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DIRE giovani

Diamo il meglio di noi alla Sapienza di Roma per sensibilizzare gli studenti

diamo il meglio di noiROMA – Il 2017 inizia all’insegna del dono per gli studenti della Sapienza di Roma. Artisti e sportivi si sono riuniti stamattina nell’aula magna del Rettorato nella città universitaria per aiutare il Cnt (Centro Nazionale Trapianti) e l’Aido (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, tessuti e cellule) nella campagna di sensibilizzazione al tema della donazione e del trapianto di organi Diamo il meglio di noi.

Dal gruppo di cantanti degli Zero Assoluto all’imitatore Andrea Perroni, dalla sportiva olimpionica Alessandra Patelli al blogger e attore Guglielmo Scilla, tanti gli ospiti che hanno potuto, assieme agli studenti, offrire spunti di riflessione e rivolgere domande al direttore del Cnt Alessandro Nanni Costa.

“Siamo qui per diffondere la cultura della donazione perché pensiamo che l’università sia il luogo adatto per parlare di questi temi e perché vogliamo che i giovani diventino nostri ambasciatori – afferma Nanni Costa – In base al numero di donazioni il nostro Paese si attesta al terzo posto in Europa, dopo Spagna e Francia, e si trova davanti a Regno Unito e Germania. La notizia positiva è che l’attesa per i trapianti non aumenta. Domani, ad esempio, diremo al ministero della Salute che le liste d’attesa per il trapianto del rene e del polmone sono in diminuzione”.

Diamo il meglio di noi: in crescita gli interventi di trapianto

Un segnale di incoraggiamento che descrive una trend in crescita e che, unito ai dati sulle percentuali di successo dei trapianti del policlinico Umberto I, fa ben sperare chi è in attesa di una seconda vita. “Il policlinico ha intensificato negli ultimi tempi gli interventi di trapianto, proprio nel periodo in cui sono entrato come direttore generale – dichiara il dottor Domenico Alessio-. Siamo arrivati ai 3200 trapianti d’organo, i più frequenti sono quelli di fegato e reni. I trapianti di rene e fegato sfiorano il 100% dei successi. Il policlinico- prosegue Alessio- esercita questa attività non solo nell’ambito delle proprie mura, ma estendendosi anche fuori regione, ad esempio con le convenzioni stipulate in Umbria, Basilicata e Calabria”.

Un intervento, il trapianto, che non richiede solo la presenza e la professionalità di un grande chirurgo, come sottolinea il dottor Pasquale Berlocco, ma anche il funzionamento di un’organizzazione complessa: “Un trapianto è l’opera di un team non di una persona, e ha una storia di circa 10 ore prima del suo inizio – spiega Berlocco -. Uno dei problemi più importanti da affrontare è quello dell’allocazione degli organi, che vanno assegnati a determinati pazienti in mezz’ora o un’ora. La soddisfazione più grande – conclude- è vedere il paziente riprendere a urinare o a produrre bile sul tavolo operatorio”.

Diamo il meglio di noi: musica, risate e riflessione con gli Zero Assoluto, Andrea Perroni, Alessandra Patelli e Guglielmo Scilla

Un momento informativo ma anche ricreativo per gli studenti, che hanno sorriso delle ipocondrie raccontate da Perroni e hanno cantato assieme a Thomas degli Zero Assoluto il ritornello del successo di qualche anno fa ‘Sei parte di me’, scelto dall’artista proprio per raccontare l’importanza di donare gli organi per offrire agli altri la possibilità di tornare alla vita. Una donazione che può avvenire non soltanto dando l’autorizzazione all’espianto in caso di morte, ma anche offrendo un organo o parte di esso da viventi, come nel caso della donazione del rene o di parte del fegato.

“Sono sempre di più le storie di solidarietà tra viventi, che spesso sono donazioni tra nonno e nipote, tra fratelli, tra genitori e figli. Ma crescono anche i casi di donazioni samaritane – racconta Nanni Costa-, quando qualcuno decide di donare un organo ad un perfetto sconosciuto, generando con un effetto domino delle catene di solidarietà di trapianti incrociati in modalità cross over”.

Alla base della donazione da vivente sta la libera scelta del ricevente e del donatore, che viene stabilita da una commissione di esperti composta da psicologi e medici legali, incaricati di discutere separatamente con il donatore per informarlo dei rischi, e da un magistrato, che controlla che tutto avvenga secondo norma. “In Italia il sistema dei trapianti è gratuito e gestito interamente da strutture pubbliche – continua Nanni Costa -. Tutti noi dobbiamo contrastare la cultura del turismo trapiantologico, perché dietro i donatori che vengono legalmente retribuiti per la cessione di un organo in Paesi non europei spesso si celano storie di povertà”.

Diamo il meglio di noi: la testimonianza di Alessandra Patelli

Tra i gesti di solidarietà che è possibile compiere da vivente c’è anche la donazione del midollo osseo, testimoniata dalla sportiva e studentessa di medicina Alessandra Patelli.

“Credo che gli sportivi, che sono l’emblema della salute, devono interessarsi a chi purtroppo la salute l’ha persa – dichiara Patelli a diregiovani.it – e quindi mi sono impegnata in prima linea per cercare di diffondere questo messaggio che rivolgo soprattutto ai miei coetanei, perché penso che siano i giovani a dover far partire il cambiamento”. E sul ruolo dei giovani insiste anche il rettore dell’ateneo romano Eugenio Gaudio, che sottolinea la necessità di un “cambio di mentalità” rispetto alle donazioni in Italia, cambio che spesso avviene con “un passaggio di generazioni”. “L’aumento del 12% delle donazioni e del 15% dei trapianti nell’ultimo anno ci fa ben sperare” afferma Gaudio, che aggiunge: “Nei giovani devono saldarsi l’aspetto scientifico, di preparazione e competenza, a quello umanistico, di attenzione verso gli altri” .

09 gennaio 2017

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