VIDEO | Forum famiglie: a Roma mamma lavoratrice e papà l’aiuta, ma mancano servizi

Ecco l’identikit delle mamme della Capitale che emerge dal sondaggio online ‘Essere mamme a Roma’
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Under 40, mediamente con due figli sotto gli 11 anni, laureate, lavoratrici non per scelta ma per necessità. È l’identikit delle mamme di Roma che emerge dal sondaggio online ‘Essere mamme a Roma’, promosso dal Forum delle Associazioni Famigliari del Lazio e presentato stamattina all’Istituto del Sacro Cuore di via Marsala in occasione dell’VIII Congresso del Forum, che ha visto anche l’elezione della nuova presidente Alessandra Balsamo, alla presenza di Emma Ciccarelli, presidente uscente del Forum Lazio Famiglie, della sociologa Elisa Manna, di Gigi De Palo, presidente del Forum Nazionale Famiglie, di monsignor Gianrico Ruzza, segretario generale del Vicariato di Roma, di Valentina Grippo, consigliera della Regione Lazio e di Sabrina Alfonsi, presidente del I Municipio di Roma.

STOP AI LUOGHI COMUNI: MAMME LAVORANO E POSSONO CONTARE SU AIUTO PAPÀ 

Al sondaggio hanno risposto oltre 1.000 mamme (1.015), la maggior parte lavoratrici (88,3%), con un lavoro dipendente a tempo indeterminato (56,7%), che dichiarano di dover lavorare per esigenze economiche (51,6%). Oltre metà di loro (51,8%) ha avuto problemi sul lavoro a causa dei figli (per permessi, malattie, visite mediche o riunioni a scuola); alta la percentuale di chi lamenta la mancanza di strumenti per la conciliazione famiglia-lavoro (come flessibilità, benefit, asilo aziendale, servizi) all’interno dei posti di lavoro (82,1%). Le mamme romane, costrette a trascorrere 2 ore al giorno in macchina con i figli (40,5%) e una per andare al lavoro (34,3%), possono godere di papà collaborativi (71,2%) che condividono il lavoro di cura per visite mediche, colloqui con gli insegnanti, accompagnamento dei figli nelle attività ludico-sportive, ma anche spesa e pulizie. I nonni restano un baluardo di welfare: il 48% delle mamme romane può contare su di loro quando è assente. Altra nota positiva, la collaborazione con gli insegnanti nell’educazione dei figli (per il 68,55%).

COSA NON VA: SERVIZI ‘NASCOSTI’ E SPAZI PUBBLICI ASSENTI

Le note dolenti riguardano i servizi sussidiari. Pur essendoci spazi pubblici per bambini nel proprio quartiere secondo il 77% delle mamme, per oltre il 48% di loro non sono adeguatamente gestiti o curati. Latitano anche servizi e sportelli di supporto alla famiglia (per il 59,6%) e se ci sono non sono adeguatamente pubblicizzati (oltre l’86% delle mamme non sa quali attività propongano). Assenti anche luoghi di confronto o mutuo aiuto (per l’85% delle mamme) e forme sperimentate di babysharing (per il 92%). Quasi all’unanimità le mamme romane dichiarano inoltre che non ci sono spazi nel quartiere di residenza per effettuare un cambio pannolino o fermarsi ad allattare (92,2%). Alla domanda su cosa abbia impedito di avere più figli, la maggior parte risponde motivi economici (31,5%), dato significativo se accostato all’inverno demografico del Paese.

LE PRIORITÀ DELLE MAMME: CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO E WELFARE 

Dalle risposte aperte del sondaggio emerge una lista di priorità che è stata consegnata alle istituzioni presenti e che sarà in futuro ancora argomento di dibattito all’interno del Forum. In cima ci sono i temi della conciliazione famiglia-lavoro, a seguire i servizi professionali (dalle baby sitter comunali al supporto psicologico), poi la sfera del welfare con gli aiuti economici anche per attività extrascolastiche, i servizi pubblici (dai trasporti alle strade più praticabili con i passeggini o più pulite, dai parchi attrezzati ai posto nei nidi, dai luoghi di aggregazione alle scuole aperte durante le vacanze o nel pomeriggio). E ancora, maggiore informazione dei servizi o delle iniziative esistenti e agevolazioni per le mamme single.

CICCARELLI: “DIAMO VOCE ALLE MAMME, ORA SAREMO PUNGOLO A ISTITUZIONI” 

“Volevamo dare voce alle mamme romane e mettere nero su bianco i tanti sfoghi che ogni giorno si leggono sui social”, ha spiegato Emma Ciccarelli, presidente uscente del Forum delle Associazioni Familiari del Lazio. “II nostro obiettivo ora è trasformare questo sondaggio in uno strumento di lavoro sia per il Forum, che continuerà a fare da pungolo alle istituzioni, sia per gli organi competenti a cui chiediamo di non lasciare sole le famiglie. Credo che per rilanciare il tema della natalità- ha sottolineato Ciccarelli- occorra cominciare ad ascoltare le donne e i loro bisogni. C’è in ballo iI nostro futuro”. Per la sociologa Elisa Manna, “la ricerca promossa dal Forum delle Famglie è interessante perché rileva un cambiamento culturale che vede molti mariti e padri collaborare nella cura dei figli. Paradossalmente, mentre di solito per i cambiamenti culturali ci vuole più tempo, in questo caso il passo più lento è quello delle politiche sociali. Molte mamme- ha concluso Manna- hanno rilevato una sostanziale solitudine nella cura dei loro figli dovuta all’assenza di servizi pubblici”.

GRIPPO: “METTERE A RETE TUTTI SERVIZI PER RENDERLI FRUIBILI”

Secondo la consigliera regionale Valentina Grippo, “il tema dell’ascolto è molto importante per capire i bisogni. Molto spesso i servizi non sono conosciuti, come istituzioni ci accorgiamo che ci sono ma arrivano solo ad alcuni, paradossalmente ai meno bisognosi perché hanno più strumenti, e a volte fatichiamo ad arrivare alle famiglie con più necessità. Come enti locali, da Regione a Comune, la prima cosa- ha rilevato Grippo- è quella di fare da connettori, da mappatori, per consentire a tutti i servizi diffusi sul territorio a prescindere da chi li eroga, dalla scuola, alla parrocchia, al Municipio, di essere messi in rete creando un portfolio completo da mettere a disposizione delle famiglie rendendoli fruibili da tutti”.

ALFONSI: “SONDAGGIO AIUTA A CAPIRE NECESSITÀ, SUSSIDIARIETÀ È FONDAMENTALE” 

La presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, ha spiegato che “un sondaggio come questo accende i riflettori su quello che viene richiesto. In parte conferma quello che stiamo facendo, in parte interroga su quello che dobbiamo fare. Per chi non ha la fortuna di essere in una famiglia con tanti parenti e si trova a vivere in una metropoli, le situazioni di sussidiarietà diventano la prima risposta e noi in 6 anni su questo aspetto abbiamo puntato tanto”.

Dai centri invernali a quelli estivi, ha sottolineato Alfonsi, “noi abbiamo le scuole aperte quando di solito sono chiuse, poi abbiamo tre ludoteche gratuite aperte tutti i pomeriggi, da quest’anno abbiamo il Centro famiglie che aiuta su problemi di coppia, di genitorialità, di assistenza per avere i sussidi, di lingua, e anche molto altro. È vero che nella metropoli c’è un grande problema di comunicazione, dovremo aiutare il privato a dare risposte di concerto con il pubblico e mettere a sistema l’intera politica di welfare”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

9 Febbraio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»