Politica

Tav, Erri De Luca : “Con incriminazione provato qualcosa di ridicolo” – VIDEO

ROMA – “Le parole sono e restano libere“, Erri De Luca è quasi intimidito, se non imbarazzato dall’ennesima dimostrazione di affetto nei suoi confronti.  Tanta gente arrivata da tutta Roma, moltissimi artisti arrivati da tutta Italia, lo hanno colto quasi impreparato. Sicuramente piacevolmente sorpreso.  Per la serata ‘Io sono con Erri’, giovani e meno giovani, cantanti dal vivo e molti attori presenti fisicamente o con un videomessaggio, hanno affollato ieri il Monk Club, un locale della Capitale. Lo scrittore, secondo la Procura di Torino che ha chiesto 8 mesi di carcere per lui, avrebbe incitato a sabotare il cantiere della Torino-Lione. Da allora, social network compresi, si moltiplicano le testimonianze di affetto per De Luca.

“Si possono imprigionare corpi- ha detto ancora all’agenzia DIRE- Si può imprigionare il corpo di uno scrittore che ha pronunciato delle parole critiche e contrarie all’andazzo del momento. Però le parole restano libere, in testa alle persone, nei canti, nelle parole. Non corrono rischio, sono al sicuro nella testa delle persone”. Ancora una volta in molti sono accorsi per fargli sentire affetto. “Gratitudine spropositata- ha detto Erri- È una dimostrazione di complicità, affetto, non me la potevo mai immaginare. Alla fine sono grato a quelli che mi hanno incriminato, hanno provocato una reazione civile e pubblica”.

Al momento dell’incriminazione lo scrittore dichiara che dentro ha sentito “qualcosa di ridicolo”. Si pensava che “io fossi capace di far avvenire guasti e guai, che potessi smuovere masse di infervorati a compiere azioni delittuose. Non ci riescono neanche i politici, i segretari quando dicono affogate quelli o ammazzate gli altri. Mi sono sentito come se mio padre dall’altra parte mi avesse fatto una pernacchia”.

Tra le tante testimonianze di affetto ricevute, difficile trovare la più bella. O forse no. “Quella immediata dei lettori che si sono messi a organizzare letture pubbliche- risponde De Luca- Hanno difeso le parole di uno scrittore incriminato. A centinaia. È successo subito, prima dei miei parenti, prima di ricevere la loro simpatia e solidarietà, immediata quella dei miei lettori”.

di Adriano Gasperetti – giornalista professionista

9 ottobre 2015
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