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Troppi ungulati in Toscana, Giunta Rossi corre ai ripari con una legge speciale

cinghialiFIRENZE – Sono 400.000 gli ungulati in Toscana, il numero piu’ alto per densità per chilometro quadrato a livello europeo, “inferiore solo ad alcune zone dell’Austria”. Con danni considerevoli sia all’agricoltura, l’88% delle devastazioni liquidate alle coltivazioni deriva da loro, che alla sicurezza degli automobilisti per l’irruzione nelle strade di cervi, cinghiali, caprioli e daini. Per questa ragione, la Giunta Rossi corre ai ripari con una legge speciale e il governo, secondo quanto riportato dal sottosegretario all’Ambiente, Silvia Velo fornira’ un supporto anche “sul piano legislativo, perche’ la legge deve essere conforme alle norme comunitarie, per non rischiare di incappare in procedure di infrazione”.

REMASCHI: TROPPI 400.000 UNGULATI, RIDURLI IN 3 ANNI – “Per limitare gli effetti- ha spiegato nella seduta odierna dell’assemblea toscana l’assessore regionale all’Agricoltura, Marco Remaschi– occorre mettere in atto una serie di iniziative volte a contenere le popolazioni di ungulati selvatici presenti sul territorio, pur mantenendoci all’interno del quadro normativo nazionale. E’ adesso necessario predisporre una legge obiettivo specifica sulla gestione degli ungulati selvatici, che si ponga precise finalità”. Dovrà avere una validità limitata nel tempo “indicativamente tre anni” con l’obiettivo “di consentire un raffronto fra la situazione di partenza e quella a fine periodo, per verificare i risultati ottenuti e le criticità emerse ed eventualmente introdurre elementi correttivi in questa legislatura”. Conseguentemente, per Remaschi la legge “dovrà prevedere parametri misurabili, quali la densità di ungulati in zone campione o l’incidenza dei danni sempre in zone chiaramente individuate”. Per i monitoraggi saranno coinvolti istituti scientifici a livello nazionale, Ispra (ministero dell’Ambiente) e Cirsemaf (centro interuniversitario studi faunistici), per una rilevazione dei dati ed una loro lettura degli che sia assolutamente veritiera ed imparziale”.

cervoInoltre, “sarà delineato un intervento che vedrà la rivisitazione delle cosiddette aree vocate e non vocate e delle aree problematiche, dove concentrare gli interventi di riduzione delle presenze, che comprendano quanto meno i vigneti, gli oliveti e i seminativi dove si registrano danni”. Sono tre i fronti principali di intervento, in definitiva, dell’assessorato: una riforma urgente della normativa regionale e dei regolamenti venatori, “fondata sull’attuazione di una efficace politica di contenimento degli ungulati, con una serie di misure da sottoporre ai seguenti passaggi, per condividerle e renderle una sorta di modello a livello nazionale mediante: l’attivazione di un nuovo rapporto con Ispra, improntato sulla massima collaborazione fra istituzioni; la richiesta di discussione dell’argomento in conferenza Stato-Regioni; riunioni apposite con ministero dell’Ambiente e delle Politiche agricole”.

Inoltre, viene prevista una gestione diretta da parte della Regione con la possibilità di attivare il controllo della fauna, secondo la legge regionale 3/94 “anche in assenza del danno conclamato, su richiesta dell’agricoltore nel momento in cui ritenga, date le presenze degli ungulati, che le sue coltivazioni sono a rischio e un’omogeneizzazione del contenimento dei capi in eccesso nelle zone dove è sancito il divieto di caccia”. A margine di questo intervento normativo, sarà anche tenuta presente la gestione delle carni di ungulati-  per le quali “si rende a questo punto opportuna la creazione di una filiera (con eventuale Dop regionale) per le commercializzazioni di una parte almeno delle carni di selvatici, molto richieste dal mercato, pur riservato una quota ad azioni di beneficenza”, conclude Remaschi.

ROSSI: NON VOGLIAMO FAR SOFFRIRE GLI ANIMALI, MA FAUNA RADDOPPIATA – “Capisco anche sensibilita’ diverse, ma non possiamo non farci carico del problema che il mondo dell’agricoltura ci pone, rispetto al quale mi e’ capitato di vedere casi nei quali aziende agricole hanno ricevuto danni pesanti e minacciano addirittura l’abbandono dell’attivita’”, ha affermato nella seduta odierna del Consiglio regionale il governatore della Toscana, Enrico Rossi.

