Fisioterapia, l’Aifi verso l’Ordine. Rossi: “Più qualità e tutele per i cittadini”

Il presidente Aifi: "Noi aspettavamo da tempo di entrare a far parte di questa nuova casa, di un albo e quindi di un Ordine"

Condividi l’articolo:

ROMA – Con l’entrata in vigore della legge 3/2018 sul Riordino delle professioni sanitarie “sono cambiate molte cose, a partire dall’identità del professionista, ma penso soprattutto ai cittadini che finalmente avranno la possibilità di identificarsi con un professionista che realmente è competente per trattarli“. A dirlo Gianluca Rossi, presidente dell’AIFI (Associazione Italiana Fisioterapisti) della Lombardia, che ha partecipato alla tavola rotonda sulle professioni sanitarie organizzata a Milano da ItaliaOggi.

L’appuntamento è stato l’occasione per fare il punto sul maxialbo che riunisce le 19 professioni sanitarie e le inserisce all’interno degli Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche (TSRM PSTRP).

“Noi aspettavamo da tempo di entrare a far parte di questa nuova casa, di un albo e quindi di un Ordine”, ha spiegato Rossi, aggiungendo che “il ruolo del legislatore è quello di innalzare il livello qualitativo delle competenze dando a tutti un ruolo istituzionale importante. Poi però vedi che a livello regionale vengono formate figure che entrano in zone grigie della legislatura portando avanti quelle che dovrebbero essere le tue competenze e allora ti chiedi se il legislatore vuole pensare alla migliore cura per un paziente da parte di un professionista oppure metterlo in difficoltà nell’individuare la migliore figura”.

Per questo “credo che il fisioterapista del futuro dovrà essere in grado di relazionarsi con i cittadini ma finalmente avrà un riscontro sociale e innalzare il livello qualitativo delle competenze“.

Il via alle iscrizioni al maxialbo è stato dato il primo luglio scorso. Secondo la normativa, al raggiungimento dei 50mila fisioterapisti iscritti può essere avanzata la richiesta di istituzione di un Ordine proprio. Per Rossi però è ancora troppo presto per parlarne.

“Prima di dire che arriveremo a un nostro Ordine bisogna avere oltre 50mila iscritti. Ma il punto fondamentale è capire che cosa realmente siamo e dove vogliamo arrivare“.

Infatti, “chi nasce adesso non si rende conto di quanto abbiamo subito in passato, di quanto significa avere un proprio albo che possa portare avanti le problematiche istituzionali per farci ascoltare dalla politica. Noi come Associazione Italiana Fisioterapisti abbiamo già fatto quello che tra poco sarà compito delle Commissioni d’Albo, e a quel punto la politica non potrà essere sorda ma dovrà relazionarsi. Prima però dobbiamo imparare a ‘stare tra noi’. Credo che sia fondamentale arrivare a parlare con i vari professionisti della salute e condividere le problematiche”.

“Solo a questo punto- ha concluso il presidente di AIFI Lombardia- potremo pensare alla nascita di un nostro Ordine e fare un passo successivo di cui, finora, non c’è certezza”.

Leggi anche:

8 novembre 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»