Welfare

Scuola. Boldrini: “Ragazze, studiate: con le scorciatoie non si arriva da nessuna parte”

ROMA – “Ragazze studiate, con le scorciatoie non si arriva lontano”. E’ il messaggio che la presidente della Camera, Laura Boldrini, lancia alle donne piu’ giovani, in occasione della proiezione in anteprima a Montecitorio di ‘Malala’ il film sulla vita della giovane pakistana simbolo della battaglia per il diritto allo studio delle bambine e delle ragazze, ferita gravemente dai talebani nel 2012 mentre tornava da scuola e vincitrice un anno fa del premio Nobel per la Pace. Quella di Malala, sottolinea Boldrini, “è una storia che dobbiamo tutti recepire perchè l’abbandono scolastico non è una realtà solo del sud del mondo. E’ purtroppo una realtà che riguarda tutti i Paesi, incluso il nostro. La crisi economica ha dato purtroppo risultati negativi anche dal punto di vista dell’abbandono scolastico nel nostro Paese, specialmente nel Meridione. Quindi il messaggio deve essere per tutte le bambine e le ragazze: che l’istruzione è l’unica chiave di svolta. E io invito tutte le ragazze- sottolinea la terza carica dello Stato- a non credere alle scorciatoie, perchè con le scorciatoie non si arriva lontano. Bisogna studiare, bisogna tenacemente andare avanti attraverso la conoscenza”. “La figura di Malala- continua Boldrini- significa molto, è un messaggio rivoluzionario per quella cultura in cui la donna non deve esistere, deve essere un fantasma. Occorre invece puntare sulla scuola e sulla formazione. Occorre dare alle bambine e alle ragazze la consapevolezza di esserci di esistere e di fare un percorso”. La storia di Malala, conclude la presidente, “è un messaggio importante che è di grande ispirazione per milioni di bambine e di ragazze nel mondo e per questo io sono felice che oggi alla Camera dei deputati organizziamo questa visione in anteprima. E’ nella casa della democrazia che questi messaggi devono passare”. Il documentario, proiettao nella Sala della Regina, è diretto dal regista premio Oscar Davis Guggenheim. Si tratta di un lungometraggio, che uscirà nelle sale cinematografiche il 5 novembre e racconta, attraverso interviste e animazioni, la storia dello straordinario coraggio di questa ragazza oggi 18enne, che il 9 ottobre del 2012, a soli 15 anni, venne gravemente ferita dai colpi di mitra sparati dai talebani mentre si trovava sullo scuola-bus che la riportava a casa, nella valle dello Swat, in Pakistan. Gli estremisti consideravano Malala una minaccia a causa del suo impegno per il diritto fondamentale all’educazione, soprattutto per le giovani donne. Dall’età di 11 anni, infatti, attraverso un blog scritto sotto pseudonimo per la Bbc, descriveva la sua vita in una città tiranneggiata dai talebani. Malala, che attualmente vive in Inghilterra, è tutt’ora sotto protezione insieme con la sua famiglia, dal momento che i talebani hanno sempre minacciato nuovi attentati qualora fosse sopravvissuta. Nel film il regista ricostruisce il rapporto di Malala con il padre che le ha ispirato l’amore per lo studio e l’istruzione, ripercorre l’attentato che l’ha trasformata da studentessa comune in paladina per i diritti fondamentali, ripropone l’appassionato discorso del 2013 alle Nazioni Unite che l’ha fatta conoscere in tutto il mondo e illustra l’attività di oggi con la ‘Malala Fund’ per le strade della Nigeria, del Kenya, di Abu Dhabi e della Giordania, dove la fondazione ha avviato progetti educativi.

9 novembre 2015
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