Ospedale Israelitico, lavoratori in sit-in davanti alla Prefettura - DIRE.it

Lazio

Ospedale Israelitico, lavoratori in sit-in davanti alla Prefettura

ROMA – A breve l’ospedale israelitico avrà un commissario che avrà il compito di prendere in cura la gestione del nosocomio travolto dalle inchieste giudiziarie. Lo fanno sapere i sindacati al termine dell’incontro di oggi con il prefetto di Roma, Franco Gabrielli: “E’ in pubblicazione il decreto ‘Salva Regioni’ che contiene una norma specifica e necessaria che consentirà al Prefetto di intervenire sull’Ospedale Israelitico nominando, d’intesa con il ministro della Salute,  un commissario con il compito primario di garantire la continuità assistenziale erogata per conto del Servizio Sanitario Regionale e di conseguenza i livelli occupazionali dei 700 dipendenti. Ora aspettiamo notizie risolutive dalla Regione per la ripartenza appieno delle attività”, dice il responsabile del Dipartimento Sanità pubblica e privata Cisl Fp di Roma Capitale Rieti e del Lazio, Marco Giobbi.

IL PRESIDIO DI STAMATTINA – E’ in corso un sit-in dei lavoratori dell’ospedale Israelitico, davanti la Prefettura di Roma, per chiedere la salvaguardia dei posti di lavoro. Il segretario generale della Fp Cgil Roma e Lazio, Natale Di Cola, sul profilo Twitter scrive: “Iniziato incontro in prefettura. Operatori #Israelitico in piazza x salvare lavoro e servizi”.

sit in israelitico

‘L’Ospedale Israelitico non deve chiudere, 800 lavoratori a rischio’. Dietro questo grosso cartello diverse decine di lavoratori dell’Israelitico, finito nello scandalo con gli arresti dopo una truffa milionaria, hanno protestato in piazza Santi Apostoli, in attesa dell’incontro tra il prefetto di Roma, Franco Gabrielli e i rappresentanti sindacali. Al sit-in, organizzato da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, tra bandiere, fischietti e megafoni, c’è anche uno striscione dell’Anmirs – Associazione nazionale medici istituti religiosi spedalieri. “Vogliamo che l’ospedale non chiuda, abbiamo voglia di continuare. In questo momento la situazione e’ drammatica: noi rivendichiamo solo i nostri posti. Sono 119 anni di storia, è un’istituzione, è l’unico in Europa: l’ospedale è praticamente morto e ci sono qui anche i pazienti che vogliono continuare a essere seguiti da noi”, spiegano i manifestanti. Che sono in piazza per “cercare di far valere i nostri diritti come lavoratori. Abbiamo un grandissimo bacino d’utenza, qui oggi ci sono 800 famiglie che stanno senza dormire la notte. Oggi il prefetto ha convocato i rappresentanti sindacali, speriamo che oggi da questo incontro la situazione si sblocchi”. “Siamo qui in piazza perché crediamo nell’Ospedale Israelitico- ribadisce una lavoratrice- È una struttura piccola che cerca di dare una cura e un approccio più intimo al paziente. È una struttura ebraica, perciò credo abbia un valore particolare. Speriamo nell’aiuto del Governo e del prefetto e noi siamo disponibili a dare una mano”.

9 novembre 2015
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