Il sorpasso del TrumpTrain, decisiva l’America del MidWest

trumpROMA  – Il #TrumpTrain e’ passato alle 21.25, l”ora “x” certificata dal ”New York Times”. In quel momento, poco prima delle tre e mezza del mattino in Italia, il candidato repubblicano che vuole “l”America al primo posto” ha sorpassato Hillary Clinton nella corsa per la Casa Bianca.

La rincorsa, almeno rispetto alle previsioni dei sondaggi della vigilia, era cominciata presto. Con un crescendo, fatto anche di foto, sorrisi, dichiarazioni e perfino ironie. Kellyanne Conway, la “campaign manager” di Donald Trump, ha postato la sua foto insieme al tycoon con il pollice alzato in segno di vittoria dopo i primi risultati favorevoli in arrivo dal North e dal South Carolina. Segnali, dalla East Coast solo piu” a nord roccaforte di Clinton, che la serata sarebbe stata favorevole. Piu” o meno alla stessa ora lo staff della candidata democratica avvertiva di non farsi prendere dal panico. Il #TrumpTrain, questo l’hashtag scelto dal tycoon, ha poi preso velocita”. Facendo anzitutto tappa in Ohio, uno degli Stati che ha indicato piu’ volte il nome del nuovo presidente, che vale 18 “grandi elettori”.

Un tesoro che ha spinto la Conway a spingersi piu’ in la’. “Wow, wow, wow, il New York Times ci da’ il 53 per cento delle chance” ha twittato, sfoggiando ottimismo e allo stesso tempo ironizzando sul quotidiano liberal sostenitore di Hillary Clinton.

In un”altra intervista, la Conway ha sottolineato il successo della campagna del candidato repubblicano. “Siamo molto contenti per aver mantenuto questa corsa combattuta con una veterana della politica che ha molti vantaggi” ha detto la ”campaign manager”: “Il movimento creato da Donald Trump e” stato capace di far crescere il partito in un modo molto diverso, facendolo diventare piu” pro-lavoratori e un po” meno elitario”. Che fosse la nottata giusta lo ha confermato la Florida. Nel 2000 proprio questo Stato aveva deciso, con una coda giudiziaria, l”esito delle elezioni per la Casa Bianca a favore di George Bush e a danno di Al Gore. Sono ore di inquietudini e mercati a picco, con il crollo del peso messicano e l”indice giapponese Nikkei che riapre dopo la pausa con un tonfo del 4,86 per cento, scendendo vertiginosamente sotto quota 17 milioni con una perdita di oltre 800 punti. Verso le cinque e mezza italiane l”assegnazione alla Clinton della California (55 “grandi elettori”) e” l”ultimo colpo della candidata democratica. Le proiezioni le danno 188 “grandi elettori” a fronte dei 187 di Trump. Ma dura poco. Georgia, Arizona, Idaho, Georgia sono solo un”attesa conferma. La Pennsylvania, il Michigan e Wisconsin decidono la sfida. Sono gli stati del Mid West, antiche roccaforti industriali che ora, percorse dai venti gelidi della crisi, voltano le spalle ai Democratici. Al tycoon sfuggirebbe solo il Nevada, uno Stato che dal 1976 e” stato vinto nove volte su dieci dal candidato divenuto poi presidente. Prima le mappe lo disegnano rosso, il colore dei repubblicani, poi torna blu, quello dei democratici. Ma questa volta lo Stato montone crolla sotto i colpi di Trump. In attesa del discorso ufficiale, su Twitter compaiono foto di Trump pensoso, atteggiamento da capo dello Stato. Mentre sui social dilaga anche l”ironia. Come quella falsa notizia sul Comune di Montreal che da oggi “terra” aperto in via eccezionale l”ufficio per l”immigrazione”. Chi vuole fuggire da Trump, insomma, e” ben accetto. Inizia l”era Trump, benedetta in largo anticipo da Marine Le Pen: “Viva il popolo americano libero”.

di Alessandra Fabbretti e Vincenzo Giardina

9 novembre 2016
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