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In Grecia i poveri aumentano anche nel ceto medio

povertà_mensaROMA – Nei primi mesi del 2016 aumentano ancora le cifre dei poveri greci che si rivolgono alla Caritas Hellas, compresi gli appartenenti al ceto medio.

Nel 2015 le persone che vivevano al di sotto della soglia di poverta’ – 4.808 euro l’anno – erano circa 4 milioni; la disoccupazione al 25% – quella giovanile al 44%. Meno del 10% di disoccupati riceve l’assegno disoccupazione e 3 milioni di persone non hanno accesso al servizio di assistenza sanitaria e sociale. Sono i dati resi noti ieri ad Atene da Maria Karoubali, social policy officer di Caritas Hellas, presentando il primo rapporto sulla poverta’ in Grecia, nell’ambito del seminario ‘Grecia, paradosso europeo, tra crisi e profughi’ organizzato da Caritas italiana, Missio e Focsiv. Caritas Hellas ha realizzato il rapporto sulla base di dati raccolti in 7 diocesi e con il supporto del sistema on line Ospoweb, che Caritas italiana utilizza coinvolgendo 1.645 centri d’ascolto in 122 diocesi e che sta cercando di diffondere anche in altri Paesi europei, supportando le Caritas locali.

In Grecia, ha ricordato Karoubali, “negli ultimi sei anni l’impatto della crisi e’ stato sempre piu’ pesante: abbiamo avuto riduzione degli stipendi e delle pensioni, aumenti delle tasse e delle imposte, del costo dell’energia, cambiamenti nel diritto del lavoro, aumento dei contributi sociali, riduzione degli aiuti, degli assegni familiari, delle spese sanitarie”.

Caritas Hellas ha proposto quindi al governo greco alcune misure per combattere la poverta’, tra cui “l’introduzione del reddito sociale d’inserimento, l’aumento del salario minimo, il monitoraggio dei senza tetto, la riduzione dell’Iva su energia e beni di base, l’aumento dell’assegno di disoccupazione”. Facendo poi una comparazione tra i dati greci e italiani Walter Nanni, responsabile del centro studi di Caritas italiana, ha rilevato alcune differenze sostanziali, tra cui “gli effetti del taglio alle politiche sanitarie in Grecia, per cui il 40% dei greci che si rivolgono ai centri d’ascolto Caritas denunciano gravi problemi di salute. In Italia la cifra e’ del 14%, segno che, nonostante tutto, il nostro sistema sanitario ancora regge”. (www.agensir.it)

09 luglio 2016

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