Def, riecco il 2,4% di indebitamento netto: leggi il documento completo

Cuneo fiscale, salario minimo e aliquote Irpef: ecco tutto quello che c'è da sapere sul def
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ROMA – L’eterno dilemma del governo gialloverde quando si tratta di far di conto: 2,4 0 2,04?

E’ l’indebitamento consentito all’Italia dall’Unione Europea. La materia occupo’ diversi mesi di dibattito parlamentare e sfocio’ in un’intesa nella scorsa manovra che prevedeva un indebitamento netto al 2,04 per cento del PIL (a fronte del 2,4 per cento precedentemente fissato) nel 2019, all’1,84 per cento (a fronte del 2,1 per cento) nel 2020 e all’1,53 per cento (a fronte dell’1,8 per cento) nel 2021.

Diversi i numeri del Def, che nella tabella relativa alle “raccomandazioni” del Consiglio europeo “per il 2018 e le azioni implementate” riporta: “Partendo da deficit tendenziali pari all’1,2% del PIL nel 2019, allo 0,7% nel 2020 e allo 0,5% nel 2021, la manovra è attesa conseguire un indebitamento netto della PA che, con un profilo comunque decrescente, risulti pari al 2,4% del PIL nel 2019, al 2,1% nel 2020 e all’1,8% nel 2021. L’indebitamento netto strutturale peggiorerebbe di 0,8 punti nel 2019”.

ECCO IL TESTO COMPLETO

DEF. BOZZA: VERSO DUE ALIQUOTE IRPEF 15 E 20 PER CENTO

“L’imposizione fiscale è un’altra area prioritaria di riforma. L’obiettivo del Governo è di ridurre la pressione fiscale su famiglie e imprese e di snellire gli adempimenti relativi al pagamento delle imposte”. Lo si legge nella bozza del programma nazionale di riforma allegato al Def, all’esame oggi del consiglio dei ministri.

“Il concetto chiave è la ‘flat tax’- si legge nel documento- ossia la graduale introduzione di aliquote d’imposta fisse, con un sistema di deduzioni e detrazioni che preservi la progressività del prelievo. La prima fase della riforma fiscale è già stata attuata con la Legge di Bilancio 2019, che ha innalzato a 65.000 euro il limite di reddito per il cosiddetto ‘regime dei minimi’ soggetto ad aliquota del 15 per cento. Con lo stesso provvedimento è stato introdotto un regime sostitutivo di IRPEF e IRAP, con aliquota del 20 per cento, per le persone fisiche esercenti attività d’impresa o lavoro autonomo e con redditi fra i 65.000 e i 100.000 euro. La Legge di Bilancio ha anche introdotto sgravi d’imposta sui redditi d’impresa per le aziende che incrementano occupazione e investimenti.

Il sentiero di riforma per i prossimi anni prevede la graduale estensione del regime d’imposta sulle persone fisiche a due aliquote del 15 e 20 per cento, a partire dai redditi più bassi, al contempo riformando le deduzioni e detrazioni. Per incentivare gli investimenti, le imprese potranno beneficiare di una riduzione dell’aliquota IRES applicabile agli utili non distribuiti”.

DEF. BOZZA: SALARIO MINIMO E APPRENDISTATO CONGRUO

“Tra gli interventi che potrebbero essere oggetto di valutazione rientrano l’introduzione di un salario minimo orario per i settori non coperti da contrattazione collettiva e la previsione di trattamenti congrui per l’apprendistato nelle libere professioni”. Cosi’ il programma nazionale di riforme, allegato al Def che sara’ discusso nel pomeriggio in cdm.

DEF. BOZZA: AL LAVORO PER RIDURRE IL CUNERO FISCALE

“Si lavorerà per ridurre il cuneo fiscale sul lavoro e gli adempimenti burocratici per i datori di lavoro, anche attraverso la digitalizzazione”. Cosi’ il programma nazionale di riforma, allegato al Def che va oggi in consiglio dei ministri.

DEF. BOZZA: DA TAGLIO ALIQUOTE CRESCITA GETTITO, PIU’ TAGLIO SPESA

“Il taglio delle aliquote d’imposta favorirà la crescita dell’economia e, quindi, del gettito fiscale. Tuttavia, allo scopo di ridurre l’indebitamento sarà anche necessario compiere un paziente lavoro di revisione della spesa corrente dell’Amministrazione pubblica e delle agevolazioni fiscali. Tale lavoro porterà a un primo pacchetto di misure già nella Legge di Bilancio per il 2020”. Cosi’ il programma nazionale di riforma, allegato, al Def oggi in discussione al cdm a proposito del risanamento del debito pubblico.

DEF. BOZZA: SE AUMENTA INDEBITAMENTO, 2 MLD SPESA CONGELATI

“A fronte della revisione al rialzo della stima di indebitamento netto per l’anno in corso, il Governo intende attuare la clausola contenuta nella Legge di Bilancio 2019, in base alla quale due miliardi di euro di spesa delle Amministrazioni centrali resteranno congelati nella seconda metà dell’anno. Sono inoltre riviste al rialzo alcune entrate in conto capitale e, al contempo, si rifinanziano le cosiddette politiche invariate”.

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9 Aprile 2019
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