Intervista a Mattia Guidi

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Nome: Mattia

Cognome: Guidi

Luogo e data di nascita: Borgo Maggiore, 6 marzo 1987

Professione: Impiegato, Responsabile Ufficio Acquisti

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Eventuale/i altra/e cittadinanza/e: italiana da pochi anni

Partito: C10

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

La maggioranza ed il governo che hanno gestito l’ultima legislatura hanno dimostrato di non avere un progetto a lungo termine per San Marino, si sono limitati a gestire il contingente e a rincorrere i ritardi cronici che il nostro Paese ha maturato negli ultimi 20-30 anni.

Hanno dimostrato ancora una volta di non avere unità di intenti, con Segreterie di Stato che lavoravano a compartimenti stagni spesso per il raggiungimento di obiettivi diversi e contrastanti.

Si è aperta la strada del debito nonostante il bilancio dello Stato non sia ancora in sicurezza e sono stati ridotti gli investimenti.

Anche l’emergenza in cui versa il sistema previdenziale è stata sottovalutata, anche in questo caso le responsabilità politiche sono evidenti e ricadono completamente sugli ultimi due Segretari di Stato Podeschi e Mussoni dimostratisi incapaci di risolvere la situazione.

Potrei continuare a lungo ma credo che gli esempi siano chiari. Urge una forte discontinuità politica rispetto all’egemonia democristiana-socialista che non ha prodotto risultati positivi nei decenni di loro governo.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

In primis formulare un “pacchetto competitività” che miri ad un rilancio del sistema economico; dobbiamo creare l’humus adatto alla nascita e alla crescita delle imprese che operano ed opereranno nel nostro territorio, definendo strumenti che possono essere utili anche a sostenere le imprese che già vivono e lavorano nel territorio sammarinese. In questo pacchetto non potranno mancare due passaggi importanti: 1) la residenza a chi investe; 2) lo Sportello Unico per le Imprese, un unico tramite, anche online, tra la Pubblica Amministrazione e gli operatori economici, in modo da evitare rimbalzi da un ufficio all’altro, oltre all’ inutile continua produzione di documenti già disponibili presso la PA.

Il secondo intervento riguarda il mondo del lavoro. Bisogna intervenire sugli incentivi all’assunzione tramutandoli in incentivi che premiano le aziende che credono ed investono nel lavoratore. Oggi abbiamo incentivi altissimi inizialmente ma che diventano effimeri nel tempo, noi crediamo sia necessario ribaltare questa prospettiva e definire incentivi che aumentano negli anni.

Il terzo intervento urgente è quello che deve mirare a fare chiarezza su due questioni che si trascinano da molto tempo: i crediti monofase dei quali deve rientrare lo Stato e il credito d’imposta di cui stanno beneficiando le banche.

In merito alla prima situazione, dobbiamo mettere in campo “azioni di responsabilità” verso gli amministratori delle società che hanno lasciato debiti monofase nei confronti dello stato e che non stanno versando nemmeno un euro, con piani di rientro concordati. La questione del credito d’imposta, invece, va trattata con la massima attenzione. In questo senso proponiamo di effettuare una ricognizione totale dell’esposizione effettiva dell’amministrazione pubblica verso il sistema bancario e di nominare figure esperte di garanzia per lo Stato onde evitare abusi ed aumenti ingiustificati dei crediti d’imposta concessi.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Sono fermamente convinto che le priorità individuate con il Movimento Civico10 siano fondamentali per il futuro del nostro Paese. A queste aggiungerei alcuni elementi attuabili nel medio termine che attengono alla protezione del nostro Paese da fenomeni malavitosi. Il tema mi interessa in ragione del fatto che mi sono sempre documentato sul fenomeno, tanto da organizzare nel giugno 2010 una serata pubblica proprio su una strage di mafia.

Non di meno sono interessato alla tutela e alla valorizzazione, anche turistica, del nostro territorio e delle zone di maggiore biodiversità riqualificando e migliorando le nostre bellezze naturali, prevedendo anche aree protette. Questa passione è nata da bambino quando, coi miei genitori, percorrevo i nostri bellissimi sentieri scorgendo paesaggi meravigliosi, scattando fotografie.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

In prima battuta dobbiamo dare lavoro a tutti, con limiti ben chiari su consumo del territorio e sulla tutela dell’ambiente.

L’economia che dobbiamo progettare è quella a lungo periodo, dando una prospettiva al Paese. Per fare ciò, oltre a puntare allo sviluppo generale dell’economia esistente, favorendo l’insediamento di nuove attività produttive (beni e servizi), dobbiamo reinterpretare il turismo e valorizzare in primis il nostro magnifico Centro Storico. Dobbiamo portare il passato nel presente coniugando il turismo con la storia, il territorio e l’artigianato, costruendo una nostra specifica identità turistica.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

Partirei dal presupposto geografico inconfutabile che vede San Marino fisicamente in Europa. L’economia, la cultura, l’istruzione, la socialità, l’identità, ci impediscono di restare isolati dal continente e quindi dalla sua istituzione più rappresentativa che è l’Unione Europea.

