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Chi è Hillary Clinton LA SCHEDA

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ROMA – Hillary Diane Rodham in Clinton è nata a Chicago nel 1947. Brillante avvocato con in tasca una laurea conseguita nella prestigiosa università di Yale, per otto anni- dal 1993 al 2001- è stata First Lady degli Stati Uniti accanto al marito Bill, nel 1999 è diventata senatrice nello stato di New York (una novità assoluta per la moglie di un presidente) e successivamente viene nominata  segretario di Stato nella prima amministrazione Obama. E’ stata la prima donna della Storia a correre per la Casa bianca.

Su Twitter @HillaryClinton

HILLARY DA GIOVANE

Soprannominata dai compagni di scuola ‘Sorella Frigorifero’, aplomb imperturbabile e curriculum da prima della classe, Hillary finisce sui giornali nazionali a soli 21 anni, quando, durante un incontro organizzato nel college femminile di Wellesley, attacca pubblicamente il senatore conservatore Edward Brooke e difende i giovani in rivolta. Il temperamento c’è e si vede. Indipendente, libera, determinata, a 24 anni, nella biblioteca di Yale, incontra il futuro marito Bill. E’ l’inizio di un sodalizio di amore e politica che durerà più di 40 anni. A 26 è lei uno dei 39 avvocati nominati dalla commissione affari giuridici della Camera per istruire il processo contro Richard Nixon (Nixon si dimetterà prima ancora che cominci il processo). A 27 si trasferisce con Bill in Arkansas, dove lui diventerà due volte governatore e lei la sua insostituibile spalla.

LO SCANDALO WHITEWATER

In Arkansas, Hillary compie alcune azioni finanziarie spregiudicate. Quella che le costerà cara è legata al cosiddetto scandalo Whitewater. Si tratta di un corposo investimento che Hillary destinò a a una società (la Whitewater, appunto), che avrebbe dovuto realizzare case per le vacanze lungo il fiume White. Non se ne fece mai nulla e si scoprì che il titolare della società era un faccendiere poco raccomandabile. Gli investimenti sparirono. E’ questo uno dei temi con cui il procuratore Ken Starr tartasserà i Clinton durante gli anni della Presidenza di Bill.

GLI ANNI ALLA CASA BIANCA

Quando Bill Clinton venne eletto, anche la First Lady si insediò alla Casa Bianca. Il suo quartier generale era l’ala Ovest, da cui si propose di coordinare una rivoluzionaria riforma sanitaria in appena cento giorni. Il tentativo fallisce e Hillary cambia ruolo. Più defilata, ma sempre attiva: inizia a interessarsi di politica estera, nel 1995 guida la delegazione statunitense alla conferenza Onu sulle donne. Sono anche gli anni degli scandali sessuali che travolgono Bill Clinton. Durante alcuni interrogatori legati allo scandalo Whitewater, emerge che il presidente degli Stati Uniti ha avuto una relazione con una stagista ventiduenne, Monica Lewinsky. Clinton rischia la destituzione per spergiuro dopo aver negato i fatti, ma questo non accade: esce indenne dal sexgate (oltre alla storia di Lewinsky, c’è anche la denuncia per molestie sessuali di Paula Jones), e chiude trionfalmente il secondo mandato da presidente. Anche grazie alla moglie Hillary, che non lo abbandona mai.

LA CANDIDATURA

Hillary Clinton è la candidata dei Democratici. Accade grazie “soprattutto al suo peso nel partito e al fatto di avere un solo concorrente, Bernie Sanders“, spiega il libro ‘Usa vs Trump’ realizzato e edito da Lookout, e nonostante “le sue défaillances in politica estera in qualità di (discutibile) segretario di Stato della prima Amministrazione Obama”. Nella corsa alla Casa Bianca, Clinton è rimasta “a lungo appannata da una lotta all’ultimo voto con Bernie Sanders, il socialista che piace al popolo dei democrats americani ben più di quanto non piaccia l’ex first lady e segretario di Stato”, scrivono ancora gli autori del libro ‘Usa vs Trump’. Clinton “paga non poco il logoramento della propria immagine, un fatto dovuto anzitutto alla sovraesposizione del suo ruolo politico, non sempre positivo. Su di lei sembrano pesare sempre più gli anni passati alla Casa Bianca a fianco del marito Bill e soprattutto quelli spesi negli altri centri di potere di Washington D.C., a cominciare dal Dipartimento di Stato, quel ministero degli esteri Usa da cui Barack Obama l’ha rimossa in favore dell’attuale segretario John Kerry a causa di “diversità di vedute” e un rapporto non felice con la famiglia dell’attuale presidente”.

