San Marino

Intervista ad Elena Tonnini

elena_tonnini_rete_smNome: Elena

Cognome: Tonnini

Luogo e data di nascita: San Marino, 2 gennaio 1979

Professione: impiegata

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Partito: Rete

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

E’ mancato l’indirizzo politico: i Segretari hanno agito a tentoni inseguendo di volta in volta le emergenze contingenti senza avere obiettivi a medio termine, senza una direzione di sistema per il paese e senza valutare gli impatti di singole scelte spesso contraddittorie tra loro e a volte tese ad assecondare interessi di privati o gruppo di potere piuttosto che il bene del paese.

Hanno funzionato bene gli strumenti di democrazia diretta, quali i referendum. Un governo che però non applica il volere dei cittadini, è un governo che va cambiato.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Come programma di governo ci sono delle premesse indispensabili a qualsiasi azione: 1) far emergere i dati nei vari settori; 2) togliere tutti quei poteri che il Congresso di Stato si è autoconferito negli anni causando clientele, discrezionalità, mancanza di regole certe, corruzione; 3)eliminare gli sprechi e privilegi esistenti. Fatto ciò, sarà possibile procedere in vari settori.

Avviare un nuovo modello di sviluppo (vedi risposta alla domanda 4), e rispristinare il ruolo del sistema bancario nell’emissione del credito ad imprese e famiglie.

Politiche redistributive per rendere più equi e trasparenti gli strumenti di protezione sociale ed il welfare, evitando politiche di austerity in questo momento di crisi.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Non si può né si deve pretendere di essere preparati su tutto. Credo che il ruolo dei politici debba essere quello di indirizzare, e confrontarsi con le competenze di tecnici che, sulla base degli indirizzi forniti, aiutino a trovarvi realizzazione. Questa distinzione serve ad evitare che la politica diventi solo una fredda applicazione ragionieristica. Per attitudine, sono affascinata e mi piace restare aggiornata e confrontarmi su tutto ciò che riguarda il rapporto tra il territorio e la qualità della vita (rifiuti, sanità, gestione del territorio ecc..).

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Non possiamo piu permetterci un unico settore trainante: occorre diversificare e

a)investire in infrastrutture capaci di creare occupazione e migliorare la nostra competitività e credibilità (rete in fibra ottica pubblica, sdoppiamento della rete fognaria, riqualificazione degli edifici ecc..)

b)puntare su settori strategici e compatibili col territorio, che puntino al risparmio e non al dispendio inutile delle nostre risorse, capaci di creare occupazione nell’immediato e formazione delle competenze future.

c)settori sperimentali affinché San Marino, grazie alla propria statualità e neutralità (valori unici nel panorama internazionale) possa diventare un punto di riferimento sia per l’immediato circondario che a livello internazionale.

Non dobbiamo rinunciare a regole certe (stop al potere concessorio del Congresso) ed all’autonomia di scelte strategiche per il nostro Stato.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

Dopo il referendum che ha scongiurato l’adesione di san marino all’UE, l’impressione è che l’accordo in corso per una maggiore integrazione sia stato delegato a tecnici senza alcun tipo di indirizzo politico. San Marino, per poter superare i limiti esistenti negli scambi sulle merci e culturali, deve recepire le norme sulla trasparenza e l’anticorruzione. Deve pretendere però autonomia nelle scelte in campo energetico, monetario, sanitario, agroalimentare, per non perdere quelle leve di sovranità di cui può beneficiare la nostra economia.

