Berlusconi a Bologna: "Renzi un Duce, Grillo è come Hitler". La piazza: "Leccaculo" - DIRE.it

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Berlusconi a Bologna: “Renzi un Duce, Grillo è come Hitler”. La piazza: “Leccaculo”

BOLOGNA –  Silvio Berlusconi sale sul palco in piazza Maggiore, a Bologna, durante la manifestazione organizzata dalla lega di Matteo Salvini. Un intervento lungo, che dura di più di quello del padrone di casa. Ecco come è andata. 

“E’ un bellissimo spettacolo, da qui io devo dire che sono abbastanza commosso perché ritorno davanti alla nostra gente in una piazza cosi’ affollata dopo tre anni assenza tre lunghi anni dove sono stato impedito di comunicare, dove mi hanno consegnato ai servizi sociali dove con degli strumenti che non sono quelli della della democrazia hanno tolto di mezzo uno dei leader dell’Italia moderati del centrodestra”. Dice così il leader Fi, Silvio Berlusconi, parlando da Bologna. “Sono felice oggi- aggiunge- di essere qui con gli amici degli ultimi 20 anni della Lega: Maroni, Zaia, Calderoli, Bossi a cui sono molto affezionato e che è una persona di un coraggio straordinario, che è veramente con questo suo coraggio di esempio per tutti noi”.

GRILLO COME HITLER E I 5STELLE UNA BANDA DI BALORDI – Il pensiero di Beppe Grillo paragonato “al signor Hitler” e i Cinque stelle a “una banda di balordi” a cui “non consegnare il Paese. Sarebbe un tragedia”, dice Silvio Berlusconi dalla piazza di Bologna. “Tutti i sondaggi ci dicono che vincerebbero al ballottaggio”, spiega.

RENZI UN DUCE CHE VUOLE INSTAURARE REGIME – Sono lontani i tempi del Patto del Nazareno. Oggi Matteo Renzi viene evocato da Silvio Berlusconi sul palco di Bologna come ‘questo signore’ e in breve diventa ‘un duce’ che vuole instaurare un vero e proprio ‘regime’. Dal palco di Bologna Berlusconi dice che “questo signore, mai eletto, governa il Paese con un voto del suo partito ma soprattutto cambia in suo favore la legge elettorale e ha l’ardire addirittura di cambiare la costituzione costruendo un sistema dove ci sara’ un’unica camera a fare le leggi, un solo partito che avra’ il 55 per cento della Camera, e ci sara’ un solo partito che avra’ un solo duce e sara’ questo signore mai eletto. E’ un pericolo grave perche’ sappiamo tutti che oggi non siamo piu’ vera democrazia, ma quello- dice Berlusconi- sara’ un regime”.

meloni_berlusconi_salvini

BERLUSCONI AMMETTE SORPASSO: “SALVINI AL 26,7%, IO 25” –  -“Oggi Renzi e’ sceso di dieci punti. E’ al 30,5 per cento nei sondaggi. Matteo Salvini e’ al 26,7%, Giorgia Meloni e’ addiruttura al 16 per cento. E miracolosamente Silvio Berlusconi dopo tre anni di assenza e’ ancora al 25 per cento”.

“Sono qui anche per dire ai miei compagni un bravo assoluto. Bravissima Giorgia Meloni scatenata, inarrestabile, convincente; e bravo naturalmente Matteo Salvini che ha portato la Lega dal 4 per cento al piu’ del 14 per cento. Complimenti, congratulazioni vivissime ed è quello che consente a noi del centrodestra di guardare al futuro con ottimismo, consapevoli che con questa ritrovata unità, restando insieme e combattendo insime vinceremo le prossime elezioni perchè con Matteo, con Giorgia e con Silvio non ce ne sarà piu’ per nessuno”. Lo dice Silvio Berlusconi dal palco di Bologna. Fdi, sottolinea, è passata dal “2 al 4 per cento. La loro crescita adesso da’ la garanzia con il ritorno di Silvio in campo alla guida di Forza Italia di superare tutti insieme il 40 per cento e di vincere le prossime elezioni conquistando il premio di maggioranza in Parlamento”.

BERLUSCONI FISCHIATO IN PIAZZA, MANIFESTANTI: ‘MATTEO, MATTEO’ – E dalla piazza di Bologna arrivano fischi per Silvio Berlusconi. Capita quando il leader di Forza Italia prolunga il suo intervento, che precede quello di Matteo Salvini. Quando Berlusconi chiede alla piazza di rispondere si’ alle sue parole, dai presenti arrivano anche molti fischi. Quindi la piazza urla: “Matteo, Matteo”.

E DALLA PIAZZA LEGHISTA ANCHE L’INSULTO A BERLUSCONI: LECCACULO – Silvio Berlusconi sale sul palco a Bologna ma trova una piazza Maggiore se non ostile, quantomeno insofferente. La prima acclamazione (“Silvio, Silvio”) è solo una fiammata iniziale. Subito dopo, e man mano che Berlusconi pronuncia il suo discorso, la folla si divide in due tifoserie: da un lato, alla sinistra guardando il palco, c’è lo zoccolo duro che ogni tanto si fa sentire per sostenere Berlusconi. Ma presto rimane in minoranza. Sul lato destro, invece, monta la contestazione animata in particolare dai Giovani Padani. Molti fischiano Berlusconi, soprattutto quando prolunga il suo discorso, e invocano Salvini. Altri arrivano a insultarlo apostrofandolo come “leccaculo” quando loda il leader leghista e Giorgia Meloni, parlando dell’aumento dei consensi di Lega nord e Fratelli d’Italia. L’impressione è che il popolo leghista non voglia più avere nulla a che fare con Berlusconi, che a sua volta non scalda una platea sempre più impaziente, man mano che scorrono i minuti, di vedere Salvini sul palco e sentire il suo discorso.

Nella foto, una bandiera leghista di qualche tempo fa…

striscione lega berlusconi

8 novembre 2015
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