Il lavoro in DIREtta, ecco le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assume i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura

CGIL PERUGIA VINCE ‘PREMIO EUROPEO PER LE BUONE PRATICHE’ Con la consegna di una speciale targa di riconoscimento alle aziende che hanno partecipato al concorso “Premio europeo per le buone pratiche”, si è conclusa la campagna europea 2014-2015 “Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro-correlato”, organizzata da Eu-Osha, l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro. Tra i soggetti premiati c’è anche Futura srl, la società fiscale della Cgil di Perugia, che si è classificata quarta a livello nazionale, insieme a grandi gruppi industriali nazionali e internazionali (tra i quali Enel, Adidas, Hera), per le buone pratiche messe in campo in materia di sicurezza e gestione dello stress lavoro-correlato. “Siamo particolarmente orgogliosi di questo riconoscimento- affermano Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia e Sandro Piergentili, presidente di Futura Srl- perché è la dimostrazione di come la nostra organizzazione, oltre a battersi per i diritti dei lavoratori in generale, si impegna anche concretamente al suo interno nell’attuazione delle linee europee volte al miglioramento delle condizioni di lavoro”. Futura srl è una società che opera nel settore fiscale, il cui socio di maggioranza è la Cgil Perugia. Ha 25 sedi, radicate da molti anni nei vari territori della provincia di Perugia. Alle sedi si rivolgono i contribuenti che cercano assistenza nella compilazione della dichiarazione dei redditi e di altri adempimenti fiscali. La “buona pratica” messa in atto da Futura e premiata nella campagna europea è consistita nella creazione di una piattaforma web dedicata a ogni dipendente, attraverso la quale è stato possibile dare rilevanza a ogni punto di vista, nella certezza che i lavoratori conoscono i processi nei loro dettagli quotidiani e più di chiunque altro possono esplorare le inefficienze, facendosi un’idea ben chiara di come migliorarle. Ogni racconto, ogni suggerimento e ogni critica è stato accolto, discusso e utilizzato per apportare cambiamenti all’organizzazione.

ALMAVIVA CANCELLA IL PORTIERATO, SIT-IN A CATANIA Si tiene oggi (9 novembre) a Catania, alle 17.30 davanti alla sede Almaviva, il sit-in di protesta dei lavoratori contro la decisione dell’azienda di azzerare il servizio di portineria. “Una decisione risalente a circa due settimane fa che ha già prodotto i primi risultati: persone estranee all’azienda si sono introdotte in azienda e alcuni mezzi sono stati danneggiati. I lavoratori proveranno inoltre ad effettuare un servizio di ‘Ronda amica’”. Lo comunica la Slc Cgil di Catania che, oltre ad avere proclamato lo stato di agitazione, in una nota ha già segnalato la vicenda ai carabinieri di Misterbianco. “Da qualche settimana – scrive il segretario della Slc Cgil, Davide Foti – l’azienda in maniera unilaterale e senza preventivo incontro con i rappresentanti sindacali aziendali, ha soppresso la portineria mettendo a rischio l’incolumità fisica di tutti i lavoratori. Giornalmente e specialmente nelle ore serali e notturne abbiamo rilevato intrusioni di personaggi alquanto discutibili, che senza alcun controllo si sono introdotte nel posto di lavoro”.

PREFETTURE, 11 DICEMBRE MANIFESTAZIONE AL MINISTERO DELL’INTERNO Cresce la mobilitazione di Fp-Cgil Cisl-Fp e Uil-Pa contro la chiusura delle 23 prefetture disposta dal governo. L’11 dicembre i lavoratori degli uffici territoriali del governo saranno in piazza, davanti al Ministero dell’Interno dalle ore 11 alle 14, per impedire la cancellazione dei presidi di legalità e sicurezza che colpirebbe i territori di Teramo, Chieti, Vibo Valentia, Benevento, Piacenza, Pordenone, Rieti, Savona, Sondrio, Lecco, Cremona, Lodi, Fermo, Isernia, Verbano-Cusio-Ossola, Biella, Oristano, Enna, Massa-Carrara, Prato, Rovigo, Asti e Belluno. Dopo l’assemblea nazionale del 30 ottobre scorso, che insieme ai delegati delle sedi a rischio ha visto la partecipazione di esponenti delle istituzioni e della politica locale, le federazioni del pubblico impiego di Cgil Cisl e Uil torneranno a far sentire la loro voce: “Chiediamo il ritiro immediato dello schema di decreto che prevede la soppressione delle 23 Prefetture. L’11 dicembre metteremo in atto una grande iniziativa per impedire l’arretramento dello Stato dal territorio e per tutelare i lavoratori degli uffici territoriali del governo”. I sindacati rimarcano la preoccupazione “per i 1.300 lavoratori che restano nella completa incertezza sul loro futuro e sul futuro delle loro professionalità”. Ma soprattutto l’allarme per i cittadini e le comunità locali: “nel momento di massima emergenza rispetto a flussi migratori e prevenzione delle calamità si pensa di ridurre la presenza dello Stato e di lasciare sguarniti interi territori. Senza parlare delle attività di contrasto a reati mafiosi, usura, estorsione, ecomafia e terrorismo che subirebbero un duro colpo”.

