San Marino

Intervista a Severino Bollini

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Nome: Severino

Cognome: Bollini

Luogo e 30 ottobre 1950: Maiolo (RN)

Professione: Pensionato

Residenza a San Marino: ottobre 2016

Domicilio a San Marino: ottobre 2016

Eventuale/i altra/e cittadinanza/e: no

Partito: Ps

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

L’ultima legislatura ha dovuto affrontare un tema molto caldo con l’Italia, l’uscita di San Marino dalla black list, che dal 2008 ha creato tanti guai all’economia sammarinese con la fuga di tante aziende che operavano a San Marino. Il Governo ha ben affrontato e superato il problema con l’Italia, ma poi, non ha saputo creare le condizioni affinché nuove aziende venissero a investire nel nostro Paese.

La carenza di liquidità è stata affrontata nel 2013 con una patrimoniale e aumentando le imposte ai lavoratori, una soluzione che tutti sanno fare ma che non piace ai cittadini.

Il tema UE è stato affrontato ma è ancora in alto mare. San Marino ha urgente bisogno di allargare i propri orizzonti commerciali oltre i propri confini nella vasta Europa, se vuole che l’economia del Paese cresca.

Il 90% degli introiti dello Stato viene utilizzato per la spesa corrente e solo il 10% per le infrastrutture. C’è uno spreco di denaro che va recuperato; inoltre per ridurre il debito pubblico bisogna contenere la spesa e non aumentare le tasse.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Ho letto sui giornali che la disoccupazione a San Marino è calata portandosi al 6%, il nuovo Governo deve continuare a impegnarsi affinché questo ciclo virtuoso continui nel futuro.

Le trattative con l’Unione Europea devono continuare in modo più spedito possibile e concretizzarsi in una forma di aggregazione che porti vantaggi al nostro Paese.

La spesa pubblica deve contrarsi nella parte corrente in modo da diminuire il debito, deve prevedere investimenti mirati per infrastrutture che producano sviluppo economico; in particolare si deve incentivare un turismo più stanziale piuttosto che mordi e fuggi.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Io non ho alcuna aspirazione a cariche Istituzionali, ho solo tanta esperienza che ho maturato in tanti anni di lavoro nel campo amministrativo e commerciale. Ho girato per l’intero globo a cercare partners commerciali e nicchie di mercato per le Aziende dove ho collaborato con soddisfazione e riconoscimenti. Ora sono a riposo e desidero mettere a disposizione del mio Paese il bagaglio culturale e professionale che ho acquisito.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Innanzitutto credo che sia sbagliato indire referendum per chiedere ai cittadini se sono d’accordo che un’azienda apra un attività nel nostro Paese, come è avvenuto nel recente caso del polo del lusso. Così facendo si mostra solo ostilità verso l’investitore estero e si dà l’impressione che gli stranieri non sono graditi da noi. Le aziende estere che desiderano investire nel nostro Paese devono poter godere della fiducia delle nostre Istituzioni in modo aperto e trasparente, e operare in un contesto di regole certe e trasparenti. Soprattutto non devono esserci interferenze con il politico di turno.

Le start up con nuove idee devono poter contare su incentivi governativi, le nuove tecnologie come la banda larga nelle telecomunicazioni sono progetti innovativi che San Marino deve fare propri.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

Io sono sempre stato un convinto europeista, ma l’Europa che mi appare oggi è diversa da quella che avevo immaginato e auspicato, servirebbe molto più spazio per descrivere le correzioni che si dovrebbero fare. Malgrado ciò, sono convinto che San Marino debba far parte dell’Europa attraverso l’accordo di associazione, perché San Marino si trova in Europa.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Mi fa piacere ricordare due grandi personaggi, Remy Giacomini e Giordano Bruno Reffi, due politici che meritano di essere ricordati come due fari che illuminano il cammino sul quale le nostre generazione dovrebbero muoversi.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Nutro grande stima per Barack Obama, Angela Merkel e Matteo Renzi perché vedo in loro energia e volontà nel voler creare condizioni di vita migliore per i cittadini.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Ho fatto tante esperienze di lavoro. Ho iniziato a lavorare in albergo come cameriere e ho lasciato questo settore dopo 12 anni come direttore; ho lavorato 16 anni come segretario amministrativo in una grande azienda internazionale, poi altri dieci anni come contabile in un’azienda che produce articoli per la nautica da diporto e per finire, altri 10 anni come consulente commerciale. Parlo correntemente il tedesco, l’inglese, il francese e lo spagnolo. Sono stato presidente della comunità sammarinese di Ravenna per 25 anni, vice console per 4 anni e infine Ambasciatore della Repubblica di San Marino presso la Repubblica slovacca per 9 anni.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Orgoglioso del mio Paese lo sono sempre stato, ma il momento più intenso l’ho vissuto quando il Governo sammarinese costituì le Comunità sammarinesi all’estero.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Il rispetto, l’onestà e il piacere di sentirsi utile agli altri.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

L’aspirazione c’è sempre stata, ora in questa particolare situazione mi rendo conto che ci sono le condizioni affinché mi metta al servizio del mio Paese.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Nella mia vita ho amato tanto il mio lavoro, poi la mia famiglia e infine lo sport, tutto.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

Le mie esperienze le ho elencate, l’entusiasmo è alle stelle. Ho lasciato l’incarico da Ambasciatore per seguire questo percorso. L’elettore che vorrà darmi la sua preferenza sicuramente sa di dare un consenso ad una persona onesta, integerrima, dedita ad ascoltare i problemi della gente, pronta ad aiutare chi ha bisogno nel limite delle proprie facoltà e possibilità, insomma, una persona che non ha mire personali ma solo il Paese prima di tutto.

8 novembre 2016
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