“I dati parlano da soli- ha evidenziato-, questo raddoppio di ungulati rappresenta un problema per gli stessi boschi, tale da mutare in alcuni casi la natura dei luoghi, il sottobosco in maniera pesante”.  In merito ad alcuni appunti delle frange ambientaliste dei gruppi di minoranza su un’eccessiva enfasi posta sulla caccia, come viatico per riportare il numero dei capi ad una cinghiale_corsasituazione sostenibile, “noi non siamo fra coloro che disprezzano l’atteggiamento di non far soffrire gli animali- ha aggiunto Rossi-. Su questo punto torneremo, ma non ci possiamo sottrarre alla responsabilita’ di riportare un equilibrio. Dunque, da parte mia c’e’ un pieno sostegno all’iniziativa dell’assessore appena insediato e mi auguro che con tutte le sue caratteristiche il Consiglio approvi la legge: il riequilibrio e’ una nostra responsabilita’, degli uomini e di chi esercita l’attivita’ venatoria”. In merito, Rossi ha rimarcato la necessita’ di “patti chiari” coi cacciatori ma, d’altro canto, “nel mondo agricolo ci sono lavoratori che non possono vedersi distruggere” le proprie produzioni.

VELO: DA GOVERNO SUPPORTO TECNICO E ANCHE LEGISLATIVO – Sugli ungulati “c’e’ un’emergenza specifica e c’e’, poi, un attivismo della Giunta regionale, dell’assessore Remaschi che ha gia’ impostato un lavoro per affrontare la questione con questa idea di una legge regionale obiettivo e, quindi, avra’ il nostro supporto politico, tecnico-scientifico. L’Ispra fara’ da consigliere tecnico-scientifico della Regione, ma supportera’ anche la fase di monitoraggio che e’ prevista nella legge regionale”, ha affermato il sottosegretario all’Ambiente, Silvia Velo, a margine della conferenza stampa congiunta con l’assessore regionale all’Agricoltura. Il governo fornira’ un supporto anche “sul piano legislativo, perche’ la legge deve essere conforme alle norme comunitarie, per non rischiare di incappare in procedure di infrazione. Lo facciamo perche’ ci interessa molto, perche’ la Toscana puo’ essere un modello, un’apripista di una soluzione che potremmo trasferire a livello nazionale. Speriamo di procedere bene e anche rapidamente”.

OK CONSIGLIO A REMASCHI SU UNGULATI. M5S: “SOLUZIONE NON SIA CRUENTA”. SINISTRA: “NON AFFIDARSI A CACCIATORI” – Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza un ordine del giorno, primo firmatario Leonardo Marras (Pd), che condivide gli obiettivi contenuti nella comunicazione dell’assessore all’Agricoltura, Marco Remaschi a proposito dell’emergenza ungulati e che chiede che la commissione competente sia coinvolta non solo nella definizione della nuova normativa ma anche nelle attivita’ di monitoraggio. Hanno votato a favore i gruppi del Pd, della Lega Nord e di Forza Italia, mentre hanno espresso voto contrario i consiglieri dei gruppi M5S e Si’ – Toscana a Sinistra. Respinto, invece, l’ordine del giorno presentato dalla consigliera Irene Galletti (M5S) che chiedeva di individuare modalita’ diverse e non cruente per risolvere l’emergenza degli ungulati.

Proprio Irene Galletti, in apertura del dibattito consiliare, ha annunciato il voto contrario del suo gruppo, “pur trovandoci d’accordo su alcune parti della relazione dell’assessore Remaschi, a partire dal maggior sostegno agli agricoltori”. La consigliera ha spiegato che “il voto contrario nasce dalla nostra convinzione che la gestione degli ungulati puo’ essere fatta anche in maniera non cruenta, come sostiene anche l’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale)”. Secondo Galletti, “si parla ora della necessita’ di un intervento tempestivo, quando la questione non e’ stata affrontata per anni ed e’ stata fatta precipitare fino a questo punto. La soluzione non puo’ essere certo affidata ai cacciatori, che sono tra coloro che hanno causato il problema”. Anche per Paolo Sarti (Si’ – Toscana a Sinistra) “e’ contraddittorio affidare ai cacciatori la risoluzione del problema, c’e’ un conflitto di interessi. La Toscana ha uno dei calendari venatori piu’ ampi di tutta Italia e cio’ non e’ servito a contenere il sovrappopolamento- ha osservato Sarti-. Anche il voler mettere in piedi una filiera per le carni, e quindi una catena produttiva, presuppone che la materia prima ci sia anche per il futuro e dunque contrasta con la proclamata riduzione degli ungulati”.

09 settembre 2015

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