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‘Nontiscordardimé’, a Roma 6 mesi di camper Osa: ecco i numeri

ROMA – Più salute, prevenzione e ascolto a bambini e anziani in difficoltà che vivono nelle periferie romane. È questo il risultato più che positivo conseguito dal progetto ‘Nontiscordardimé’ junior e senior nei primi sei mesi del 2017. Un progetto nato nel 2016 dal desiderio di Papa Francesco “mettere i più bisognosi al centro” per assistere i bambini in difficoltà e che nel 2017 ha messo in campo una seconda unità mobile per prendersi cura di tutti quegli anziani emarginati che necessitano di cure e sostegno.

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“Oltre ai numeri positivi di cui siamo molto orgogliosi- commentano i referenti del progetto sul sito della cooperativa Osa, tra i promotori dell’importante iniziativa- quello che ci rende davvero felici è l’aver incontrato e aiutato nel nostro cammino, nelle parrocchie, tante persone che avevano bisogno di noi. Abbiamo ricevuto tantissimi grazie, anche solo attraverso un sorriso sincero o una parola di stima inaspettata. I numeri per noi sono importanti, ma ciò che conta è la consapevolezza di essere stati d’aiuto a tanti bambini e anziani che, grazie a ‘Nontiscordardimé’, si sono sentiti meno soli, trovando delle risposte ai loro problemi di salute. Senza la rete di solidarietà che si è creata, nulla di tutto quello che abbiamo fatto sarebbe stato possibile. Ed è per questo che vogliamo ringraziare di cuore tutti i volontari che hanno messo a disposizione la loro umanità e professionalità e tutti gli assistiti che hanno riposto fiducia nel progetto. Grazie di cuore!”.

NONTISCORDARDIMÉ JUNIOR

L’unità mobile junior, con a bordo 1 medico dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, 1 infermiere e 1 autista Osa, ha prestato servizio 3 giorni su 7, per circa 4 ore di interventi, generalmente nella fascia pomeridiana dalle 15.00 alle 19.00 presso il campo rom di Castel Romano sulla Pontina, la parrocchia santa Maria della Fiducia, zona Finocchio, la parrocchia santa Maria dell’Ospitalità, zona via del Torraccio, la parrocchia di san Felice da Cantalice, zona Centocelle, e, alcune volte, al campo rom di ‘Figli di un solo Dio’.

Ecco il profilo dei 213 nuovi assistiti

Si tratta di bambini e ragazzi appartenenti principalmente alla comunità di Castel Romano (83) e di san Felice da Cantalice (69). Il paese di provenienza maggiormente rappresentato nella comunità di Castel Romano è la Bosnia-Erzegovina (74,7 %), si evidenzia la presenza di numerosi bambini sotto l’anno di età che rappresenta quasi il 30% della popolazione pediatrica (più del 70% sono bosniaci). Mentre la comunità di san Felice da Cantalice è composta nella stragrande maggioranza di italiani (78,3%), dove hanno avuto maggiore bisogno di cure i bambini tra 1 e 5 anni di età, quasi il 60% dell’intera popolazione che si è rivolta alle cure mediche fornite a bordo dell’unità mobile. Di questi più del 90% sono italiani.

Sono 845 le visite effettuate in 6 mesi. Quasi il 60% (487) delle visite ha avuto luogo nella comunità di Castel Romano, segue Santa Maria della Fiducia con 175 incontri. In questo dato c’è la presenza di bambini che ritornano più volte a farsi vistare, ma dai dati amministrativi raccolti non è possibile capire chi è ritornato e quante volte, soprattutto a causa dell’indeterminatezza dei nomi e cognomi che vengono lasciati.

Quali sono i principali problemi di salute riscontrati?

