Opinioni

Comunali 11 giugno, una prima valutazione

di Luca Tentoni per  www.mentepolitica.it

Con le dovute cautele, proviamo ad ipotizzare quanto il dato di quest’anno possa differire, partito per partito, da quello globale. Dividiamo i soggetti politici in tre gruppi: quelli che nei 64 comuni ottengono in media (nel periodo 2008-2014) una percentuale che si discosta di non più dello 0,29% dalla media nazionale; quelli che se ne discostano fra lo 0,3% e lo 0,59% medio; quelli che se ne discostano oltre lo 0,6%. Al primo gruppo appartengono molti partiti minori: i socialisti, l’Idv, l’Ucd-Ncd, gli altri partiti di centro (Scelta Civica, liste locali e simili), Forza Nuova, Nel secondo troviamo Forza Italia-Pdl, la Destra-FdI, il Pd, l’area di Sel e Verdi, la sinistra radicale (Arcobaleno, Rivoluzione Civile). Nel terzo la Lega Nord (che è mediamente sottorappresentata dell’1,21% in questi comuni) e il M5S (mediamente qui sovrarappresentato dell’1,75%), però, come vedremo in seguito, considerando il dato complessivo di un ipotetico “Fronte antieuro” o “anti-establishment” (Lega, FdI, M5S) queste differenze si attenuano fin quasi a scomparire (la distanza media rispetto al dato nazionale – regionali, politiche, europee – è pari allo 0,2%). Se per il primo gruppo non occorrono indicazioni particolari (per il terzo le abbiamo appena fornite), per i partiti del secondo gruppo bisogna invece precisare che nei 64 comuni oggetto del nostro studio quello 0,3-0,6% di scarto rispetto alla media nazionale è negativo (cioè la percentuale di voti in ambito locale è minore di quella del Paese) per Forza Italia-Pdl, Destra-FdI, mentre è positivo per Pd, Sel-Verdi, sinistra radicale. In quanto ai vecchi “poli” (corrispondenti al centrodestra 2013 e al centrosinistra versione 2006) osserviamo che il CD ottiene nei comuni rispettivamente lo 0,7% (politiche 2008), l’1,2% (politiche 2013) e il 2,8% (europee 2014) meno del dato nazionale, mentre il CS ha lo 0,9% (2008), lo 0,7% (2013) e l’1,6% (2014) in più, quindi è sovrarappresentato.

I partiti di centro, invece, hanno la stessa media (7,56%) dei voti nazionali (2008-2014) con scarti sempre compresi fra lo 0,1 e lo 0,3% dei voti. Va però detto che ciò che risulterà rilevante nell’analisi del voto 2017 saranno i progressi e i regressi in termini percentuali, quindi si dovrà per esempio tener conto che i centristi ottengono in elezioni locali (comunali 2012-’14; regionali 2012-’15) percentuali superiori rispetto al solito (rispettivamente 16,9% e 10,2%) ma non difformi dalla media nazionale di questo genere di consultazioni. Un dato da sottolineare riguarda il “non voto”: in questi comuni l’affluenza alle urne è normalmente più bassa che nel resto del Paese (78,3% contro 80,5% nel 2008, 72,5% contro 75,2% nel 2013, 53,6% contro 58,7% nel 2014); i dati sulle schede bianche e nulle differiscono pochissimo (media: 0,40 e 0,25) dalla media nazionale (di solito sono di meno rispetto al resto del Paese).

In quanto alle aree geografiche tradizionali, notiamo che al Nord il centrosinistra è leggermente più forte che nella media dei 64 comuni (+2,1 su M64C), mentre i Cinquestelle hanno percentuali di voto più basse alle elezioni nazionali e regionali (-1,7% su M64C); nelle regioni centrali, il CD è sottorappresentato (-1,5% su M64C), ma lo sono maggiormente i partiti centristi (-3,8% su M64C), mentre il CS è sovrarappresentato (+2,7% su M64C) così come il M5S (+1,4% su M64C); al Sud e nelle Isole il CD ottiene sempre buoni risultati (+3,3% su M64C), così come il Centro (+3,7% su M64C), mentre il CS è sotto la media dei 64 comuni (-3,9%).

