Legge di Bilancio, Giro: “Fiducioso di riavere i fondi per la cooperazione”

ROMA  – “Chi conosce la macchina amministrativa sa che cose del genere accadono continuamente: il testo della Legge di Bilancio è una giungla, difficile capire cosa nascondano i titoli dei diversi capitoli. Ma noi ci stiamo battendo per riottenere i fondi persi”. Non nasconde il proprio disappunto il viceministro agli Affari esteri Mario Giro, interpellato dall’agenzia Dire a proposito del blocco dei fondi alla Cooperazione nell’ambito della Legge di Bilancio.

Il viceministro non trova “alcuna giustificazione” a queste decurtazioni, che spera “di recuperare almeno in parte”, né ritiene giusto il taglio ai 36 milioni per la Cooperazione: “Io contesto il fatto che si mettano a garanzia sempre e soltanto i fondi della Cooperazione. Quest’ultima viene colpita in modo particolare rispetto ad altre ‘voci’ del ministero degli Esteri, quando invece andrebbe tenuta separata”. Giro ricorda quindi che con la riforma della Legge 125 “è stata fatta una riforma, che prevede anche la creazione di una nuova identità apposita – l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) – pertanto non si capisce perché si sia scelto in questo modo”.

Questi tagli da parte della Ragioneria metteranno a rischio i programmi del 2017? “Essendo stati ‘conservativi’ nelle scelte- risponde il viceministro agli Affari esteri Mario Giro- non sarà interrotto nessun programma per il prossimo anno”. D’altro canto, “sono fiducioso di recuperare quei fondi nel corso dell’anno. Ne ho già parlato con il premier Matteo Renzi, al quale ho fatto anche presente che attendiamo da più di un anno il concorso per assumere nuovi esperti: abbiamo pianificato una macchina fatta di tanti progetti, ma dobbiamo anche trovare le persone adatte che la facciano funzionare”. Riguardo al fatto che il taglio possa giustificarsi con la recente crisi dei terremotati, che potrebbe richiedere risorse aggiuntive, Giro dice: “il taglio ai 36 milioni non può riguardare l’emergenza in Centro Italia perché è una questione interna al ministero. Si tagliano invece i fondi per i Paesi più poveri, che non possono protestare. Forse il Fondo La Pergola potrebbe rientrare nel sostegno alle aree colpite dal terremoto, e certamente riconosco che è una priorità. Ma è ancora tutto da verificare”.

8 novembre 2016
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