Decreto dignità, Di Maio: “Non credo ci sarà bisogno di porre la fiducia”

ROMA – “Col decreto ho inserito una norma che d’ora in poi appena diventerà Legge dello Stato, che vieterà la pubblicità del gioco d’azzardo. E’ questo che fa arrabbiare Berlusconi, perché ha televisioni e mondo del gioco del calcio che prendono soldi dai concessionari del gioco d’azzardo. Le pubblicità non si potranno più fare perché padri e madri di famiglia stanno precipitando nella spirale del gioco d’azzardo, tentati da pubblicità che a volte sono con personaggi famosi. La legge la si può migliorare anche con una stretta sulle concessioni e non solo sulla pubblicità“. Luigi Di Maio, Vicepresidente del Consiglio, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e dello Sviluppo Economico, ai microfoni di ‘6 su Radio 1’ risponde alle critiche mosse da Silvio Berlusconi sul Decreto Dignità.

Sull’ipotesi di porre la fiducia sullo stesso, Di Maio precisa: “Non credo ce ne sia bisogno. Credo che il parlamento debba avere la possibilità di discuterlo e di migliorarlo. Non arretreremo sulle norme che abbiamo fatto; quindi migliorarlo significa aggiungere a quello che già c’è ma se si vuole annacquare ad esempio le norme su precariato, la sburocratizzazione e le norme sulla delocalizzazione, noi non arretreremo“.

DL DIGNITÀ, DI MAIO: NON RISOLVE PROBLEMI ITALIANI, MA È PRIMO PASSO

“Il Decreto Dignità non risolve in un colpo i problemi degli italiani, ma è il primo passo che indica la direzione che seguiremo. Prima i miliardi li spendevano per le banche e per aiutare le lobby dell’azzardo, noi abbiamo cambiato le priorità: adesso li spenderemo per rendere migliore la vita dei cittadini”. Lo scrive sul Blog delle stelle Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello sviluppo economico.

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9 luglio 2018
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