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Non solo Expo, il Lazio vola a Milano per “TuttoFood”

Il Lazio vola a Milano e, oltre a Expo, conquista anche TuttoFood, la fiera dell’alimentare che si è tenuta dal 3 al 6 maggio. Ad accompagnare le imprese laziali dedicate all’agroalimentare, l’Arsial e il suo amministratore unico, Antonio Rosati. “E’ stata una bellissima iniziativa in concomitanza con l’apertura di Expo- ha detto intervistato dall’agenzia Dire- A Milano c’era tutta l’eccellenza alimentare italiana ed europea. Abbiamo portato 28 aziende d’eccellenza laziali, a partire dai produttori di olio di oliva, per i quali ho avuto la conferma di una grande eccellenza su cui dobbiamo lavorare dal punto di vista dell’innovazione, dando sostegno a questo prodotto straordinario”.

Ma non solo, perché a TuttoFood c’erano anche “prodotti di trasformazione della frutta- racconta Rosati- tra cui molti giovani imprenditori. Con una certa soddisfazione devo dire che una di queste giovane aziende di Rieti ha vinto un concorso sull’innovazione e la qualità dei prodotti”. Insomma, “c’era un grandissimo fermento e il Lazio, con umiltà e grande voglia di imparare anche dalle regioni più avanzate, nel solco dell’impostazione data dal presidente Zingaretti, sta cercando di fare squadra e rendere virtuoso il triangolo dell’economia della bellezza: cultura, cibo, turismo che sono carte straordinarie”.
TuttoFood è stata anche l’occasione per fare conoscere e apprezzare a tutto il mondo i prodotti made in Lazio: “Abbiamo avuto tantissimi buyer internazionali che hanno assaggiato e conosciuto le nostre eccellenze. Ho visto con grande soddisfazione le nostre aziende prendere appuntamenti e firmare contratti. E questo è il modo migliore per dire che abbiamo fatto un buon lavoro. Ecco, TuttoFood è stata un’altra tappa importante che fa sponda allo stand Lazio all’Expo per raccontare questi prodotti di eccellenza. La nostra strategia va avanti, adesso l’Expo sarà caratterizzato molto a Roma e nel Lazio con una serie di iniziative dove l’Arsial sarà protagonista. Stiamo cercando di fare squadra e cooperare per competere”.

A Milano, prosegue, “ho avuto l’impressione di una grande affermazione di identità, di tradizione che si coniuga con l’innovazione, perché l’agroindustria significa anche cambiare e innovare, come ci ha insegnato Ferrero, un grande industriale italiano. Ecco perché miglioreremo ancora la collaborazione e la convenzione con l’università Agraria di Viterbo, con cui abbiamo un accordo di ricerca scientifica e di miglioramento a sostegno dei nostri prodotti”. Il tutto, nell’ottica di raccogliere “la forte richiesta di qualità e sanità del cibo. Le persone vogliono mangiare e bere bene, sapere da dove viene il prodotto, dove viene realizzato e capire a che cosa può fare bene. Questo racconto di qualità mi sembra un dato che ha sempre maggiore forza sul mercato. Dobbiamo quindi continuare questa politica”. Tra l’altro, “come Arsial siamo depositari del patrimonio genetico vegetale e animale dei prodotti autoctoni del Lazio che tra poche settimane presenteremo in un volume per le scuole e per gli operatori”. E a proposito di scuole, conclude Rosati, “voglio ringraziare i ragazzi dell’istituto Agrario di Rieti che sono venuti con noi”.