L’attività sulla popolazione pediatrica seguita a bordo dell’unità mobile, si caratterizza sostanzialmente in: visite per problemi respiratori (principalmente bronchiti) e influenze (30,6%), semplici controlli pediatrici (28,8%) e visite per il rilascio di certificati scolastici che autorizzino il rientro a scuola (17,1%). Al quarto posto si classificano le malattie esantematiche e le dermatiti, ma con valori percentuali ed assoluti molto minori (7,4%). Queste tre categorie costituiscono il 76,5% degli interventi.

Gli interventi effettuati e chiusi sono stati 772 su 845. Dei 73 interventi non chiusi (8,6% dei casi), circa la metà (37) è stata invitata a tornare nuovamente per la visita sul camper junior (per prescrizioni come antibiotici, aereosol terapie, esami ematochimici, terapie topiche, rx e solo in 2 casi per valutazioni di terapie in corso); l’altra metà (36) è stata indirizzata all’ospedale Bambino Gesù perché 15 assistiti necessitavano di visite specialistiche (urologica, psicologica, ortopedica, orl, odontoiatrica, oculistica, ginecologica, bronco pneumologica, allergologica) e gli altri 12 casi per accertamenti ed esami ematici, in misura minore per Dh e ricoveri.

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NONTISCORDARDIMÉ SENIOR

L’unità mobile senior, con a bordo 1 medico di medicina generale della Fimmg, 1 infermiere e 1 autista Osa, ha prestato servizio 5 giorni su 7, la mattina o il pomeriggio, per circa 4 ore generalmente, dalle 9.00 alle 13.00 o dalle 15.00 alle 19.00.

535 anziani assistiti, 397 casi e 22 parrocchie coinvolte. Da febbraio 2017 a giugno 2017, l’équipe medica e infermieristica ha incontrato 535 anziani soli e affrontato 397 casi in ben 22 parrocchie: san Filippo Neri, santa Maria della Presentazione; san Paolo della Croce, sant’Elisabetta e Zaccaria, sant’Andrea Avellino, nostra signora di Bonaria, san Giovanni Leonardi, santa Maria regina dei Martiri, san Carlo Da Sezze, santa Maria regina mundi, santa Maria consolatrice, san Giovanni Battista de la Salle, nostra signora di Czestochowa, san Romano martire, santi Mario e compagni martiri, spirito santo alla Ferratella, san Giuseppe da Copertino, santa M. Assunta e S.G. a Primavalle, san Giovanni Battista in Collatino, s. Rita a torre Angela, santa Maddalena di Canossa, santa Maria Janua Coeli.

Ecco il profilo degli assistiti:

Gli anziani sono perlopiù italiani (95,7%), iscritti al ssn (93%) che vivono con la famiglia (63,6%;222), ma in molti anche totalmente soli (29,5%;103). Hanno una età media di 70,4 anni, il 61,5% ha un’età compresa tra i 65 e gli 80 anni. Maggiormente rappresentato il genere femminile (66%). Il 64% degli assistiti, considerando l’età, ha una istruzione medio-alta (scuole medie 31% e superiori 33%). Il 29% ha un’istruzione elementare.

Le campagne di screening

Nei primi 5 mesi di attività, sono state organizzate quattro campagne di screening: giornata della nutrizione (effettuate 112 visite), giornata delle patologie cardiovascolari (effettuate 191 visite), giornata del diabete (effettuate 14 visite), giornata dell’attività fisica (87 visite). Il ruolo delle unità di ascolto e orientamento ai servizi socio-sanitari. Il lavoro nelle Unità di Ascolto e Orientamento ai servizi è consistito nel 67% (196 persone) dei casi nell’invio verso l’unità mobile presente 1 volta al mese in parrocchia.

Nell’11% dei casi le persone avevano bisogno di essere indirizzate verso centri di cura. Nel 33,4 % (98 persone) è stata necessaria un’azione di orientamento e informazione sulle procedure amministrative burocratiche e socio-sanitarie per ottenere l’assistenza di cui si necessitava. Per le persone che si sono avvicinate all’unita è stato importante anche solo rendersi disponibili ed ascoltare quello che le persone avevano da dire (65,5%).

08 settembre 2017

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