Farmaci, industrie investono 2,5 miliardi in ricerca – VIDEO

ROMA – “La quantità di investimenti di ricerca, in Italia, è ancora molto importante: le industrie del farmaco investono infatti 2,5 miliardi in ricerca, di cui circa la metà in quella clinica. In linea generale, invece, oltre il 90% della ricerca nell’ambito delle nuove terapie proviene dalle industrie farmaceutiche private”. Così Massimo Scaccabarozzi, presidente e Ad Janssen (farmaceutica di Johnson & Johnson), intervistato dall’agenzia Dire a margine di una conferenza stampa organizzata dall’Aiom a Roma.

“La ricerca, però- ha proseguito- è minacciata nel nostro Paese da un numero spropositato di comitati etici, che molto spesso la impediscono. Con la conseguenza che, troppo spesso, perdiamo molte opportunità”. “Le numerosità dei comitati etici- ha spiegato Scaccabarozzi- le approvazioni che non arrivano, oltre a quelle ritardate, fanno sì che noi perdiamo del tempo importante soprattutto rispetto ad altri Paesi europei. Per cui, a volte, quando noi arriviamo ad avere la possibilità di mettere a disposizione dei pazienti farmaci in anticipo, negli altri Paesi il progetto di ricerca di tali nuovi farmaci si è già concluso. Ed è per questo che perdiamo delle opportunità. Credo allora che questo sia un problema da affrontare rapidamente. E in parte lo si è già affrontato: basti pensare che da circa 300 comitati etici, si è arrivati a solo più di un centinaio. Ma questo numero è ancora alto”.

Ma come procede la ricerca in ambito oncologico? “Sta procedendo molto bene- risponde alla Dire il presidente e Ad Janssen- stanno infatti arrivando tantissime nuove terapie per tutti i tipi di tumore. Non dimentichiamo, però, che i farmaci che vediamo oggi sono stati scoperti dieci anni fa, perché quello è il tempo necessario per svilupparli. In questi dieci anni, dunque, la ricerca ha fatto passi da gigante e nei prossimi anni assisteremo a quello che amo definire uno ‘tsunami’ di nuove opportunità terapeutiche. Alcune molte importanti, tra l’altro, perché sono sempre più di origine  biotecnologica: si tratta di farmaci mirati sulla cellula tumorale- ha concluso- che cercheranno in qualche modo di evitare di aggredire anche le cellule sane”.

di Carlotta Di Santo – giornalista professionista

9 Ottobre 2015
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