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44 giorni per attraversare il Canada in bici, Toz ce l’ha fatta. E ora un nuovo progetto in Italia

BOLOGNA – Non si è fermato davanti alla pioggia della British Columbia, al gelo trovato in Alberta e neanche al maltempo- del tutto inaspettato- che li ha colti di sorpresa in New Brunswick. Ha pedalato controvento (molto spesso, in particolare in Saskatchewan e Manitoba, senza dubbio le regioni più ‘dure’), nella nebbia fitta che gli ricordava Bologna d’inverno e sotto il sole, ha bucato 7 volte (sempre e solo la gomma posteriore e in Quebec, l’ultimo giorno, è successo tre volte di fila in mezz’ora) e ha fatto anche molta fatica. Ma è arrivato, rispettando perfettamente la scaletta di marcia che si era prefissato e anzi arrivando con un giorno di anticipo: ce l’ha fatta Antonio Piretti, in arte ‘Toz’, ha attraversato il Canada in bicicletta in 44 giorni, con una media di 140 chilometri al giorno, pedalando complessivamente per 6.034 chilometri (258 le ore trascorse sul sellino, con tutto il tour ‘documentato’ su Strava), tra montagne rocciose e fiumi, laghi e foreste, silenzio e tramonti mozzafiato. Ma anche autostrade (le uniche strade possibili in alcuni tratti), dove pedalava sulle corsie d’emergenza con i camion che gli sfrecciavano a fianco. Ha avvistato svariati animali, dai cervi agli orsi passando per caprioli, scoiattoli e uccelli di ogni specie. Si è perso parecchie volte, ha raggiunto un’altitudine di 1.664 metri sul livello del mare e toccato una velocità massima di 72 chilometri orari.

In questi più di due mesi del tour musicale “From the Roots in the Right Direction” (‘Dalle origini nella giusta direzione‘), intrapreso nell’intento di condividere emozioni attraverso la musica, Antonio è passato attraverso 8 province (British Columbia, Alberta, Saskatchewan, Manitoba, Ontario, Quebec, New Brunswick, Nova Scotia), ha cambiato 5 volte il fuso orario (e ricomprato per quattro volte gli auricolari, perchè mentre pedalava in tranquillità ha fatto anche tante telefonate agli amici vicini e lontani), e dopo essere partito il 27 aprile dall’oceano Pacifico a Vancouver, è arrivato il 4 luglio a toccare l’Atlantico ad Halifax, dove si è tenuto anche il concerto finale del tour. Tante le tappe dove ‘Toz’, cantautore bolognese di 46 anni, ha suonato le sue canzoni voce e chitarra, e tre gli eventi più importanti che hanno visto esibirsi insieme a lui altri artisti, cantanti ma non solo. In tanti hanno scritto di lui in questi mesi, soprattutto giornali e radio canadesi (e ad attenderli all’arrivo ad Halifax c’era un televisione locale), ma una delle soddisfazioni più grandi per lui, che ha dato vita all’associazione Art takes action for charity proprio per aiutare i bisognosi e in particolare i bambini colpiti da guerre e povertà, è stata quella di aver richiamato l’attenzione di MSF, Medici senza frontiere, una delle associazioni per cui questo tour (e i due precedenti sempre in Canada e poi in Europa) voleva raccogliere fondi.

Com’è stata questa esperienza? “Non è stato facile– dice Antonio-. Devo dire però che mai avrei immaginato tanto interesse e tanti articoli. Che dire? Sono convinto che in ogni progetto che uno pensa di intraprendere, il primo passo, cioè il fatto di iniziare veramente a farlo, già coincide con un 50 forse un 60% del successo. Poi è chiaro che uno ci deve credere. Troppa gente dice sempre ‘Vorrei fare quello’ ma poi non lo fa mai, ‘Non va bene questo’ ma poi non cambia mai niente. Se vuoi una cosa ti ci metti e la fai.”

Ora, dopo l’ultimo concerto di Halifax, Antonio tornerà a Toronto insieme alla moglie Maybritt, che in questi 44 giorni lo ha seguito passo passo con il camper, ‘raccogliendolo’ a fine giornata e salutandolo ogni mattina. E non mancando mai il ‘pit stop’ di metà giornata per rifornirlo di acque, the e bevande energetiche. Ma a Toronto non resteranno per molto. Antonio, infatti, ha in serbo un nuovo progetto, questa volta in Italia. Il tour canadese, compiuto proprio nel 150esimo anniversario del paese, lo ha visto trascorrere molto tempo a contatto con la natura e vivere h24 una vera avventura. E così ha pensato di fondere musica e avventura. Come? progettando delle serate musicali (e ‘selvagge’) nei parchi avventura d’Italia, dove le persone vanno per vivere il brivido di sport in mezzo alla natura.

L’idea è, dopo una giornata avventurosa passata a fare rafting o ad arrampicarsi sugli alberi, a fare parapendio o a scalare una parete di roccia, a fare hydrospeed, una gita in canoa o un’escursione nel bosco, ritrovarsi tutti insieme al chiar di luna, magari intorno ad un falò, ad ascoltare musica suonata voce e chitarra e a rilassarsi insieme, in un’atmosfera genuina e ‘vera’, ben diversa dal clima delle classiche serate da discoteca (che Toz conosce molto bene avendo fatto il pr per vent’anni).

Il progetto si chiama EnjoyWild e nasce all’interno dell’organizzazione di promozione di eventi (EnjoyToz) che Antonio ha creato a Bologna quasi 15 anni fa. Gli appuntamenti, dieci, vanno dal 12 agosto al 16 settembre e vedranno Toz fare tappa in Piemonte, Valle d’Aosta, Emilia-Romagna, Lazio, Calabria, Toscana, Lombardia e Trentino Alto Adige. Antonio si mette in gioco ed è pronto a imbracciare la chitarra ma sta cercando artisti che insieme a lui diano vita a queste feste serali ‘alternative’. Cantanti e musicisti ma non solo, perchè le serate artistiche sono pronte ad accogliere fotografi, pittori e altri artisti visivi. “Qualunque forma di arte è benvenuta– dice Antonio-. Stiamo cercando persone interessate a mettersi in gioco e a partecipare”. Insomma, neanche il tempo di finire una scommessa che ne comincia un’altra. Stay tuned.

di Marcella Piretti, giornalista professionista

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09 luglio 2017

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