Aics con El Salvador per l’inclusività scolastica

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ROMA – “La scuola è il fulcro dell’educazione di un Paese, e noi apprezziamo molto il contributo italiano, che ha proposto un modello pedagogico di resilienza alla violenza giovanile”. Ne è convinto il presidente della Repubblica di El Salvador, Salvador Sanchez, intervenendo ieri alla cerimonia di consegna dei risultati dello studio ‘Modello di Scuola Inclusiva a tempo pieno’. Il rapporto è una iniziativa dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics), per il quale sono stati investiti quasi 4 milioni di euro. Il lavoro di ricerca sul campo è stato condotto sotto il coordinamento scientifico dell’Universita’ di Bologna, e di quello tecnico di EducAid, insieme al Ministero della Pubblica Istruzione salvadoregno, e con il fondamentale supporto di esperti nazionali. Per Sanchez si tratta di un risultato “enorme”, che contribuirà a creare una nuova generazione impegnata nello sviluppo sociale del Paese, “capace di superare l’intolleranza e la non inclusività”. El Salvador, secondo il Presidente, sta mettendo sempre di più “l’uomo al centro delle proprie politiche, nel rispetto dei diritti, della pace e dei valori democratici”. Il progetto lanciato dall’Aics nel 2009, ha coinvolto 60 scuole e formato 927 docenti e tecnici del ministero dell’educazione in tutto il Paese. Altri mille istituti sono stati raggiunti indirettamente dal piano.

el-salvador_presidente-sanchezHa poi fatto seguito anche la creazione di un Osservatorio nazionale del sistema educativo (Onse), piattaforma virtuale per la raccolta dati del lavoro delle scuole superiori questo tema. “Il risultato presentato oggi è frutto di una sinergia tra i nostri governi- ha tenuto quindi a ricordare l’ambasciatore d’Italia, Umberto Malnati-. L’educazione inclusiva è cruciale poichè offre pari opportunità a tutti gli alunni indipendentemente dalle loro condizioni”. Per il professore di Scienze nell’educazione dell’Università di Bologna, Luigi Guerra, il concetto di inclusione infatti non si riferisce “solo al tema centrale delle persone con disabilità”, bensì riguarda anche “chi ha difficoltà economiche. Solo una scuola che sa ospitare tutti- ha evidenziato ancora- sa accogliereanche persone con specificità. E anche il talento è una forma di specificità. Lungi da abbassare il livello della qualità- ha concluso Guerra- si deve far si che tutti accedano a certi livelli di competenza”. Il progetto si è composto di due parti: da un lato, la formazione pedagogica di maestri e del personale tecnico locale. Dall’altro, l’adeguamento delle infrastrutture scolastiche, abbattendo barriere architettoniche che impediscono l’accesso alle persone con disabilità. Caratteristica fondamentale di questo progetto, ha ricordato ancora il docente, “è la partecipazione dal basso, grazie alla collaborazione delle scuole locali. Ringrazio le centinaia di insegnanti di El Salvador che hanno partecipato ai nostri corsi di formazione, svegliandosi anche alle 3 del mattino. Sono stati loro a insegnarci cosa significa fare inclusione, una parola chiave in tutto il mondo della scuola moderna”, ha concluso.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

8 dicembre 2016
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