La Casa delle donne replica al Comune: "Debito calcolato senza tener conto dei servizi offerti" - DIRE.it

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La Casa delle donne replica al Comune: “Debito calcolato senza tener conto dei servizi offerti”

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ROMA – “Il debito che ci viene attribuito dall’amministrazione non tiene conto del valore dei servizi che vengono offerti. In tal senso la Casa Internazionale delle Donne, fin dal 2013, ha iniziato un’interlocuzione con il Comune di Roma. Dopo avere verificato la qualità dei servizi, questo proponeva una valutazione del loro valore economico dell’ordine di 700.000 euro annui“. Replica così il Direttivo della Casa Internazionale delle Donne all’avviso ricevuto lunedì dal Campidoglio con cui il Comune chiede alla struttura di via della Lungara di onorare il debito con l’amministrazione di 833mila euro.

“Con questa Giunta- si legge nella nota- la Casa aveva avviato un confronto per risolvere il problema del debito e la definizione di un affitto realmente sostenibile, salvaguardando e rilanciando il valore della Casa e il suo futuro al servizio della cittadinanza. Per questo la lettera di richiesta di rimborso immediata, in mancanza del quale ‘si procederà all’attivazione, senza ulteriore comunicazione, sia della procedura coattiva; in sede civile, per il recupero del credito, sia della procedura di requisizione del bene in regime di autotutela’ è giunta del tutto inattesa. La Casa Internazionale delle Donne ha risposto alla comunicazione del Comune chiedendo con urgenza alla sindaca e alle assessore competenti di riaprire l’interlocuzione e di sospendere il termine perentorio di pagamento”.

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La Casa Internazionale delle Donne, si legge ancora nella nota, “è molto grata per la solidarietà ricevuta da tantissime donne e uomini, associazioni e Istituzioni. Queste testimonianze confermano il valore e l’apprezzamento di cui Casa goda non solo nella città di Roma ma in tutto il Paese”.

La Casa Internazionale delle Donne, aggiunge la nota, “patrimonio della città di Roma e risorsa per tutte le donne è oggi a rischio di sfratto da parte del Comune. Da oltre trent’anni questo luogo, unico in Europa, rappresenta un punto di riferimento delle donne italiane e straniere e del femminismo internazionale. La Casa è da tutti apprezzata e riconosciuta per la sua capacità di autogestione. Ha mantenuto in ottimo stato un bene pubblico frequentato annualmente da oltre 30.000 persone. E’ luogo di offerta di servizi sociali e culturali e svolge azioni di accrescimento delle capacità delle donne”.

“Tutto questo- conclude- è il frutto del lavoro volontario e dell’impegno quotidiano e gratuito di centinaia di donne e di decine di associazioni. Per decenni questo luogo è stato salvato, conservato, restaurato, reso vivo e frequentato, sottratto al degrado cui sono andati incontro tanti beni pubblici della nostra città. Anche la Casa corre ora oggi il pericolo di chiusura cui sono andate incontro tante associazioni e realtà sociali di Roma”.

9 novembre 2017
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