6)Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Come figure politiche ispiratrici di ideali e valori posso solo riferirmi al passato. Mi affascina la figura di Pietro Franciosi, promotore dell’Arengo del 1906 e della fine del potere oligarchico. Credo che i valori che hanno portato allora a quella svolta dovrebbero essere oggi rinvigoriti dal momento che, evidentemente, la loro continuità non è affatto qualcosa da dare per scontata nel tempo. Questo ruolo spetta alla cittadinanza, alla politica il dovere di coinvolgerla.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Nello scenario internazionale attuale, c’è un movimento che mi incuriosisce, perché si colloca al di fuori degli schemi politici esistenti. É il movimento DIEM di cui si è fatto portavoce Yanis Varoufakis (ex ministro alle finanze Greco dimessosi a seguito del Referendum che ha visto i greci votare contro la Troika) assieme a ex ministri e rappresentanti di diversi paesi europei, che a febbraio 2016 ha presentato un proprio manifesto. Non posso parlare di stima, anche perché occorre vedere come si muoverà il movimento. Sono incuriosita dalla proposta di un’alternativa “europea” che contrasti austerità e svendita della sovranità degli Stati (moneta e finanza, condizioni lavorative e ambiente) ma anche l’aumento del populismo e del razzismo in europa e, come vediamo, anche a San Marino.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Credo che tali esperienze siano non solo propedeutiche ad un mandato politico, ma anche conseguenti. Intendo dire che sono fondamentali per la consapevolezza degli impatti sul contesto reale delle scelte politiche. Per questo, fino a quando avremo un parlamento privo di una adeguata rappresentanza di tutte le categorie, difficilmente potremo avere politiche eque per quei settori. Personalmente mi hanno arricchito le attività svolta nel sociale, nell’associazionismo, nell’imprenditoria di una piccola attività gestita per qualche tempo in centro storico.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

La forza politica a cui appartengo mi ha fornito l’opportunità di contribuire all’avvio di un progetto concreto, partito da RETE ma che ora cammina con le proprie gambe grazie alla collaborazione tra competenze sammarinesi ed internazionali. Si tratta della Fondazione Banca della Vita, che, se ben curata, rappresenta solo una delle tante potenzialità, in questo caso in campo agroalimentare, della statualità della nostra Repubblica in progetti sperimentali virtuosi capaci, anche attraverso leggi di iniziativa popolare presentate in Consiglio, di attirare l’attenzione internazionale. Se ciò è partito da una forza di minoranza, figuriamoci le potenzialità in caso di governo.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Questa domanda è abbastanza autoreferenziale. Posso dire che RETE, nel suo insieme, è una forza che in questi 4 anni si è distinta per essere propositiva con quegli interlocutori volenterosi di costruire un dialogo, capace di saper distinguere il limite tra la collaborazione (cioè un percorso tra realtà diverse che arricchisce tutti) ed il compromesso (il risultato di concessioni al ribasso), volenterosa di impegnare impegno, onestà, determinazione. Molto impegno RETE lo dedica alla formazione: essendo il ricambio uno dei punti previsti dallo statuto interno, esiste una forte spinta nella partecipazione al progetto. In più è pieno di facce pulite, cosa non da poco!

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

RETE è nata inizialmente dall’unione di alcune associazioni. Quando ci si è resi conto che le problematiche di diverse associazioni erano uguali e comuni, ci si è resi conto che, al di là delle solite lamentele, l’obiettivo doveva partire da un impegno di tipo diverso. La scelta pertanto è partita da un ragionamento di gruppo, per poi essere sposata da sempre più persone.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Ogni passione che si rispetti necessita di tempo e dedizione. Pertanto le passioni sono determinanti perché insegnano a gestire il proprio tempo, all’impegno costante nelle cose, a non delegare ad altri le proprie responsabilità. Insegnano anche che non esiste sacrificio, semmai investimento che è sempre un arricchimento (per se stessi, per la propria famiglia o per gli altri). La politica è una di queste passioni. Oltre a questa, mi piace leggere, camminare, lavorare con le mani. I miei genitori mi hanno trasmesso la passione per l’artigianato, per la coltivazione, il piacere della compagnia di numerosi animali.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

Credo che la domanda contenga già la risposta. Credo cioè che sia giusto che, al di la delle parole spese, siano le azioni e le scelte che facciamo a dire chi siamo. In RETE è pieno di ragazzi pronti a mettere il proprio entusiasmo ed impegno al servizio del paese, l’alternativa c’è, è ora di coglierla.

8 novembre 2016
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