A Napoli prove di Dc, ma De Mita silura Renzi: "E' autore della palude" - DIRE.it

Campania

A Napoli prove di Dc, ma De Mita silura Renzi: “E’ autore della palude”

NAPOLI – Tra le mani stringe forte un rosario, per più di tre ore. Seduto in prima fila scruta Ciriaco De Mita con ammirazione. Piange durante il discorso dell’ex segretario della Dc, gli scatta centinaia di foto.

Chiacchiera con l’ex ministro Paolo Cirino Pomicino, seduto al suo fianco in prima fila, poi gli lascia un biglietto con scritto il suo nome e il numero di telefono. Biagio ha poco meno di 40 anni ma ha ancora un’attrazione fatale per la Balena Bianca e, soprattutto, per uno dei leader immortali degli anni d’oro della Democrazia Cristiana.

Ciriaco de Mita, a 89 anni sindaco di Nusco (Avellino) chiama a raccolta tutte le forze centriste, vecchie e nuove, per discutere del futuro del Paese.

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In poco meno di dieci giorni organizza un incontro dal nome che è tutto un programma, “La necessità di una coalizione popolare”, proprio il giorno dopo la caduta del patto tra partiti per il Tedeschellum. La sala è piena. Un centinaio di persone siedono ad ascoltare il suo monologo durato oltre 90 minuti, altri restano in piedi o seguono il discorso di De Mita dallo schermo posizionato all’esterno della sala.

Prove di ritorno della DC? Ciriaco De Mita per il momento lo esclude, ma ammette: “Non avevo immaginato di attrarre tanta curiosità e interesse. Pensavo di riflettere con quelli che partecipano al movimento dei democristiani in Campania per aiutarci a capire i problemi più che proporre soluzioni”.

Insomma, non si aspettava una sala così piena di sostenitori e tanti politici campani di estrazione centrista. “Niente quarto polo – dice categorico -, già tre sono una sciocchezza. In democrazia i poli sono due”. Rifare la DC? “Non sono come Renzi che fa un partito al giorno”. Ed è proprio al segretario del Pd che De Mita si rivolge durante buona parte del suo discorso alla platea. “Questa legge elettorale non è andata bene e allora Renzi se ne inventerà un’altra e cercherà un accordo con Pisapia. Lui è l’autore della palude, non consente la diversa opinione, pretende di dettare una linea ma un giorno sostiene una tesi e il giorno dopo ne sostiene un’altra”.

Tra una citazione di Don Luigi Sturzo e una critica ai governi Merkel e Trump, l’ex segretario della DC dà anche un consiglio ai partiti al governo, a cui chiede di essere meno “legati al presente. Inventatevi una via d’uscita dal pantano“.

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Tanti i capelli bianchi, alcuni sbadigliano, altri si addormentano, a partire da Fabrizio Cicchitto, parlamentare di AP. “Ho raccolto l’invito di De Mita – dice a margine dell’iniziativa – perché c’è la necessità di coprire un vuoto politico, che esiste, tra il centrodestra e il Pd. Gli episodi di ieri accentuano questa esigenza: secondo me esistono milioni di elettori che non si riconoscono in queste due aree e quindi c’è bisogno di costruire uno schieramento composto da componenti cattoliche, laiche, liberali e riformiste che copra questo spazio ai fini anche della governabilità”.

Con Cicchitto arriva un altro parlamentare, Lorenzo Dellai di Democrazia solidale – Centro Democratico, insieme al nipote di Ciriaco, Giuseppe De Mita, vicesegretario dell’Udc. Durante l’incontro, De Mita legge anche un messaggio di Marco Follini: “Ho avuto un infortunio, altrimenti sarei stato presente a Napoli”. E ad ascoltare c’è anche Paolo Cirino Pomicino. “In tutta Europa ci sono socialisti, democratici cristiani, verdi, liberali. In Italia – sostiene l’ex ministro democristiano – abbiamo nomi faunistici, floreali e sportivi come Forza Italia e Fratelli d’Italia, risorgimentali o fantastici come i 5 stelle. C’è bisogno di ripristinare una serietà anche culturale della politica”. E i giovani? “Sono essenziali – risponde – ma la nostra generazione deve spingere e allenare”.

di Nadia Cozzolino, giornalista

9 giugno 2017
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