EXPO SIA OCCASIONE RIFLESSIONE SVILUPPO SOSTENIBILE

“L’Expo è una grandissima sfida per l’Italia, che mi sembra vinta. L’Esposizione universale ha un ruolo enorme per creare lavoro. Ma dobbiamo stare attenti, perché si tocca quasi plasticamente l’idea di un mondo che cresce a volte in modo disordinato. Le disuglianze crescono e chi rimane indietro non vede la luce, chi diventa povero rischia di non tornare indietro. Questo è un grande monito confermato autorevolmente anche da Papa Francesco: intorno al cibo si deve costruire un nuovo modello di sviluppo sostenibile, perché il cibo è un diritto universale. Dobbiamo fare di tutto perché nessuno oggi debba morire più di fame. Ma non basta. Perché mangiare adeguatamente può costare molto anche per una famiglia normale”. A una settimana dall’inizio dell’Expo, è Antonio Rosati, amministratore unico di Arsial, a fare una riflessione sull’Esposizione universale, gli incidenti che si sono verificati a Milano il giorno dell’inaugurazione e la necessità di affrontare il tema dell’Expo da più punti di vista.
“Insieme alla grande questione del cibo- riprende Rosati- c’è quella delle terre. Sono le due iniziative che come Arsial ci stanno caratterizzando: dobbiamo fare in modo che nel mondo si consumi in modo intelligente. Non voglio essere franteso- tiene a dire Rosati- ma l’Expo può apparire l’emblema di una grande torre d’avorio. C’è il rischio, non voluto, che tanti ragazzi europei lo vedano come il grande sogno a cui è complesso accedere. Mentre il nostro pensiero è quello di una possibilità redistribuzione della ricchezza”. E siccome “senza sviluppo non può esserci redistribuzione, il nostro assillo è sempre la lotta all’assenza di lavoro, dare occupazione a chi non ce l’ha. Offrire opportunità, senza paternalismo fuori moda”.

In questo senso, ragiona Rosati, “l’amministrazione Zingaretti sta facendo molto, con stage e occasioni colte grazie ai finanziamenti europei, su cui il Lazio non spreca più un euro. Abbiamo l’assillo di fare in modo che i giovani italiani abbiano delle possibilità che anche l’agroindustria può dare loro. Mi hanno colpito gli incidenti di Milano. La città ha dato una risposta straordinaria, ma ho anche sentito tanti ragazzi e ragazze che non aderivano assolutamente alla violenza, ma non sono nemmeno conquistati a un terreno democratico, stanno sul bordo del fiume perché si sentono sfiduciati dall’espressione che le istituzioni danno di sé, della partecipazione e dell’ingresso nel mondo del lavoro”.

Per Rosati, infine, “non difenderemo la democrazia chiudendoci nella cittadella, dobbiamo abbassare i ponti levatoi e fare entrare più gente possibile. Sapendo di dover combattere tutte le rendite possibili, e questo mi sembra che sia il messaggio sia di Renzi che di Zingaretti. Bisogna tenere insieme crescita e lotta alle disuglianze”.

PATRIMONIO INDUSTRIE RIMANGA ITALIANO

“Non solo nel Lazio, nel nostro Paese abbiamo una straordinaria presenza di importanti agroindustrie. Lancio un invito al Governo di seguirle con attenzione affinché questo patrimonio rimanga italiano”. A dirlo è Antonio Rosati, amministratore unico di Arsial, l’agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio.
“Bisogna mantenere una difesa della nostra grande industria italiana- aggiunge intervistato dall’agenzia Dire- c’è un grande corpo di medie aziende che dobbiamo aiutare ad affermarsi, e poi l’esplosione di tanti giovani con piccole aziende che fanno prodotti notevoli e hanno bisogno solo di farsi conoscere”. Si tratta per Rosati di un ritorno “dell’economia della prossimità che sta prendendo piede in tutta Europa. I giornali segnalano la crisi della grande distribuzione- dice- e naturalmente questo non mi riempie di gioia, perché sono posti di lavoro che perdiamo. Ma probabilmente da parte di tanti consumatori c’è la voglia di mangiare bene e capire la storia del prodotto, la sua qualità, oltre a un desiderio di prossimità, di quartiere e di riscoperta del negozio di vicinato”.

09 maggio 2015

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