Mali, arrivano dall’Aia i risarcimenti per i mausolei di Timbuctù: 2,7 mln euro

ROMA – La Corte penale internazionale (Cpi) ha stabilito che garantirà alle comunità di Timbuctù risarcimenti per 2,7 milioni di euro per la distruzione degli antichi mausolei avvenuta tra il 2012 e il 2013 durante l’occupazione del gruppo islamista Ansar Dine.

Lo “scempio archeologico“, questa l’espressione utilizzata dalla Cpi, era stato compiuto dai miliziani anche con piccozze e martelli. Lo scopo era radere al suolo le antiche costruzioni, concepite per accogliere le spoglie degli eruditi sufi. Questa corrente dell’islam è considerata blasfema dai fondamentalisti sunniti: da qui la decisione di distruggere i monumenti che avrebbero incoraggiato l’idolatria.

Eppure quei luoghi non solo incarnavano la cultura e l’identità di un popolo, ma erano anche meta di turismo.

“Oggi il 10-15% delle guide turistiche rimaste sono ridotte all’accattonaggio” ha spiegato all’emittente ‘Radio France Internationale’ Mohammed Amin Chindouk Ould Najim, presidente di un sindacato di Timbuctù, secondo il quale anche alberghi e ristoranti “sono andati in malora“.

Il capo del gruppo responsabile delle devastazioni, Ahmad Al-Faqi Al-Mahdi, nel 2016 era stato condannato dalla Cpi a nove anni di reclusione e a risarcire le vittime per un totale di 2,7 milioni di euro. Una sentenza storica, perché per la prima volta la Corte aveva riconosciuto come crimine contro l’umanità la distruzione di reperti archeologici. Ma dal momento che Al-Mahdi è stato dichiarato indigente, in settimana il fondo che i Paesi membri della Cpi hanno istituito per le vittime di crimini contro l’umanità ha stabilito che provvederà direttamente a rimborsare la comunità.

A Timbuctù si sta ora decidendo come investire il denaro. Un piano dovrà essere presentato alla Cpi il 6 aprile. “L’indennizzo non sarà assegnato a caso, ma per priorità” ha chiarito il rappresentante legale delle vittime all’Aia, Maitre Mayombo Kassongo. “Provvederemo anzitutto alle famiglie numerose, che hanno vissuto direttamente queste devastazioni e hanno anche perduto dei beni”. Chiunque si ritenga colpito, comunque, è invitato a farsi avanti.

9 marzo 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»