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Boldrini agli studenti: “Seguite l’esempio di Giulio Regeni”


ROMA – Sentire il peso di una insopportabile disuguaglianza ed alzare la testa per combatterla. Laura Boldrini presidente della Camera dei Deputati, ricorda così l’impegno di Giulio Regeni (il ricercatore ucciso a Il Cairo) durante la lectio magistralis per il liceo Petrarca di Trieste frequentato proprio dallo stesso Regeni.

Un intervento, quello di Boldrini, incentrato sugli articoli 3 e 51 della Costituzione, di cui il prossimo anno ricorreranno i 70 anni. Arrivata nel capoluogo giuliano poco prima della 10 la presidente ha avuto un incontro privato con Claudio Regeni e Paola Deffendi (i genitori di Giulio) che poi verrà citato proprio nel suo intervento.

Parlando poi agli studenti, Boldrini, rimarca come “la solitudine non ci tirerà fuori dalla crisi, quando ci ritroveremo Paese allora potremmo uscirne. Dobbiamo essere soggetti che riscoprono di essere comunità ritrovando le nostre radici che sono la Costituzione che nasce dalla resistenza”.

Il Petrarca ha chiesto alla Boldrini di scegliere due articoli, il primo è il terzo definito “il mondo come dovrebbe essere” perché “oggi viviamo in tempo di disuguaglianze”, in un periodo storico in cui “il populismo ha sempre la risposta facile. Bisogna occuparsi delle disuguaglianze in modo serio evitando di dare benzina al fuoco del populismo che è il male dei nostri tempi visto che i problemi non li vuole risolvere per non perdere il consenso”.

Qua la prima dedica per Giulio Regeni definito come “un giovane uomo consapevole che sentiva come insopportabile la disuguaglianza e per questo aveva deciso di non restare a guardare”.

Un passaggio anche al pensiero dell’imprenditore Adriano Olivetti che diceva sempre che il suo top manager non doveva guadagnare più di dieci volte i suoi operai. Secondo il rapporto Oxfam, ribadito dal World economico forum, c’è una differenze di 1 a 400 tra un manager ed un operaio, ed un operaio è uno che un lavoro ce l’ha. “Bisogna dare il lavoro ai giovani e non parlo di precarietà. Solo il lavoro può dare la dignità ad una persona”.

Boldrini cita ancora Regeni ricordando l’impegno per raccontare il ruolo dei sindacati che “dove non ci sono è perché ci sono le dittature. La presenza dei sindacati liberi è un test per capire la democrazia di un partito”. La politica quindi deve avere un ruolo per arginare le disuguaglianze e se non lo fa ha delle grosse responsabilità.

Infine il passaggio sull’uguaglianza tra uomo e donna che in Italia ancora non c’è e un richiamo importante soprattutto davanti ad una platea di giovanissimi: “Chi usa violenza non sa amare, non fraintendete la violenza con l’amore. Sono gli uomini- rimarca Boldrini- che devono fare la battaglia contro la violenza, dovete, voi ragazzi, mettere all’angolo i violenti, di non mischiarsi con loro, ma di essere al nostro fianco”.

Poi l’ultima dedica a Giulio, rivolgendosi ai genitori: “Una parte del nostro Paese non dimentica, non solo perché lo dobbiamo a Paola e Claudio, ma lo dobbiamo anche ai tanti giovani che hanno preso ispirazione dalla storia di Giulio. La ragion di Stato e la dignità vanno in parallelo perché se non ci sarà verità sarà il Paese ad uscirne male, con le ossa rotte. Dobbiamo sapere cos’è successo a Giulio“.

La lectio poi si è conclusa con il doppio invito ad investire di più sull’Europa evitando di lasciare spazio ai nazionalisti per procedere verso una piena integrazione; il secondo appello è di “‘buttarvi’, decidere di ‘sporcarvi le mani’, di partecipare alla vita pubblica, di metterci impegno, ore del vostro tempo”.

E la speranza che i giovani possano fare politica perché “se fatta con passione, competenza ed onesta, come in molti la fanno, può essere una cosa bellissima, un’attività tra le più importanti. Permette di cambiare le cose, di uscire dal lamento sterile. Se qualcosa non vi piace, non delegate ad altri il cambiamento che volete. Assumetevi le vostre responsabilità, fate pesare la vostra opinione”.

di Andrea Pierini, giornalista professionista

09 ottobre 2017

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