Toscana

Prepensionate del Maggio fiorentino protestano… Contro la Cgil

FIRENZE – Protesta nella protesta sotto palazzo Medici Riccardi, sede provvisoria del Consiglio comunale di Firenze. Mentre Cgil e Uil hanno dato vita ad un presidio per protestare contro il licenziamento di tre ballerini del Maggio musicale fiorentino, Alida e Marzia si sono scagliate contro la Cgil. Una storia nella storia, con le due signore- la prima 26 anni dentro la Fondazione e fino al 2008 precaria, la seconda 32 anni nell’Ente lirico ma assunta a tempo interminato nel 2002- che si sono presentate al presidio con una maschera senza volto e con un cartello appeso al collo: “Pre-pensionata? No, trombata! Grazie Cgil”.

protesta lavoratrici firenze

Un presidio a due “prima di tutto per essere solidali con i tersicorei licenziati- dicono-, ma anche per rendere più nota e pubblica la nostra situazione: quella di due donne monoreddito mandate forzatamente in prepensionamento a 650-700 euro al mese e senza data certa, visto che forse la nostra pensione ci sarà riconosciuta tra 6 anni e 10 mesi, alla scadenza cioè della Fornero”.

Perché contestate la Cgil? “Nell’operazione sui prepensionamenti- rispondono ai giornalisti- non ci ha tutelate. Gli altri prepensionamenti sono quasi tutti volontari. A noi due, invece, la misura è stata imposta e la nostra categoria ci ha lasciate sole, ci ha mollato in silenzio come delle invisibili“. Durante il presidio non sono mancati i momenti di frizione tra Alida e Marzia e i rappresentanti sindacali. La Cgil, spiega Marco Del Cimmuto, “non ha alcuna responsabilità della loro situazione per due ragioni: primo, noi non abbiamo firmato l’accordo sulla procedura dei licenziamenti collettivi, anzi abbiamo scioperato; secondo, si tratta di due prepensionamenti unilaterali dell’azienda che ha attuato una legge, il decreto Franceschini, che noi abbiamo cointestato, e che sta all’interno di quello stesso accordo che non abbiamo sottoscritto”. Per questo, “capiamo il loro disappunto, ma quello che dicono è assolutamente falso e naturalmente ne risponderanno nelle sedi opportune, perché dobbiamo tutelare l’immagine dell’organizzazione”.

di Diego GiorgiGiornalista

9 novembre 2015
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