Case popolari, Comune Genova deve 4,8 milioni ad Arte

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GENOVA – Il Comune di Genova ha un debito di 4,8 milioni di euro nei confronti di Arte, la società partecipata della Regione che si occupa di edilizia pubblica. Lo ha detto l’assessore alle politiche abitative della Liguria, Marco Scajola, nel corso dell’odierna seduta di Consiglio comunale. “Questi soldi- spiega Scajola alla ‘Dire’- sono dovuti in seguito a interventi fatti negli anni passati da Arte Genova su abitazioni di competenza del Comune. Arte ha fatto bene a intervenire per senso di responsabilità umana in situazioni al limite della decenza, perché non si può dire di no a un cittadino che chiede aiuto e ha diritto di vivere in case dignitose. Ma questo debito non è più tollerabile”.

Situazione simile anche per il Comune della Spezia: in questo caso il debito è di 1,5 milioni di euro ma dovrebbe già essere pronto un accordo per il rientro. “I soldi- sostiene l’assessore regionale- devono ridare ad Arte perché non servono per pagare poltrone in pelle ma per per mettere dignitosamente a posto realtà abitative in condizioni molto difficili”.

Secondo quanto emerso da un tavolo convocato dallo stesso Scajola venerdì scorso con i direttori delle realtà provinciali di Arte (Genova, La Spezia, Savona e Imperia), la situazione più critica è quella del capoluogo ligure. “Noi faremo in modo che Arte operi nella maniera più efficiente possibile- conclude Scajola- ma ognuno deve assumersi le proprie responsabilità: il Comune di Genova non può parlare bene, accusare Arte di una cattiva gestione e razzolare male, non saldando il proprio debito con una realtà già economicamente in ginocchio per la scellerata operazione di cartolarizzazione voluta dalla precedente giunta Burlando. Questa società ha una funzione cruciale che è quella di tutelare i cittadini più deboli che vivono in case popolari“.

Di Simone D’Ambrosio , giornalista

9 Febbraio 2016
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