Onorato in campo: “Riscopriamo l’orgoglio di essere romani”

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ROMA – “Avevo pensato di non candidarmi, ma il lavoro a metà non si lascia mai”. Sono queste le parole con cui Alessandro Onorato, esponente della lista Marchini, ha aperto la propria campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative capitoline. All’auditorium della Conciliazione – presenti Alfio Marchini e molti esponenti della Lista omonima tra cui i vari candidati ai municipi – il candidato al Consiglio comunale è stato accolto da una platea che ha esposto cartoncini a forma di cuore con il suo nome e quello dell’altra candidata, Beatrice Scibetta. Onorato ha quindi fatto appello alla “riscoperta dell’orgoglio di essere romani” e ha elencato alcuni punti del programma “che verrà illustrato in maniera più dettagliata in Sala Stampa Estera lunedì prossimo”.

Tra i punti più importanti, “il tram circolare che percorre il Lungotevere“, che collegherà “assi fondamentali della città”; maggiori autonomie ai Municipi: a questi ultimi il compito di stabilire i contratti di servizio con alcune municipalizzate tra cui Ama”, e la realizzazione di un ufficio per il decoro“, dove saranno registrati “tutti gli operatori comunali che si occupano della manutenzione delle strade e del verde pubblico”. Solo così, ha spiegato Onorato, “finirà la tattica dello scarica barile di questa città”. E ancora, turismo e sicurezza. “E’ ridicolo che in una città come questa- ha spiegato ancora- alla fermata Colosseo della metro la voce dagli altoparlanti avverte i passeggeri e i turisti di stare attenti al portafoglio invece di dare loro il benvenuto nella città più bella del mondo”.

onoratoSui campi nomadi, “si possono chiudere e l’hanno detto tutti senza avere le mani in pasta con le cooperative che li gestiscono. Li poteva chiudere anche Giorgia Meloni. L’assessore ai Lavori pubblici e periferie della Giunta Alemanno era il suo braccio destro. Se hai governato e fallito con che faccia ti ripresenti?”. Chiusura affidata a Marchini: “Noi siamo liberi dai partiti, che non vuol dire demonizzarli ma ammettere che hanno fallito e che ci sono solo due alternative: lo tsunami Grillo che lascia solo devastazione o la nostra rivoluzione che lascia cambiamenti veri per la città”. Se vincono Giachetti o Meloni, ha concluso il candidato sindaco, “tra un anno e mezzo si rivota perché sono ostaggio di quel sistema che ha cogestito il potere negli ultimi venti anni”.

9 aprile 2016
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