LO SCANDALO DELLE MAIL

La campagna presidenziale di Hillary Clinton è stata segnata dalle accuse riguardo all’uso disinvolto delle proprie caselle mail. Di cosa si tratta? Clinton è accusata di aver salvato sul proprio computer personale documenti segreti legati ai suoi incarichi pubblici, e al contempo di aver usato la mail di Stato per scambi personali.

L’AMBIGUO RAPPORTO CON I BANCHIERI

La campagna di Hillary Clinton è stata una delle più riccamente finanziate della Storia degli Stati Uniti. Da chi? Principalmente dalle banche, a giudicare di compensi che ha ricevuto dal mondo della finanza per un ciclo di conferenze private. Solo nel 2014 e nei primi quattro mesi del 2015, Hillary Clinton ha tenuto 51 interventi non pubblici nelle sedi di banche di Wall Street e di grandi gruppi industriali, per i quali ha ricevuto compensi per un ammontare di oltre 11 milioni di dollari, riportano  i giornalisti di Lookout News.  Per tre conferenze di un’ora ciascuna tenute di fronte a funzionari e dirigenti del gruppo bancario Goldman Sachs, ad esempio, la candidata democratica “è stata compensata con l’astronomica cifra di 675mila dollari. Alla richiesta di fornire le trascrizioni dei suoi discorsi ai banchieri di Wall Street,  Clinton ha opposto finora un netto rifiuto, invocando – cosa piuttosto strana, visto che è in campagna elettorale – il suo diritto alla privacy mentre, commentando l’entità dei compensi, ha fatto spal-lucce sostenendo che nel sistema capitalista i prezzi li fa il mercato”. Secondo indiscrezioni fatte filtrare sulla stampa da persone che hanno assistito ai discorsi nella sede di Goldman Sachs, la candidata alla Casa Bianca avrebbe completamente assolto i banchieri dalle loro pesanti e provate responsabilità nella crisi finanziaria del 2008, che tanto ha impoverito il ceto medio americano, mettendo a proprio agio i suoi ricchi interlocutori con un atteggiamento definito “senz’altro più che amichevole”.

IL PROGRAMMA

Hillary presidente degli Stati Uniti. Due parole per definire il suo programma: equità e uguaglianza.

Sulle politiche migratorie, Clinton è netta: gli immigrati vanno aiutati. La sua idea è di il DACA (Deferred Action for Childhood Arrivals) e il DAPA (Deferred Ac- tion for Parental Accountability) ovvero le regole che permettono agli immigrati minori di 16 anni, a chi ha fatto ingresso illegale prima del giugno 2007 e alle famiglie che vivono negli uSA dal 2010, di restare e ottenere un permesso di lavoro e soggiorno di due o tre anni senza essere deportati. Vuole poi promuovere la chiusura dei centri di detenzione per immigrati e sostenere l’integrazione sociale.

La Sanità secondo Hillary Clinton deve proteggere innanzitutto i sistemi assicurativi Medicare e Social Security, puntando anche all’estensione di alcune tutele previste (es.: prezzi più bassi per la prescrizione di farmaci per gli anziani che ricevono Medicare) e in generale promuovendo politiche di inclusione.

Crescita forte, equa e a lungo termine e la parole d’ordine per l’economia.

Clinton è favorevole a uno stringente controllo su chi vuole acquistare armi e regolamentare più severamente il settore.

A cura di Antonella Salini

In collaborazione con Lookout News

8 novembre 2016
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