Emilia Romagna

L’Authority stanga l’Enel per il blackout dopo la nevicata del 2015

BOLOGNA – A distanza di quasi un anno, l’Autorità per l’energia censura Enel per il blackout del febbraio 2015, in seguito all’ondata di neve e gelo che colpì l’Emilia-Romagna. E avvia la valutazione per eventuali sanzioni.

Tra il 5 e 6 febbraio dell’anno scorso rimasero senza corrente elettrica 80.000 famiglie in tutta la regione per molte ore, alcuni anche per più giorni. Tanto che molti sindaci, come quelli della provincia di Reggio Emilia, decisero di presentare un esposto contro Enel, rivolgendosi all’Authority. Nei giorni scorsi, alla Provincia reggiana è stata notificata la delibera dell’autorità garante che, al termine di un’indagine conoscitiva svolta nell’ultimo anno, in sostanza assegna la responsabilità dell’accaduto a Enel per aver gestito male l’emergenza.

Neve Valsamoggia

Tra le altre cose, l’Authority scrive che il “Rapporto di emergenza della Direzione territoriale rete dell’Emilia-Romagna e Marche di Enel Distribuzione presenta una significativa carenza rispetto al riepilogo degli stati di emergenza” in quelle giornate. Inoltre, così come per la Lombardia, anche in Emilia-Romagna “si rileva la mancata dichiarazione dello stato di crisi, con l’aggravante che i disservizi erano più estesi, il gradiente dei clienti disalimentati nel tempo era maggiore e maggiore era il numero dei clienti contemporaneamente interrotti. Inoltre, nell’area di competenza della direzione Emilia-Romagna si sono verificati mancati funzionamenti dei sistemi di telecontrollo e dei sistemi telefonici, che sarebbero di per sé un motivo di dichiarazione dello stato di crisi”.

Per quanto riguarda il territorio reggiano, in particolare, “il monitoraggio delle interruzioni ha trasferito dati incongruenti e ha compromesso, anche dopo due giorni dall’inizio dell’evento, le possibilità di fornire informazioni alle Istituzioni in merito a Comuni, frazioni e singole vie coinvolte dal disservizio e in merito ai tempi di ripristino”.

Insomma, dalla pronuncia dell’Autorità garante per l’energia “emerge una non corretta gestione del piano delle emergenze da parte delle imprese di distribuzione dell’energia elettrica in Emilia-Romagna- riassume la Provincia di Reggio Emilia in nua nota- e la mancata, tempestiva informazione agli enti locali delle informazioni relative al numero e alla localizzazione delle utenze non alimentate, nonché ai tempi previsti di ripristino del servizio”.

L’Authority ha dunque disposto di “conferire mandato alla direzione sanzioni e impegni dell’Autorità per valutare eventuali seguiti di competenza” e ha prescritto “a Enel Distribuzione di completare il piano di gestione delle emergenze in Emilia-Romagna entro il 31 gennaio 2016”. Il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, e il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, esprimono “grande soddisfazione” per la pronuncia dell’Autorità, “che ha evidenziato il comportamento lacunoso dell’azienda di distribuzione dell’energia nella nostra provincia imponendole di migliorare il proprio sistema di risposta alle emergenze meteo”.

L’Authority ha “confermato tutte le nostre perplessità sulla della rete di distribuzione dell’energia elettrica- sottolineano Manghi e Vecchi- e in generale sulle criticità di un servizio pubblico fondamentale, in particolare dal punto di vista della comunicazione istituzionale in emergenza, circostanza che ha creato non poche difficoltà alle strutture deputate alla tutela della pubblica e privata incolumità”. La delibera dell’Authority quindi “conferma le ragioni del nostro esposto- incalzano sindaco e presidente- che ha certamente contribuito anche a far sì che le imprese distributrici erogassero in tempi brevi i rimborsi contrattualmente previsti agli utenti per il disservizio arrecato, pari a otto milioni di euro nella sola nostra provincia”. E soddisfazione “per l’operato dell’Autorità, che in tempi rapidi ha svolto un minuzioso e importante lavoro” arriva anche dal parlamentare reggiano Paolo Gandolfi, che a sua volta aveva presentato un esposto e un’interrogazione parlamentare sulla vicenda.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

9 gennaio 2016
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