Credo che il progetto di integrazione con l’Unione Europea debba proseguire e vederci quale parte attiva e propositiva, non attendista e remissiva come ha voluto la Democrazia Cristiana fino ad oggi. L’obiettivo credo debba essere la sottoscrizione di un accordo che ci permetta di entrare nel mercato unico europeo, inserendo clausole di salvaguardia, anche permanenti, sulle tematiche più sensibili per il nostro Paese.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Sono un cittadino comune che ha sempre visto la politica come servizio verso il Paese e come un dovere di ogni cittadino. Fare politica non significa candidarsi alle elezioni o ricoprire ruoli importanti ma riguarda ogni gesto quotidiano che miri a migliorare il proprio Paese: una critica costruttiva, una proposta o un pensiero che riguardi qualsiasi aspetto dello Stato.

Questo per dire che non ho nessuna figura politica di riferimento, né sammarinese, né internazionale.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Più o meno potrei rispondere come alla domanda precedente.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

L’associazionismo e il lavoro di squadra possono essere due esperienze che aiutano a maturare quello spirito necessario ad affrontare i problemi che la politica deve risolvere quotidianamente per permettere al Paese un presente ed un futuro prospero. L’associazionismo aiuta nella mediazione politica, infatti anche le associazioni si occupano di “politiche” particolari, ciascuno nel proprio ambito e settore, che necessitano di discussione e confronto.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Ogni giorno mi sento orgoglioso di questo “miracolo” storico, politico, sociale e culturale che è San Marino. Succede di non essere fieri dei propri concittadini o di chi non è stato in grado di costruire una barriera nei confronti della criminalità, dell’economia grigia se non nera, di tutta una serie di fenomeni che non farebbero piacere a nessuno in casa propria.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Sono un sognatore concreto, ho idee chiare con un’impostazione pragmatica della loro attuazione. Quando emerge la necessità di “fare” non mi tiro indietro e non mi fermo fino a quando il risultato non è stato raggiunto. Anche la mia innata curiosità contribuisce e, assieme alla passione, sono aspetti importanti per la riuscita di un progetto politico concreto.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Probabilmente ci sono nato. Sono sempre stato un “curiosone” e lo sono diventato presto anche nei confronti del Paese: mi sono sempre chiesto come funzionassero i processi istituzionali, come e dove venissero prese le decisioni, come maturano le scelte politiche. Una domanda che ho abbastanza chiara nella memoria fu: “dove prendiamo l’acqua a San Marino?”, al tempo avevo una decina di anni e quindi la domanda la rivolsi a mio babbo.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Sono stato membro attivo in diverse associazioni, ne ho fondata una nel 2009 con altri amici, ho vissuto un’esperienza che reputo molto importante per la mia vita, in uno dei disastri “naturali” che sono accaduti in Italia. Mi piace molto la pallavolo che patico da amatore, purtroppo non con molta costanza a causa di vari impegni. Da poco sono un motociclista a tutto tondo, faccio bei viaggi alla scoperta della penisola italiana ed è un modo di viaggiare molto appagante, il contatto con l’ambiente lo senti in modo intenso.

Da queste ed altre piccole cose si può imparare molto: prendere l’iniziativa, giocare in squadra senza mai lasciare tutto il peso agli altri, organizzare i propri impegni e quelli degli altri, pensare ed attuare progetti a lungo termine, essere disposti a “soffrire” un po’ per arrivare all’obbiettivo e tutta una serie di comportamenti sociali e civici che possono aiutare in ogni momento.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

La mia visione del fare politica è quella di un comune cittadino che si interessa al proprio paese e crede che l’impegno individuale di ogni persona possa veramente fare la differenza. Penso che la partecipazione della cittadinanza alla vita pubblica, in qualsiasi forma, sia molto importante. Questo concetto parte dal presupposto che per fare qualcosa di utile occorre prima essere in grado di mettere in dubbio e domandarsi il motivo dello status quo. La curiosità di conoscere i fenomeni, i processi, le regole, che governano il nostro modo di vivere è fondamentale per poter intervenire e riordinare gli stessi.

In merito a competenze posso dire che negli anni ho studiato ed approfondito scienze politiche, teoria dei sistemi elettorali, diritto internazionale, storia contemporanea, sociologia ambientale e del territorio, e alcune altre tematiche legate a quello che comunemente chiamiamo “fare politica”.

Le motivazioni sono legate, probabilmente, alla mia innata curiosità come ho specificato pocanzi.

8 Nov 2016
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