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Paura a Notre Dame di Parigi, trovate bombole di gas

Notre_Dame_de_Paris_01ROMA – A Parigi e’ tornata la paura. Nella notte tra sabato e domenica e’ stata trovata nei pressi della cattedrale di Notre Dame una Peugeot 607 contenente sei bombole di gas. Secondo la stampa francese, cinque di queste erano nel portabagagli, mentre la sesta, vuota, era all’interno dell’abitacolo. L’auto, parcheggiata male e con i fari anteriori accesi, ha attirato l’attenzione della cameriera di un locale che, notando anche la bombola sul sedile posteriore, ha allertato la polizia. Secondo ‘Le Figaro’ inoltre l’auto sarebbe stata ritrovata priva di targa.

Gli agenti accorsi sul posto hanno subito capito che non sussisteva alcun pericolo, dal momento che nessun detonatore e’ stato ritrovato. Tuttavia l’inchiesta e’ stata comunque affidata alla Direzione generale della sicurezza interna (Dgsi) e all’antiterrorismo. Lunedi’ sei persone sono state arrestate e interrogate, tra queste anche il proprietario dell’automobile, che risultava peraltro un nome gia’ noto ai servizi di sicurezza per una vecchia segnalazione. Tutti pero’ sono stati rilasciati poiche’ non collegati al fatto.

L’attenzione degli investigatori si e’ poi concentrata sulla figlia del proprietario della vettura, che tempo fa si sospetta abbia cercato di raggiungere la Siria. Martedi’ e’ stata fermata anche una coppia in un’area di sosta dell’autostrada nei pressi di Orange, nel sud della Francia, non lontano da Nizza e Marsiglia. I due (un uomo e una donna rispettivamente di 34 e 29 anni) sono gia’ noti agli inquirenti. La donna e’ anche schedata con la lettera ‘S’, quella che indica ‘persicolosita’ per la sicurezza nazionale’ poiche’ collegata all’islam radicale.

Le forze dell’ordine in questo momento non scartano nessuna pista, ma si fa strada la possibilita’ di “un’esercitazione” da parte di una cellula isolata in vista di un nuovo attentato. Come sottolinea il quotidiano ‘Liberation’, la dinamica di questo evento conferma le parole rilasciate a maggio scorso dal capo della Dgsi, Patrick Calvar, secondo il quale dopo gli attacchi di novembre, nei quali avevano partecipato veri e propri commando armati, d’ora in avanti i terroristi si preoccuperanno solo di lasciare gli esplosivi in luoghi particolarmente affollati, con l’obiettivo di instaurare un clima di incertezza e panico.

 

08 settembre 2016

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