Sardegna

Dna dei sardi, la Regione: “Vicenda delicata, facciamo la nostra parte”

CAGLIARI – Una vicenda delicata, nella quale la Regione sta facendo la sua parte mediando, dietro le quinte, tra gli attori in campo.

Questa in sintesi la posizione della Regione sulla vicenda della biobanca Shardna, i cui dati sul dna di 13.000 donatori ogliastrini sono stati acquistati nel 2016 dalla società inglese Tiziana life sciences per 285.000 euro, dopo il fallimento della biobanca sarda fondata nel 2000 da Renato Soru.

Un prezzo giudicato basso dai comitati di cittadini donatori spontaneamente nell’ultimo anno, perplessi anche sul possibile utilizzo futuro dei dati e sulla mancata ricaduta nel territorio della ricerca legata al dna. A fare il punto della situazione, questa mattina a margine di una conferenza stampa a Villa Devoto, il presidente della Regione Francesco Pigliaru e il vice Raffaele Paci.

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“Ricordo che la ricerca genetica in Sardegna non è per niente ferma- sottolinea Pigliaru-. È uscito recentemente un numero di Nature Genetics con la Sardegna in copertina, tre articoli di altissimo livello e un editoriale dove la Sardegna è indicata come il posto ideale dove fare ricerca. La filiera è dunque perfettamente attiva, e la vicenda Tiziana life riguarda solo un tassello di questa filiera”. Paci entra poi più nel dettaglio: “È una vicenda delicata, con un fallimento e un’asta, e un’importantissima e valida impresa che ha nel comitato scientifico due premi nobel- spiega-. Probabilmente non si sono presentati nel modo giusto, ma la Regione più di tanto non può fare: posso assicurare comunque che in questi mesi abbiamo fatto un lavoro di mediazione importante, ma non sempre quando facciamo queste cose organizziamo conferenze stampa, proprio per la delicatezza dell’argomento”.

Sottolinea infine il vice presidente della Regione: “Ci sono esposti, la magistratura di mezzo, ricorsi al Tar, il Garante della privacy: è una vicenda da approfondire e non è il caso di farlo adesso. Dico soltanto che è un pezzo di ricerca importante che è giusto salvaguardare, ma sempre in un’ottica di apertura. Di autoreferenziale in un settore come la genetica non ci può essere niente”.

di Andrea Piana, giornalista professionista

9 giugno 2017
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