Welfare

Disabili. La denuncia di una madre: “Mio figlio in carrozzina prigioniero nella metro a Roma”

metroROMA – “Per due volte, in meno di un mese, mio figlio e’ rimasto intrappolato sotto la stazione della metro A per 45 minuti, in attesa che un operatore arrivasse dal capolinea ad attivare l’ascensore: e’ intollerabile che nella Roma del Giubileo questa sia la vita dei cittadini con disabilita’ e delle loro famiglie”: Maria Pozzuoli e’ esasperata, “mio figlio cerca di conquistare la sua autonomia, ma dobbiamo lottare per ogni cosa, nessun diritto cvi viene garantito, dobbiamo faticare per tutto!”.

Stamattina ha chiamato la segreteria del sindaco Marino e l’assessorato alla Mobilita’, per rinnovare la sua denuncia: “parlando con il personale di stazione, ho scoperto che non e’ un caso, ma la prassi: se un turno in stazione resta scoperto, gli ascensori vengono disattivati per ragioni di sicurezza. E se una persona disabile scende dal treno, deve chiamare i carabinieri, o il capolinea della metro, per essere ‘liberato’. Con un’attesa media di 45 minuti”.

A Luca, il figlio di Maria, era gia’ accaduto meno di un mese fa: “Era uscito insieme ai suo amici dell’associazione ‘Otto passi’: sono andati a prendere la metro a Subaugusta e l’operatore di turno li ha avvertiti che, se fossero rientrati dopo le 19, avrebbero trovato l’ascensore chiuso, perche’ il turno era scoperto. E cosi’ e’ stato: non hanno fatto in tempo a rientrare prima, cosi’ hanno dovuto chiamare la stazione Anagnina e aspettare che da li’ arrivasse un operatore per attivare l’ascensore. Hanno passato 45 minuti cosi’, sottoterra, con un caldo soffocante”. Dopo quel primo episodio, subito la mamma si e’ attivata: “Ho parlato con Fabrizio Di Stasio, segretario dell’assessorato alla Mobilita’, che si e’ detto stupito e mortificato e si e’ mostrato molto disponibile. Non sapeva che gli ascensori fossero aperti e chiusi su turnazione e mi ha promesso che non sarebbe piu’ accaduto”.

Ma sabato sera e’ acceduto di nuovo: “prima di partire da Subaugusta, hanno chiesto se al ritorno avrebbero trovato l’ascensore attivo e si sono sentiti rispondere che no, probabilmente sarebbe stato chiuso. Allora, per non dover attendere, prima di ritornare hanno chiamato Anagnina dalla stazione Flaminio. Ma quando sono arrivati a Subaugusta, l’operatore era gia’ andato via. Allora siamo scese noi mamme e io ho chiamato il 113, che si e’ messo in contatto di nuovo con Anagnina e ha fatto tornare l’operatore. 45 minuti di attesa, con un caldo insopportabile. Ho richiamato nuovamente Di Stasio, sempre piu’ mortificato. Pero’ un’operatrice della metro mi ha detto che tutti lo sanno, dipendenti e responsabili, ma fanno finta di non sapere: l’ascensore chiude, quando manca il personale. Allora mi chiedo: e’ possibile che Roma, la citta’ del Giubileo, non consenta ai suoi cittadini disabili di muoversi in citta’? Possibile che ogni diritto fondamentale dobbiamo esigerlo e rivendicarlo con forza? Se questa e’ la situazione, consiglio a tutti i pellegrini con disabilita’ che pensassero di venire per il Giubileo: lasciate perdere, Roma non e’ capace di accogliervi”.

Fonte: Redattore sociale

9 giugno 2015
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