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Forestali ‘a casa’, sentieri e boschi in Lombardia sono ‘orfani’

MILANO – Boschi, sentieri e torrenti senza manutenzione, con il rischio che i tanti turisti che sceglieranno la Lombardia e (in primis la Val Camonica) per una vacanza all’insegna dell’escursionismo e del trekking nella natura si ritrovino in mezzo ai rovi, impantanati nel fango oppure persi tra gli alberi perchè la mulattiera è ‘sparita’. Tutto ciò mentre chi potrebbe occuparsi di tutto questo perchè lo fa di mestiere – 300 lavoratori forestali– rimane ancora a casa senza incarico perchè il bando regionale rimarrà sospeso fino a giugno. Va all’attacco il segretario regionale Fai-Cisl Lombardia, Oliviero Sora, che sul tema ha chiesto un incontro urgente all’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e al Sistema del Verde di Regione Lombardia, Fabio Rolfi.

“A causa del rinvio a giugno dell’esito del bando sulle misure forestali atteso per aprile- spiegano Fai e Cisl- circa 300 lavoratori forestali restano per un altro mese e mezzo in attesa di incarico e quindi senza lavoro e senza stipendio. E il tutto va ad aggiungersi ai cinque mesi invernali senza reddito per il fermo di tutte le attività”. La ‘colpa’, per Sora, è del ‘Piano di sviluppo rurale’ portato avanti dalla Regione Lombardia in questi anni: ha “messo in grossa difficoltà i consorzi forestali e con essi a rischio il lavoro di centinaia di persone e la manutenzione del territorio montano e boschivo”. La Valle Camonica è il territorio più colpito da questi ritardi.

Probabilmente, prosegue Sora, “una qualche responsabilità è anche dei comuni che sono soci dei consorzi forestali, che non sono riusciti ad attivare quelle soluzioni che la comunità montana ha consigliato per poter partire con i lavori primaverili”. La Fai Cisl Lombardia auspica che l’assessore Rolfi convochi al più presto i sindacati “e chiarisca se vuole dare un segnale di discontinuità rispetto alla gestione passata, ponendo finalmente la giusta attenzione al nostro territorio montano“.

9 maggio 2018
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