Passiamo rapidamente in rassegna, partito per partito, i risultati ottenuti nelle diverse consultazioni degli ultimi anni che si sono svolte nei 64 comuni in esame. Forza Italia-Pdl-altri di area: politiche 2008, 38,2%; comunali 2012-’14, 25,3%; politiche 2013, 21,5%; regionali 2012-’15, 20%, europee 2014, 15,9%. Lega Nord: 2008, 6,9%; comunali, 3,6%; 2013, 3,1%; regionali, 9%; europee, 4,9%. Destra-FdI: 2008, 2,3%; comunali, 0,8%; 2013, 2,2%; regionali, 2,5%; europee, 3,1%. Pd-altri di area: 2008, 33,6%; comunali, 28%; 2013, 25,5%; regionali 32,9%; europee 41,7%. Idv-Sel-Verdi-Arcobaleno-Riv.Civ.: 2008, 7,8%; comunali 11,3%; 2013, 6,2%; regionali, 5,5%; europee, 6,4%. Ucd-Ncd: 2008, 5,4%; comunali, 4,8%; 2013, 1,4%; regionali, 3,7%; europee, 4,2%. SC-Liste civiche-altre di centro: 2008, 1,9%; comunali, 10,7%; 2013: 8,6%; regionali, 5,9%; europee, 0,8%. M5S: comunali 7% (non si era presentato in quattro capoluoghi e in dodici comuni non capoluogo, per un totale di 16 sui 64 complessivi); 2013, 27,4%; regionali, 17,7%; europee, 22,9%. Astensione: 2008, 21,7% degli aventi diritto al voto; comunali, 35,2%; 2013, 27,5%; regionali, 47%; europee, 46,4%. Per quanto attiene invece all’indice di frammentazione, notiamo che nei 64 comuni (capoluogo e non) il dato delle precedenti amministrative è stato pari a 0,895 contro lo 0,801 delle politiche, lo 0,740 delle europee e lo 0,861 delle regionali: dunque, il valore atteso nel 2017 è previsto di gran lunga superiore a quello di consultazioni nazionali, come al solito. Infine, torniamo sul dato del “Fronte antieuro”: Lega e FdI sembrano in grado di compensare (soprattutto la prima) i dati meno brillanti dei Cinquestelle, e viceversa. In altre parole, l’area antieuro della protesta appare abbastanza uniformemente presente in tutto il Paese, ma con “declinazioni” diverse (leghiste o pentastellate). A questo riguardo notiamo che i 64 comuni del nostro studio (e i 25 capoluoghi in particolare) ci restituiscono percentuali molto simili – come si accennava in precedenza – al dato nazionale, ed estremamente omogenei. Alle ultime regionali, il “Fronte” ha ottenuto il 29,1% globale, il 29,2% nei 64 comuni, il 29,6% nei 39 non capoluoghi, il 29% nei 25 capoluoghi; alle politiche 2013: 32,2% nazionale, 32,6% nei comuni (stessa percentuale nei 64, nei 39 e nei 25); alle europee 2014: 31% nazionale, 30,9% nei 64 comuni, 31,1% nei non capoluoghi, 30,8% nei capoluoghi. A livello di macroaree, il “Fronte” ha conseguito nel 2013 (25 capoluoghi) il 31,7% nel Nord bianco-verde, il 33,8% nelle Zone rosse, il 32,4% nel Mezzogiorno allargato; nei 64 comuni, invece, ha avuto (utilizzando le ripartizioni geografiche tradizionali) il 33,2% al Nord e al Centro e il 31,4% al Sud (media comuni: 32,6; Mnaz: 32,2). Nel 2014, infine, ha ottenuto il 31,2% al Nord, il 30,2% al Centro, il 30,6% al Sud (media comuni: 30,9%; Mnaz: 31%).

 

9 giugno 2017
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»