CONTRATTO PELLI, CHIESTI 100 EURO DI AUMENTO L’assemblea nazionale unitaria dei delegati Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, riunitasi oggi a Firenze, ha messo a punto, con largo anticipo, l’ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale 2016-2019 del settore pelli e succedanei (interessati 35.000 addetti in oltre 5000 piccole e medie imprese), che scadrà il 31 marzo 2016. La richiesta economica dei sindacati è di 100 euro medi nel triennio. Nel campo delle normative, Filctem, Femca, Uiltec puntano al miglioramento delle relazioni industriali, con orientamento all’informazione e alla partecipazione, nonché alla responsabilità sociale dell’impresa e alla contrattazione di filiera. Sul fronte del welfare contrattuale si richiede l’istituzione del Fondo sanitario integratiìvo, mentre sul tema dei diritti dei lavoratori, oltre al miglioramento di quelli individuali, si rivendica maggiore attenzione alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e al tema dell’inquadramento come fattore qualificante della prestazione lavorativa e delle professionalità. Ora la parola passa alle assemblee dei lavoratori per arrivare poi, entro il 3 dicembre, al varo definitivo della piattaforma per essere presentata all’Aimpes, l’associazione imprenditoriale del settore aderente a Confindustria, ed iniziare rapidamente le trattative.

MARCHE, SERVIZI SOCIALI SENZA RISORSE: MANCANO 10 MILIONI Cgil Cisl Uil della Marche, insieme alle federazioni regionali dei pensionati, lanciano l’allarme sulla situazione dei servizi sociali e sociosanitari nella regione. “Ampiamente terminato il periodo di rodaggio della nuova Giunta – si legge in una nota – il presidente Ceriscioli non ha ancora fornito risposte chiare sulla situazione del Fondo sociale regionale. Secondo quanto appurato a mezzo stampa, mancano all’appello, per l’anno 2015, almeno 10 milioni di euro. Risorse necessarie affinché gli enti locali possano continuare a erogare servizi ad anziani e disabili, servizi educativi per minori e diritto allo studio, nonché servizi a persone in condizione di disagio e povertà”. Le Marche hanno un indice di invecchiamento tra i più elevati in Italia. Gli anziani sono il 23,7% della popolazione, contro una media nazionale del 21,7% (dati Istat 2015). “Questo- prosegue la nota- rende necessaria maggiore attenzione alla non autosufficienza, vera e propria emergenza sociale che nella nostra Regione si stima riguardi almeno71mila persone”. Anche per queste ragioni “è necessario riaprire con urgenza il confronto sulla situazione dei servizi residenziali per anziani non autosufficienti, in particolare sulle residenze protette per anziani, all’interno delle quali, sugli ospiti, continuano a gravare rette di importo notevole, per alcuni al limite della sostenibilità”.

MARCHE, SERVIZI SOCIALI SENZA RISORSE: MANCANO 10 MILIONI Cgil Cisl Uil della Marche, insieme alle federazioni regionali dei pensionati, lanciano l’allarme sulla situazione dei servizi sociali e sociosanitari nella regione. “Ampiamente terminato il periodo di rodaggio della nuova Giunta – si legge in una nota – il presidente Ceriscioli non ha ancora fornito risposte chiare sulla situazione del Fondo sociale regionale. Secondo quanto appurato a mezzo stampa, mancano all’appello, per l’anno 2015, almeno 10 milioni di euro. Risorse necessarie affinché gli enti locali possano continuare a erogare servizi ad anziani e disabili, servizi educativi per minori e diritto allo studio, nonché servizi a persone in condizione di disagio e povertà”. Le Marche hanno un indice di invecchiamento tra i più elevati in Italia. Gli anziani sono il 23,7% della popolazione, contro una media nazionale del 21,7% (dati Istat 2015). “Questo- prosegue la nota- rende necessaria maggiore attenzione alla non autosufficienza, vera e propria emergenza sociale che nella nostra Regione si stima riguardi almeno71mila persone”. Anche per queste ragioni “è necessario riaprire con urgenza il confronto sulla situazione dei servizi residenziali per anziani non autosufficienti, in particolare sulle residenze protette per anziani, all’interno delle quali, sugli ospiti, continuano a gravare rette di importo notevole, per alcuni al limite della sostenibilità”.

9 novembre 2015
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