Domenica Colombia al voto, tra disillusione e voglia di pace

BOGOTA’ – Circa 25 milioni di colombiani potranno recarsi alle urne domenica per rinnovare il Parlamento. Una prima sfida politica che precede quella principale di fine maggio, quando si votera’ per il nuovo inquilino della Casa de Nariño, ossia la presidenza della Repubblica.

Nella tornata di domenica, secondo i sondaggisti, il rischio di astensionismo elettorale e’ alto: piu’ del 50 per cento dei colombiani infatti non crederebbe nelle elezioni e solo una persona su cinque si sentirebbe rappresentata da un partito. Nonostante il trattato di pace voluto dal presidente vincitore del Nobel, Juan Manuel Santos, che ha posto fine a 50 anni di guerra civile con le Farc, formazione guerrigliera di ispirazione marxista-leninista vicina anche al concetto di socialismo bolivariano, i colombiani sono rimasti pessimisti rispetto alle formazioni politiche e ai loro rappresentanti. Le cause di questo allontanamento dall’interesse della vita pubblica e’ dovuto a vari fattori. Su tutti l’alto tasso di corruzione nel Paese: basti ricordare il caso Oderbrecht, una multinazionale brasiliana che ha corrotto molti governi e partiti politici dell’America latina pur di ottenere appalti milionari per le infrastrutture pubbliche. Ad allungare ombre e’ poi la lotta senza fine alle coltivazioni illecite di coca, che mantengono la Colombia in cima alla classifica mondiale dei Paesi produttori. L’enorme quantitativo di denaro che si muove con il narcotraffico e la presenza di cartelli stranieri, i temibili messicani su tutti ma anche le mafie italiane, contribuiscono ad alimentare un clima di incertezza. I colombiani poi non percepiscono un vero e proprio cambiamento economico della loro vita. I salari sono rimasti bassi nonostante la crescita del Prodotto interno lordo rimanga sempre sopra i tre punti percentuali e gli importanti aiuti dalla comunita’ internazionale, Stati Uniti ed Europa su tutti per il post-conflitto e gli investimenti stranieri aumentati a seguito dell’accordo di pace.

A differenza di altri Paesi, i voti degli “indignati” non saranno canalizzati verso un partito di ispirazione populista, perche’ a oggi in Colombia non esiste. A caratterizzare il quadro e’ l’estrema frammentazione tra partiti. Il Centro democratico (conservatori), guidato dall’ex presidente Alvaro Uribe Velez, e’ dato in vantaggio sui partiti liberali, Partido conservador e Partido liberal. Stabili il Cambio Radical e il Polo Democratico, in calo il Partido de la U, dove “U” sta per “Unidad” (nazionalisti). Al banco di prova il partito dell’ex guerriglia marxista-leninista che si presenta con la stessa sigla, Farc, usata durante il conflitto. Tra le curiosita’ da segnalare che dalle sei del pomeriggio di domani fino alle sei di mattina di lunedi’ sara’ in vigore la Ley seca, ossia il divieto di servire nei locali pubblici bibite alcoliche. Le associazioni dei gestori di categoria hanno protestato, ma invano. Probabili allora dissensi ulteriori tra i colombiani, considerata la sacralita’ del divertimento, “la rumba” del fine-settimana.

9 marzo 2018
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