Assistenza primaria, Milanese (Osa): "Occorre ripensare il sistema"/Foto e Video - DIRE.it

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Assistenza primaria, Milanese (Osa): “Occorre ripensare il sistema”/Foto e Video

ROMA – L’ospedale “ha una sua omogeneità” ma “c’è una disuguaglianza e una disomogeneità a livello nazionale, sia in termini di posti in Rsa che in termini di assistenza domiciliare”. Quindi, “occorre ripensare il sistema”. A parlare è Giuseppe Milanese, presidente di FederazioneSanità Confcooperative e della cooperativa Osa, a margine della Conferenza nazionale sull’Assistenza primaria presso l’Aula Moscati dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

“Sul tema dell’assistenza primaria abbiamo ascoltato i modelli di Lazio e Lombardia, che in comune non hanno nulla– ha detto Milanese- Dal punto di vista dei pazienti ci poniamo una domanda, cosa fa un paziente cronico in una babele rappresentata dall’assistenza primaria in Italia?”.

Per Milanese “il Titolo V ha sicuramente aggravato la situazione– ha spiegato- ma più che altro un sistema che è andato avanti per spinte locali e imprenditoriali. Secondo noi occorre ripensare il sistema, dare all’assistenza primaria una regia unica, che consenta a livello nazionale in tutte le regioni di avere omogeneità di percorso”. Milanese ha quindi sottolineato l’importanza delle “regole, dare spazio all’autorizzazione, all’accreditamento, all’accordo contrattuale, alla libera scelta dei cittadini“. E poi, “definire i ruoli e costruire una rete di sistema di imprese“.


Giuffrida (Osa): “Siamo lontani da un’offerta necessaria per supportare anziani”

“A fronte di una offerta ospedaliera e di una offerta per gli acuti che diminuisce progressivamente, il servizio di assistenza domiciliare dovrebbe avere una offerta sempre maggiore. Dopo un incremento negli Anni 90 e 2000, la situazione si è un po’ fermata“. A parlare a margine della Conferenza nazionale sull’Assistenza primaria presso l’Aula Moscati dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Francesco Giuffrida, di FederazioneSanità Confcooperative e direttore sanitario della cooperativa Osa.

“Siamo ancora molto lontani da raggiungere gli standard di una offerta necessaria per supportare la grande quantità di pazienti anziani che oggi rimane a casa per una serie di problemi- spiega Giuffrida- per i quali non sa a chi rivolgersi. Intasa i Pronto soccorso e gli studi dei medici di medicina generale per richieste assistenziali, legati anche ad altre professioni, anche quella infermieristica”.

Per Giuffrida “i decreti emanati dalla Regione Lazio, nel luglio di quest’anno, danno una spinta a un sistema nella direzione giusta. Intanto, stabiliscono una uniformità di trattamento, non c’è più una modalità di appalto e quindi con una gara che viene bandita da ogni Asl, in funzione di determinate esigenze, alle quali si vanno ad aggiungere esigenze diverse dall’assistenza domiciliare. Si svolgeranno in un ambito anche di concorrenza tra accreditati per cui enti gestori dovranno garantire migliori qualità. Accanto a questo lavoro di classificazione dei pazienti, la stima del fabbisogno di assistenza domiciliare, che sarà erogata in singoli distretti. Si è cercato di stabilire il punto centrale di equivalenza con il quale riuscire a progettare l’assistenza domiciliare che si farà in tutta la regione”.

Motivi per pensare positivamente “sono una uniformità, le garanzie maggiori per gli assistiti, prospettive di crescita professionale per gli operatori che stanno in cornice contrattuale più stabile e anche la possibilità per le aziende di controllare meglio la gestione delle risorse economiche di cui dispongono”.


8 novembre 2017
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