Intervista a Nicola Renzi - DIRE.it

San Marino

Intervista a Nicola Renzi

nicola_renzi_smNome: Nicola

Cognome: Renzi

Luogo e data di nascita: San Marino 18/07/1979

Professione: Insegnante di Latino e Greco presso la Scuola Secondaria Superiore di San Marino

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Partito: Repubblica futura

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

Purtroppo alcuni importanti risultati ottenuti nella passata legislatura sono stati offuscati da molte cose non fatte o fatte male. Riforma fiscale, leggi sulla giustizia per far funzionare appieno il Tribunale, Polo della Moda, avvio di un nuovo PRG. Sono risultati concreti. Sviluppo, sburocratizzazione, riforma del lavoro e degli ammortizzatori sociali, impulso alle relazioni internazionali, sanità sono alcuni dei punti sui quali il Governo purtroppo è stato ben lontano dalla sufficienza. Per non parlare del sistema bancario e finanziario e della approssimativa gestione della SMAC: un vero fallimento.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Cercherò di essere schematico: per prima vi è un’esigenza di sistema che è la risoluzione del problema degli NPL (crediti non performanti del sistema bancario) che va risolta guardando agli esempi delle migliori pratiche internazionali, con la guida tecnica ed autonoma di Banca Centrale, unita alle scelte strategiche e di indirizzo della politica.

Le cose immediatamente realizzabili poi sono:

1. il contenimento e la riduzione drastica della burocrazia, mediante anche una vera e propria rivoluzione digitale, per rendere più semplici e immediati i rapporti fra utenti e PA;

2. una riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali, che limiti gli abusi degli aiuti statali, tuteli maggiormente i lavoratori e le persone realmente inoccupate e renda più semplice per le imprese reperire le professionalità necessarie;

3. realizzare l’avvio di alcune importanti opere pubbliche come il polo scolastico, la riqualificazione del tratto della vecchia ferrovia Borgo-Città, un parcheggio multipiano a Borgo Maggiore e il progetto di riqualificazione dell’area dei parcheggi 6 e 7 oltre al completamento di un nuovo PRG. Come abbiamo promesso, una anno fa, di realizzare il Polo della Moda ora ci impegniamo alla concretizzazione del progetto centro storico che contiene i punti sopra indicati (sito Repubblica Futura – progetto centro storico).

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Sono le tematiche dei giovani, dei tanti giovani che vedo quotidianamente: ragazzi che spesso hanno fatto una scelta formativa o di auto imprenditorialità non facile, mettendosi in gioco in prima persona, una scelta coraggiosa. Per loro dobbiamo studiare percorsi (anche difficili) alla fine dei quali però non ci sarà la paura della disoccupazione o dell’insuccesso, ma la certezza di una occupazione gratificante. Premiando il merito e l’impegno possiamo farlo.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Oltre ad alcuni spunti che ho già dato in precedenza, la risposta più chiara ed efficace credo sia l’immediata realizzazione di quello che abbiamo definito “progetto internazionalizzazione” creato da Repubblica Futura (sito Repubblica Futura – progetto internazionalizzazione). Mi lasci dire che in questa campagna elettorale tutti parlano di internazionalizzazione, spesso purtroppo con contenuti assai grossolani, motivo per cui mi permetto di dire: se credi importante l’internazionalizzazione, scegli l’originale, scegli Repubblica Futura!

In breve di cosa si tratta:

– potenziare e valorizzare il nostro corpo diplomatico e consolare;

– continuare e potenziare i corsi di alta formazione (già avviati con l’Università);

– attrarre a San Marino uffici regionali di grandi aziende internazionali;

– creare lo sportello unico per l’impresa e l’agenzia per lo sviluppo.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

San Marino è impegnato ormai da troppo tempo in un negoziato, insieme a Monaco e Andorra, per un accordo di Associazione alla UE.

Sono convinto che da un rapporto fattivo e costruttivo con la UE non si possa prescindere. E’ quindi necessario imprimere una forte accelerazione a questo tavolo.

Allo stesso tempo però non possiamo commettere gli errori del passato e votarci ad un nuovo unilateralismo: dopo quello con l’Italia, ora quello con la UE.

Siamo uno Stato, piccolo – è vero – ma le armi della diplomazia, se vogliamo e sappiamo usarle, non ci mancano. Mentre dialoghiamo con la UE, quindi, non dobbiamo trascurare altre importanti realtà come paesi emergenti e realtà già consolidate quali la Russia ad esempio. E’ la via del multilateralismo che dobbiamo perseguire con determinazione, per portare al mondo il nostro contributo di civiltà e propensione al dialogo.

Io sogno, anzi, che proprio sulla promozione del dialogo, della cultura, dei diritti umani e della pace San Marino possa giocare un ruolo sempre più concreto, magari diventando una sede privilegiata di confronto a livello internazionale.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Le chiedo scusa se vado così indietro, ma non ho dubbi: Bartolomeo Borghesi. Senza di lui a guidare il Paese nei duri anni dell’800, prima dell’unità d’Italia, San Marino sarebbe scomparso. Borghesi fu uno dei più grandi antichisti dell’800, storico di fama internazionale, epigrafista.

