Ambiente

In Emilia-Romagna 5,5 mln per proteggere i boschi

Bosco

BOLOGNA – Proteggere i boschi e le aree forestali dagli incendi, dagli eventi di dissesto idrogeologico e dalla diffusione di malattie che mettono a rischio la sopravvivenza del verde, soprattutto nelle aree montane. Parte il primo bando della Regione Emilia-Romagna a favore del settore forestale attivato dal Programma di sviluppo rurale 2014-2020. A disposizione ci sono 5,5 milioni di euro destinati a Consorzi forestali ed Enti pubblici (Comuni, Unioni di Comuni, Città Metropolitana di Bologna, Province, Enti di gestione per i Parchi e la Biodiversità) per il finanziamento di progetti di importo compreso tra i 50 e i 150 mila euro. Per presentare la domanda c’è tempo fino al 7 giugno (entro le ore 12).

bosco“Si tratta di risorse importanti per tutelare il patrimonio boschivo e rilanciare al tempo stesso la filiera produttiva del legno- affermano Paola Gazzolo e Simona Caselli, assessori regionali alle Politiche ambientali e all’Agricoltura-. Quasi un terzo della superficie dell’Emilia-Romagna, oltre 600 mila ettari, è ricoperto dai boschi: una ricchezza che, anche attraverso azioni mirate come questa, vogliamo continuare a proteggere. Per il bene dell’ambiente, della montagna e delle aziende agricole, che possono trovare nel bosco una fonte integrativa di reddito”. Le domande, corredate di progetto informatizzato, devono essere presentate alla Regione (Servizio Parchi e Risorse forestali) attraverso il sistema informativo di Agrea. I lavori relativi ai progetti ammessi al finanziamento dovranno iniziare entro il 31 marzo 2017 e concludersi entro il 30 settembre 2018.

“Negli ultimi trent’anni- sottolineano Caselli e Gazzolo- la superficie boschiva in Emilia-Romagna è cresciuta del 20% e oggi siamo una delle regioni in Italia con il più alto tasso di boscosità, concentrata soprattutto nelle aree di montagna e alta collina. A breve sarà sottoposto all’esame dell’Assemblea legislativa il Piano forestale regionale, già approvato dalla Giunta: a disposizione per il settore forestale, da qui al 2020, ci sono 80 milioni di euro di finanziamenti, oltre 60 dei quali attivati dal nuovo Programma di sviluppo rurale”.

Il Piano punta alla valorizzazione complessiva del patrimonio boschivo, particolarmente importante per l’accrescimento della stabilità dei versanti, la regolazione del deflusso idrico e la mitigazione dei cambiamenti climatici. Al contempo è finalizzato a rilanciare la filiera produttiva del bosco, attraverso azioni di supporto e ammodernamento delle aziende agricole esistenti. Ad oggi sono circa 700 quelle che svolgono attività forestale continuativa, mentre le imprese forestali vere e proprie, che operano anche nel settore del verde pubblico e privato e nella difesa idrogeologica, sono 120, con 1.800 addetti.

bambino_boscoSono tre le tipologie di lavori ammissibili a finanziamento. La prima è relativa alla riduzione del rischio di incendio boschivo e prevede interventi che vanno dalla rimozione della biomassa secca nei boschi di conifere ai diradamenti e conversioni di cedui in alto fusto, dalla realizzazione e manutenzione di strutture antincendio ad opere di sostegno e regimazione delle acque. La seconda tipologia è relativa alla riduzione del rischio idrogeologico e comprende lavori di conservazione della funzionalità del reticolo idrografico minore (fossi, canali e rii), opere di regimazione idraulico-forestale (briglie, muretti, terrazzamenti, gradonate…) e lavori di drenaggio di acque superficiali (canalizzazioni, pozzetti…). Infine sono previsti contributi per progetti di prevenzione dei danni provocati da cambiamenti climatici, fitopatie e deperimento, come diradamenti selvicolturali e la realizzazione di strutture per il monitoraggio dello stato fitosanitario dei boschi.

9 aprile 2016
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