare la laguna”.

BRUGNARO: CONTENTO PER CITTADINI VENEZIANI

“Una soluzione votata e passata all’unanimità, compresa la Regione Veneto, tranne per il voto del Comune di Chioggia”, aggiunge il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che si dice “molto soddisfatto” dell’esito della riunione del Comitatone perchè “tiene conto del lavoro di chi opera nell’indotto delle navi da crociera, che non potevamo assolutamente perdere, e cominciamo a dare loro un respiro serio alla programmazione”. Brugnaro si dice “contento per i cittadini veneziani. Abbiamo spiegato l’importanza di sviluppare il porto industriale, manifatturiero e commerciale”

BARRETTA: ORA LAGUNA PROIETTATA NEL FUTURO

“Dopo anni di incertezze – sottolinea il sottosegretario Economia e Finanze Pier Paolo Baretta- siamo giunti finalmente a una decisione capace di proiettare Venezia e l’intera laguna nel futuro. La soluzione per il transito delle grandi navi da crociera, individuata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e fatta propria dal Comitatone, rappresenta un punto di equilibrio tra tutela ambientale, sviluppo territoriale e attività imprenditoriale”.

ZAIA: LA MARITTIMA DESTINAZIONE DEL TURISMO LUXURY

“Il punto di riferimento delle grandi navi a Venezia, in futuro sarà Marghera. Ma la notizia di oggi- precisa Luca Zaia, presidente della Regione Veneto- è che ora la Marittima ha una destinazione ben precisa, quella del turismo luxury, ovvero dei super yacht e del turismo di livello, che porterà valore aggiunto alla città e ci permetterà di inquinare meno”.

M5S: SCELTA DEL GOVERNO IRRESPONSABILE

Non ci stanno i deputati veneti grillini Arianna Spessotto, Marco Da Villa ed Emanuele Cozzolino. “E’ una decisione sbagliata- dicono- che danneggerà in maniera irreversibile l’equilibrio morfologico della stessa laguna di Venezia, già profondamente compromesso a causa della permanenza dei giganti del mare all’interno dell’area lagunare. Non possiamo accettare una decisione imposta dall’alto senza un confronto con chi a Venezia ci vive e lavora: ricordiamo al ministro Delrio che solo un anno fa il progetto di un terminal a Marghera dell’ex assessore D’Agostino aveva già ricevuto una prima bocciatura dalla commissione di Via del ministero dell’Ambiente”.

9 novembre 2017
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