Napoleone III, molti intellettuali europei lo tennero in grande considerazione. Queste sue doti di grande intellettuale, unite alla passione smodata per San Marino, resero il nostro Paese noto, esemplare… e libero.

Magari qualche politico attuale – me compreso! – avesse un centesimo delle capacità del Borghesi! Magari i Sammarinesi, tutti quanti, se ne ricordassero: (ri)scoprirebbero pagine fondamentali della nostra storia e del pensiero dell’uomo.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Dirò qualcosa di molto impopolare, ma credo che la storia renderà ragione delle capacità di vari politici della prima Repubblica Italiana, le cui doti di analisi e giudizio erano perspicue.

Ciò detto credo che le due figure che più abbiano inciso sulla storia mondiale degli ultimi 30 anni siano state quella di Michail Gorbačëv e Giovanni Paolo II.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

La mia vita: l’insegnamento. Consideri che, pur giovane, sono ormai all’età in cui ho passato metà del mio tempo sui banchi e metà su una cattedra: tutto a scuola.

Un mondo speciale, in cui si vedono arrivare ogni anno dei ragazzi e delle ragazze ed uscire degli uomini e delle donne. Questa è quotidianamente la mia palestra, la mia ricchezza, il mio “osservatorio sul mondo”.

Consapevole ogni giorno della splendida massima di Seneca “homines dum docent discunt”: gli uomini mentre insegnano, imparano. Questa è la magia più bella della scuola e della vita: per insegnare bisogna sempre essere disposti ad imparare!

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Spesso. E mi indigno quando qualcuno – fuori e dentro il nostro territorio – tenta di screditarci.

Avendo avuto l’alto onore di essere stato Capitano Reggente, le posso assicurare che all’estero spesso siamo guardati con più considerazione di quanto noi stessi ce ne riserviamo. Mi lasci citare solo due episodi che mi hanno toccato profondamente.

Il primo è l’incontro con Ban Ki-Moon a Ginevra, che, mentre riceveva davanti a vari ministri e presidenti il nostro dono (una bellissima stampa di Ceccaroni raffigurante Piazza della Libertà) disse a tutti “qui ho camminato, questo è un grande Paese”.

L’altro episodio è l’incontro alla Comunità di Sant’Egidio con una famiglia di profughi siriani appena giunti dalla guerra. A quella famiglia, a quei bambini – cui sono lieto di aver contribuito in maniera determinante ad aprire le porte dell’accoglienza -, i Sammarinesi, con la loro generosità hanno saputo dare il benvenuto e di questo ne sono fiero.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Mi conceda qualche “licenza poetica” (deformazione professionale).

La determinazione degli Spartani, che davanti all’affermazione “noi Persiani abbiamo tanti arcieri che oscureremo il sole”, risposero: “noi combatteremo al buio”. Insomma, lo spirito di sacrificio e la forza d’animo per affrontare le fatiche e le cose avverse.

Inoltre la spietata auto-ironia; come quella del Segretario di Stato Pontificio che al Generale di Napoleone venuto ad arrestare il Papa, mentre diceva “distruggeremo la vostra Chiesa” rispose: “ne dubito, non ci siamo riusciti noi in 1800 anni”.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Da sempre. Sempre ho respirato, sentito e masticato politica in casa, grazie alle esperienze e alle testimonianze determinanti del nonno. Quanti discorsi, quante litigate, quanti momenti indimenticabili.

Poi, finiti gli studi, terminato il dottorato di ricerca, e ormai stabile nell’insegnamento a scuola, ho deciso che fosse arrivato il momento di provarci… Con quale risultato lo giudicano e lo giudicheranno i nostri concittadini.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Ne citerei due. La passione per la gastronomia, per la cultura della buona tavola e per l’antiquariato, intese come passioni per il buono e il bello. Perché non sempre è facile riconoscere la verità della bellezza e della bontà.

Poi gli scacchi – un tempo me la cavavo piuttosto benino e ho partecipato a varie olimpiadi. Una vera palestra del controllo di sé, della pazienza e della concentrazione; oltre che un gruppo di amici carissimi – quelli della Federazione Sammarinese degli Scacchi – che ancora, non come e quanto vorrei, ogni tanto riesco a vedere.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

Guardi, sinceramente nell’autopromozione sono piuttosto scarso e a disagio. Io credo semplicemente che una persona, ciascuno di noi, porti nella politica, nella professione, nei rapporti interpersonali in genere, le sue caratteristiche: ciò che sa e ciò che è. Specie in una realtà come la nostra, credo e spero che venga valutato non solo il poco tempo della campagna elettorale, ma la nostra azione, il nostro essere quotidiano, perché ben prima e ben più che un candidato mi sento una persona e un Sammarinese. Buona scelta a tutti.

9 novembre 2016
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