Sud Sudan, scontri a Juba. I morti dal 2015 sono 50mila - DIRE.it

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Sud Sudan, scontri a Juba. I morti dal 2015 sono 50mila

sudan_profughiROMA – Scontri a un checkpoint a Juba, la capitale del Sud Sudan. Quattro i soldati uccisi, proprio alla vigilia del quinto anniversario dell’indipendenza del Paese africano e nonostante gli accordi di pace dell’agosto scorso. A confermare gli scontri a fuoco, riferiscono fonti di stampa locali, sono stati ufficiali dell’esercito regolare ed ex ribelli integrati in una forza di sicurezza congiunta. Il Sud Sudan sta provando a risollevarsi da un conflitto civile che ha provocato decine di migliaia di morti e costretto a lasciare le proprie case piu’ di due milioni di persone.

CARITAS: 50MILA MORTI DAL 2015 – “Il 9 luglio 2016 il Sud Sudan, il Paese piu’ giovane del mondo, celebra i 5 anni dalla sua nascita con il tragico primato dell’aver vissuto nell’ultimo anno e mezzo la piu’ cruenta guerra civile del continente africano: 50mila morti, oltre 2 milioni di sfollati e profughi, intere citta’ date alle fiamme, stupri di massa e brutalita’ di ogni genere contro i civili, arruolamento diffuso di bambini soldato”. E’ quanto afferma Caritas Italiana presentando, alla vigilia del quinto anniversario dalla nascita del Sud Sudan, il dossier ‘2016: Un nuovo inizio?’ nel quale, si legge in una nota, “si ripercorrono le tappe piu’ importanti di questo martoriato Paese e si offre uno spaccato della situazione socio-economica, delle dinamiche alla base del recente conflitto, delle principali questioni aperte, con uno sguardo anche al Sudan”. Con questo dossier, Caritas Italiana fa eco al “messaggio di speranza e incoraggiamento per il futuro” lanciato dai vescovi del Sud Sudan “alla vigilia dell’anniversario e dopo i recenti accordi di pace e la formazione di un governo di unita’ nazionale. In Sudan e Sud Sudan- sottolinea Caritas Italiana- complessivamente dal 2011 al 2016 sono stati impiegati circa 2,5 milioni di euro provenienti principalmente da donazioni private e collette in ambito parrocchiale e diocesano” mentre “nel 2016 si sono intensificati gli interventi in risposta all’emergenza legata al conflitto grazie al contributo della Conferenza episcopale italiana con fondi dell’8×1000”. (www.agensir.it)

9 luglio 2016
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