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Al via ‘Fabbrica’, il Costanzi forma nuovi talenti – FOTO

ROMA – L’altro cuore pulsante del Teatro dell’Opera di Roma è in piazza Bocca della verità, in un edificio con vista mozzafiato sul Circo Massimo. È qui che gli spettacoli del Costanzi prendono forma grazie ai laboratori di scenografia, spazi in cui tradizione e innovazione si incontrano e fanno dell’Opera “una di quelle forme che rappresentano l’Italia meglio di altre”. È qui che oggi 17 giovani talenti hanno fatto il loro ingresso ufficiale in ‘Fabbrica’, il nuovo programma del Teatro dell’Opera di Roma tutto dedicato alla formazione.

Un concorso internazionale ha selezionato la squadra che formerà il primo Young artist program del Costanzi, che permetterà ai vincitori di frequentare le attività multidisciplinari, compresa la realizzazione di due Opere. Ognuno avrà a disposizione una borsa di studio di 14mila euro finanziata da privati che hanno approfittato dell’Art bonus, l’incentivo fiscale per le erogazioni a favore della cultura introdotto dal ministro Dario Franceschini. Dal Mitreo che si apre nei sotterranei dell’edificio, alle sale della scenografia, dal magazzino per i costumi, alla sorprendente coloreria, fino alla terrazza sul Circo Massimo, Franceschini oggi ha visitato i Laboratori accompagnato dal sovrintendente del Teatro dell’Opera, Carlo Fuortes, che ha mostrato al ministro i segreti delle maestranze. Un percorso scandito dalle performance dei ragazzi che hanno vinto la selezione “molto dura”, a cui hanno partecipato 491 ragazze e ragazzi da 48 Paesi di tutto il mondo.

Il programma ‘Fabbrica’ è “molto innovativo per la valorizzazione di giovani talenti- ha spiegato Fuortes- perché a differenza degli altri teatri che hanno delle Accademie, noi abbiamo scelto giovani già formati e offriamo loro un post-accademia”. Il concorso, ha detto ancora il sovrintendente, ha selezionato figure di tutta la filiera, tra cui compositori, librettisti, scenografi, costumisti, cantanti e pianisti. Le attività di ‘Fabbrica’ si protrarranno per due semestri, uno nel 2016 e uno nel 2017, e si dividono in tre parti: la prima riguarderà una “immersione” quotidiana nel lavoro del Teatro, in modo da garantire “un passaggio di conoscenze, una trasfusione di know how che solo in questo modo può avvenire”, ha specificato Fuortes. Poi, la seconda parte sarà una serie di master class tenute da grandi artisti che passano per il Costanzi e che faranno capire ai ragazzi “la complessità del lavoro e la dimensione multidisciplinare”. Infine, la terza parte sarà la più creativa e permetterà ai 17 nuovi talenti di dare vita a due Opere che verranno presentate nell’ambito del Festival del teatro contemporaneo, in programma alla fine di maggio. “Sarà un lavoro molto corale”, ha detto ancora Fuortes. “L’Opera è una di quelle forme che rappresentano il Paese meglio di altre- ha concluso il sovrintendente- è importante trasmettere questo patrimonio. Abbiamo bisogno di nuova linfa e nuove idee“.

Tra i finanziatori che attraverso l’Art bonus hanno sostenuto il progetto ‘Fabbrica’, per cui “non è stato speso nemmeno un euro di soldi pubblici”, Assicurazioni di Roma (Adir), Poste italiane, Siae e anche alcuni mecenati privati che “adotteranno ognuno un talento” e pagheranno la borsa di studio”. Poste italiane “sostiene la cultura in maniera sistemica”, ha detto la presidente Luisa Todini, ricordando che “l’Opera è un simbolo e questo per Poste e’ soltanto inizio”. E con il Costanzi inizia il suo “percorso di sostegno alla cultura” anche Adir: “L’azienda è in utile e grazie all’Art bonus abbiamo voluto iniziare un percorso di sostegno all’Opera ma anche alla città. Siamo convinti che la cultura sia un asset economico del Paese”. Questo, ha detto il ministro Franceschini, “è un posto straordinario che mette insieme e fa capire che il valore della conservazione e della tradizione, ma anche l’importanza di fare un investimento sul futuro e sui giovani talenti”. Un luogo e un progetto “fortemente simbolico” per il ministro che “deve servire come punto di riferimento per altri campi della cultura. Lo Stato fa un grande investimento sulla lirica perché forse è lo strumento più importante per rendere riconoscibile l’Italia in tutto il mondo“. Ecco perché per Franceschini “è importante che l’Art bonus abbia motivato donatori, aziende e privati, per sostenere un progetto straordinario e investire sulla tradizione eccellente dell’Opera e della lirica italiane con una cosa che guarda al futuro”. Poi, Franceschini si è riferito ai 17 vincitori presenti dicendo loro che il percorso al Teatro dell’Opera “è qualcosa che vi porterete dietro tutta la vita”.

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9 febbraio 2016
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