Le tensioni tra Riad e Teheran contagiano anche l'Africa - DIRE.it

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Le tensioni tra Riad e Teheran contagiano anche l’Africa

ROMA  – L’esecuzione dell’influente religioso sciita Nimr Al-Nimr (insieme a un quarantina di membri o fiancheggiatori di Al-Qaeda) ha portato non solo allo sdegno internazionale per il massiccio ricorso alla pena di morte da parte di Riad, ma ha anche dato vita a una crisi internazionale tra Iran e Arabia Saudita. Si è inasprito ulteriormente il conflitto tra le due anime dell’Islam, quella sunnita, maggioritaria e sostenuta soprattutto dai sauditi, e quella sciita, minoritaria e appoggiata da Teheran.

musulmani

Una battaglia che gia’ si combatteva, ma in modo silenzioso, anche in Africa. Qui, l’Islam e’ a stragrande maggioranza sunnita.

Esistono pero’ piccolissime minoranze sciite, duramente represse. In Marocco, il Re Mohammed VI ha sempre avuto un atteggiamento durissimo nei confronti degli sciiti. Alcuni anni fa sono stati arrestati tremila fedeli sciiti e chiusi i loro centri e biblioteche. I rapporti tra Rabat e Teheran sono tesissimi.

Anche in Tunisia il Governo non e’ mai stato tenero con i 500mila sciiti che vivono nel Sud del Paese. Sotto la Presidenza di Ben Ali era proibito, pena l’arresto, esporre le immagini di Khomeini. Attualmente, se le istituzioni hanno allentato la presa, la piccola comunita’ e’ stata presa di mira dagli estremisti salafiti che hanno organizzato attacchi mirati nei loro confronti.

In Egitto vive la comunita’ piu’ grande di sciiti del Nord Africa. Sono tra uno e due milioni e costituiscono il 2-2,5% della popolazione. Sono trascurati e ghettizzati nonostante esista un editto religioso, emesso nel 1959 dall’eminente universita’ islamica di Al-Azhar, che indica gli sciiti come musulmani. Il partito salafita non riconosce la validita’ di tale editto, la colpa di questo atteggiamento e’ stata dell’ex Presidente Hosni Mubarak che affermo’ insieme a Re Hussain di Giordania, che gli sciiti arabi erano fedeli all’Iran piuttosto che ai Paesi nei quali vivono. In Egitto e nei Paesi del Maghreb, comprese anche le petro-monarchie wahabite del Golfo, esiste l’idea che gli sciiti usino la loro religione per sovvertire non solo il sunnismo, ma anche i regimi stessi. Non e’ un caso che Egitto, Marocco, Senegal e Sudan abbiano aderito in modo convinto alla coalizione organizzata dall’Arabia Saudita contro gli houti, minoranza sciita dello Yemen. A dicembre e’ infine arrivata nelle redazioni la notizia del massacro di centinaia di sciiti in un raid dell’esercito a Zaria, nel Nord della Nigeria, roccaforte del Movimento islamico (di ispirazione sciita). Il leader del gruppo, Ibrahim Zakzaky e’ stato ferito e arrestato. Un tempio e diverse case rase al suolo. Anche in Africa per la comunita’ sciita la vita non e’ semplice.

9 gennaio 2016
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