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Roma. Parte da Pietralata il ‘viaggio’ della consigliera Bonafoni nei consultori

consultorioROMA – Un viaggio lungo sei mesi e che toccherà almeno otto tappe tra Roma e Provincia. “C’è  vita nei consultori” e’ il nome del tour iniziato oggi dalla consigliera regionale di Sel, Marta Bonafoni, che fino a settembre visiterà diverse strutture sociosanitarie della Capitale e dell’area metropolitana per porre “nuovamente l’attenzione sui consultori- ha spiegato Bonafoni- e rilanciarli a partire dai loro limiti, causati da anni di disinvestimento”.
La scorsa estate il governatore del Lazio e commissario ad acta per la sanità, Nicola Zingaretti, ha emanato un decreto proprio su questo tema: “Un atto importantissimo dopo anni in cui i consultori venivano indeboliti dal punto di vista politico- ha ricordato la consigliera- Ho ritenuto fosse necessario e urgente affiancare il decreto con questo viaggio che toccherà innanzitutto i consultori di Roma e provincia e poi si allargherà agli altri consultori della Regione, se i consiglieri delle altre province volessero darmi una mano”.
Il territorio Roma e del Lazio non è ancora sufficientemente coperto da queste strutture fondamentale per la piena applicazione della legge 194 e non solo: “Il primo problema è il non rispetto della cifra dei consultori attestata per legge: dovrebbero essere uno ogni 20mila abitanti, mentre a Roma siamo all’incirca a un terzo delle esigenze e nel Lazio le strutture mancanti sono almeno la metà, se si considerano anche i comuni più piccoli. Verificheremo anche la fatiscenza di queste strutture, qualora dovesse capitarci. In passato abbiamo visitato consultori che erano dentro dei container umidi e con i serpenti perché si trovavano in campagna. Forse troveremo anche questo”.
La prima ‘visita’, nel consultorio della Asl Roma B a Pietralata, e’ avvenuta in una data non casuale, all’indomani della giornata internazionale della Donna (“che spesso e’ retorica e in questo caso vuole essere un slancio vero verso i bisogni e le necessità delle donne”) e alla vigilia del voto della risoluzione Tarabella, “che in Europa proverà a dire che la libertà e l’uguaglianza passano anche per il diritto delle donne ad autodeterminarsi- ha proseguito Bonafoni- La nostra volontà e’ che il modello sociosanitario possa trovare nei consultori un’importante risposta da integrare alle case della salute e a una sanità che dagli ospedali si sposta verso il territorio e la prevenzione”.

Nonostante il decreto Zingaretti “Nel Lazio, come del resto in Italia, la legge 194 non trova piena applicazione per l’elevatissimo numero di obiettori di coscienza presenti nelle strutture sanitarie pubbliche”. Il Consiglio di Stato ha recentemente sospeso una parte di quell’atto, consentendo ancora ai medici obiettori di rifiutarsi di rilasciare il certificato per l’interruzione volontaria di gravidanza ma “non riguarda la possibilità di prescrivere contraccettivi d’urgenza. Se rifacessimo oggi in le battaglie condotte negli anni 70 per i consultori, l’aborto e il divorzio non staremmo messi così come stiamo: c’è arretratezza dal punto di vista della classe dirigente e quindi quelle conquiste vanno difese e rilanciate”.

 

di Marco Tribuzi

 

(Prosegue nel notiziario Dire in abbonamento)

 

09 marzo 2015

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