All’ambientalista del film di Di Caprio il Bologna award

BOLOGNA – E’ stata tra i protagonisti del documentario prodotto nel 2016 da Leonardo Di Caprio sui cambiamenti climatici, ‘Before the flood‘. Sunita Narain, l’ambientalista indiana direttore del Cse, il Centro Scienza e ambiente di New Delhi, inserita dalla rivista Time nell’elenco delle 100 persone più influenti del mondo, è la vincitrice della terza edizione del Bologna Award, il concorso ideato dalla Fondazione Fico assieme al Caab per premiare personalità di calibro internazionale che si siano impegnate nella promozione dell’agricoltura sostenibile.

Photo by Ramesh Pathania

La giuria le ha assegnato all’unanimità il riconoscimento “per aver individuato nel cibo l’elemento strategico dello sviluppo sostenibile e per le innovative ricerche sul tema portate avanti in questi anni attraverso il centro Scienza e ambiente”. L’attivista sarà in città per ritirare il premio solo a fine novembre, ma interverrà in collegamento alla cerimonia di premiazione (domenica 14 ottobre alle 18.30 nell’arena centrale di Fico) che chiuderà il secondo giorno del Bologna Award Festival, una quattro giorni di appuntamenti, dal 13 al 16 ottobre, per riflette, assieme ad esperti e addetti ai lavori, sui temi della ricerca scientifica e tecnologica in tema di sostenibilità agroalimentare, e sulla diffusione dell’educazione alimentare.

Assieme a Narain, verranno premiati con una menzione di onore gli studenti Dévelo, associazione della Facoltà di Agraria dell’Università di Milano per un progetto di “agro-ecologia” che ha formato gli agricoltori di Haiti addestrandoli nella prevenzione della contaminazione da aflatossine, funghi altamente cancerogeni che aggrediscono il mais e altri alimenti. Il premio è organizzato con il sostegno della Camera di commercio e la collaborazione di Città metropolitana, Comune di Bologna, Regione Emilia Romagna, Bologna Welcome.

Il premio ‘City of Food Master’

Il titolo di City of Food Master andrà, invece, Joseph Puglisi, docente e ricercatore di Stanford, autore di studi sulle proteine vegetali che hanno portato al brevetto della ‘carne vegana’, agli chef Antonia Klugmann e Filippo La Mantia, al programma radiofonico Caterpillar, a Giovanni Delù, il giovane piemontese diventato l’orticoltore più famoso di Francia per il lavoro nei giardini di Versailles, dove cura in team il ‘Potager de la Reine’, 8.000 metri quadrati del giardino della reggia che riforniscono fra le altre la cucina stellatissima di Alain Ducasse.

Un riconoscimento anche per Nick Difino

Premiato anche Nick Difino, food performer, autore e protagonista del docufilm “Alla Salute” di recente presentato a Bologna al Biografilm festival. Sabato il Bologna Award porterà il suo saluto alla città in occasione dell’evento Cefa “In the name of Africa”. Da domenica il festival entra nel vivo con l’inaugurazione della mostra “Primo non sprecare, secondo Altan. Lo spreco formato vignetta”, una mostra delle tavole dell’illustratore sugli sprechi alimentari e idrici.

Segrè: “Fico è anche cultura, lavoreremo per diffonderla di più”

“Siamo partiti nel 2015 all’Expo, oggi promuoviamo questa edizione pensando di consolidare la parte culturale legata al Parco agroalimentare. E’ importante che si percepisca nell’opinione pubblica e in chi viene a visitare Fico la proiezione internazionale dei temi che trattiamo all’interno del parco”, spiega il presidente di Caab e della Fondazione Fico, Andrea Segrè.

Abbiamo due anime che devono convivere autoalimentandosi, quella commerciale, che sta andando molto bene, e la parte culturale scientifica che ha raccolto 30.000 persone: sembrano poche paragonate ai due milioni di visitatori, ma non lo sono. La strada è comunque molto lunga, perché vorremo che i due milioni che visitano il parco tornassero a casa con un messaggio ancora più strutturato“, ammette Segrè.

 Veronesi: “Da Fico grande opportunità”

“Bologna è al centro della cultura del cibo. Cibo che si dimostra una cosa sempre più importante in termini di sostenibilità e di creazione di benessere”, osserva il presidente della Camera di commercio, Valerio Veronesi. “Fico, grazie all’intuizione di Segrè, ha trasformato un problema della città in una grande opportunità, dimostrando che se si mettono insieme cibo e cultura si crea economia“, riconosce il numero uno della Mercanzia, che ha sostenuto la creazione di Fico-Eatalyworld con cospicue risorse finanziarie.

Bonfiglioli: “Otto italiani su 10 vogliono prodotti etici”

“Oggi i cittadini chiedono un deciso salto di qualità all’industria alimentare e alla produzione agricola: la sostenibilità agroalimentare è un obiettivo indifferibile- evidenzia Alessandro Bonfiglioli, segretario generale della Fondazione Fico e direttore generale del Caab- otto italiani su dieci chiedono che i prodotti alimentari riflettano le proprie convinzioni etiche, sociali, ambientali. Caab ha fatto suo questo impegno, affiancato dalla Fondazione Fico, con un evento che non solo riconosce e valorizza le buone pratiche di tutto il mondo, ma si propone di moltiplicarle attraverso i fondi destinati ai vincitori”.

I soldi del premio a favore della ricerca

Fondi che i vincitori, infatti, sin dal momento dell’accettazione, si impegnano a donare il valore del premio in favore di progetti per far progredire la ricerca. Il Festival (curato da Duccio Caccioni) si conclude martedì 16 in occasione della giornata mondiale dell’alimentazione, con “Women for food” promosso in stretta sinergia con la Fao: appuntamento alle 16 per un dialogo al femminile sui temi di cibo e sostenibilità con Valentina Franchi, della divisione “Protezione sociale” della Fao, l’esperta africana Kouassi Dja Flore, direttore Sviluppo della Camera nazionale dell’Agricoltura della Costa d’Avorio, e l’ad di Eataly World Tiziana Primori.

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8 Ottobre 2018
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